MeetupChieti

amianto ad Ortona ?

Coordinamento per la tutela della costa teatina

Comunicato stampa del 30 dicembre 2008
(qui l'articolo)

Discarica di amianto, no degli ambientalisti!!

Si estende il fronte del no alla discarica di amianto, dopo l’avvio della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte della Regione Abruzzo. Il progetto è quello presentato dalla Smi (Società meridionale inerti), nel giugno 2007 con l’obiettivo di adeguare la discarica di inerti esistente e già autorizzata, di contrada Pincione, (Comune di Ortona), alla normativa di riferimento, il D.L.vo n.36/03; da impianto di rifiuti pericolosi in discarica di rifiuti non pericolosi monodedicata contenenti amianto in matrici cementizie. Arriva un “no” motivato degli ambientalisti aderenti al Coordinamento della Costa Teatina, che nei giorni scorsi si sono recati alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi, per un summit con il responsabile dell’ufficio rifiuti Franco Gerardini, il quale ha illustrato i complessi passaggi dell’iter autorizzativi. Gli ambientalisti, hanno poi esaminato lo SIA (Studio di Impatto ambientale) presentato dalla società Smi, e pubblicato sul sito della Regione Abruzzo lo scorso 23 dicembre. “In base a quanto esposto dalla società Smi nello studio, si può tracciare una fotografia inquietante delle modalità gestionali dello smaltimento di amianto che si intende realizzare- spiegano Pasquale Colantonio e Fabrizia Arduini, rappresentanti del coordinamento per la Tutela della Costa Teatina- per cui i documenti attualmente messi a disposizione per la visione, ci inducono ad essere chiaramente contrari all’apertura della discarica. Lo SIA- aggiungono- è l’atto fondamentale in base al quale si rilasciano i pareri tecnici da parte degli Enti; ebbene lo studio oltre a violare palesemente i criteri di localizzazione di cui all’Allegato 1 del D.Lgs 36/03, non rispetta neanche alcune direttive in materia di realizzazione e gestione di discariche per rifiuti costituiti da materiali di matrice cementizia contenenti amianto emanati ultimamente, dalla Giunta Regionale. Nello SIA, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, non è stato allegato uno studio riferito alla direttrice dei venti dominanti; tale direttrice è stabilita sulla base di dati statistici significativi dell’intero arco dell’anno e relativi ad un periodo non inferiore a cinque anni. Inoltre, abbiamo riscontrato una incoerenza con l’art.4 del D.L.vo n°59/05, riferito alle Migliori Tecniche Disponibili adottate, nell’allestimento della barriera geologica di fondo. Lo studio elaborato dalla Smi, prevede solamente una ricopertura delle superfici della discarica esistente, con uno strato di argilla, senza prevedere nessuna intervento al piano di posa, posto al di sopra del tetto dell’acquifero. In sostanza, è insufficiente l’intervento previsto dalla Smi, per evitare rischi di impatto sull’ambiente idrico. Inoltre,-aggiungono gli ambientalisti-
La zona è a vocazione agro-alimentare, e quindi la discarica metterebbe a rischio oliveti e vigneti. Lo Sia, in aggiunta è incoerente anche con il nuovo Piano Regionale Rifiuti adottato lo scorso anno, rispetto ad alcuni indicatori, come la distanza dell’impianto dai centri e nuclei abitati, le prime abitazioni distano infatti 600 metri. Infine, viene enunciato in modo approssimativo, nello studio, l’iter da seguire nelle operazioni di smaltimento. La normativa, di riferimento, la L.257 del marzo 92, prevede che il primo insaccaggio venga effettuato all’interno dell’area rossa (sacchi R con etichetta amianto), una uscita a 3 stadi con lavaggio nel 2° stadio,il doppio insaccaggio nel 3° stadio e posa nei BIG BAG, poi il trasporto nel deposito temporaneo (max 3 mesi di permanenza). I cittadini-concludono Colantonio e Arduini- devono essere gli attori principali di questa faccenda, in realtà sino adesso sono stati scarsamente informati e stimolati alla partecipazione attiva. L’apertura di una discarica di amianto è una questione molto complessa: L’UNICA FIBRA DI AMIANTO INNOCUA è QUELLA CHE NOI NON RESPIRIAMO. Informiamo che il progetto è a disposizione di qualsiasi cittadino in Comune, Provincia e Regione e che ognuno ha 6° giorni di tempo dall’avviso pubblico (23 dicembre scorso) per presentare le osservazioni.

Firmato
Pasquale Colantonio
Fabrizia Arduini



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Ma®aM

Ho ricevuto questo stamattina...
Ecco lo spirito del Natale!
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Ma®aM

E' purtroppo un dato di fatto che nei locali del Comune di Chieti il divieto di fumare non viene rispettato.
Durante i Consigli Comunali è consuetudine consolidata fumare nei corridoi adiacenti alla sala consiliare e nell'antibagno, quando non addirittura nella sala stessa.
Nonostante le ripetute segnalazioni nessun provvedimento è stato adottato affinchè vengano finalmente effettuati gli adeguati controlli ed eseguite le dovute sanzioni ai trasgressori. La tolleranza supera la legge, ed ovunque chi fuma pensa di avere il diritto di farlo, nonostante i cartelli, obbligatori, siano in bella mostra sui muri.
Alcuni fumano vicino alle finestre aperte, pensando che il fumo così vada all'esterno e non dia fastidio. In realtà così facendo aumentano la diffusione del fumo stesso, attirato dallo sbalzo termico che si genera tra interno ed esterno.
L'abitudine è così radicata che nessuno ci fa più caso, e chi ne soffre è costretto a subire in silenzio, rendendosi conto che contro la diseducazione diffusa è difficile trovare rimedio.
Ma la legge c'è, e “andrebbe” rispettata.
Se solo il Sindaco desse mandato di fare i controlli e le multe, sicuramente le casse comunali si riempirebbero ben presto, e non con le tanto odiate tasse!
Alcuni consiglieri comunali e molti dipendenti hanno questo odiato “vizio” e non si rendono neanche conto del fastidio che danno a chi è costretto a subire il loro fumo passivo.
E' accertato che il fumo passivo è causa di tumori e di altre malattie, ma questo a quanto pare non basta per insegnare a chi fuma il rispetto per il suo prossimo. Ognuno è libero di scegliere per la propria vita, ma non per quella degli altri.
Protestare equivale a “rompere le scatole”, senza peraltro ottenere nessuna soddisfazione né da chi dovrebbe far rispettare la legge, né da chi la trasgredisce.
Niente di più facile che sentirsi rispondere:“non ci avevo fatto caso”, oppure “già, è vero, ora la spengo” (mentre continua a fumare), per non parlare di chi invece arriva anche al “chi se ne importa” oppure tace e se ne infischia.
In tal modo risulta impossibile accedere ai locali del Comune senza tornare a casa con gli abiti che puzzano di fumo, per non parlare ovviamente dei polmoni intossicati...
Il sindaco è pertanto invitato a farsi carico di questo problema che, seppur non sentito da tutti, ha la sua valenza di monito per una legalità che sia di esempio per tutta la cittadinanza.
Il rispetto delle leggi dovrebbe essere infatti alla base di ogni nostra rappresentanza politica, e la tolleranza non giustifica questa inadempienza.
Distinti saluti
Una cittadina non fumatrice


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MeetupChieti
Ecco i video dell'horror tour sul fiume Saline a Montesilvano:




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Ma®aM

COMUNICATO STAMPA DEL 18/12/2008

Dimissioni di Bruno Catena da Presidente dell’ACA.
Il WWF: atto dovuto per una gestione disastrosa.

Nella lettera di dimissioni continua a difendere l’indifendibile.
Dal 2004 una montagna di carte, anche della stessa ACA, individuava le gravissime criticità dei pozzi Sant’Angelo.
La parola fine dall’Istituto Superiore di Sanità basato su decine di analisi ufficiali dell’ARTA.

Quando emerse in tutta la sua gravità lo scandalo dei pozzi Sant’Angelo inquinati chiedemmo le dimissioni di Bruno Catena. Non era per le vicende giudiziarie, che sarebbe intervenute successivamente, ma per la volontà del Presidente dell’Acquedotto di negare ai cittadini l’evidenza di atti che dimostravano come, fin dal 2004, gli Enti pubblici erano a conoscenza della grave situazione di inquinamento, facendo venire meno il diritto dei cittadini alla trasparenza su una questione basilare come quella della salute.
Solo grazie alla nostra azione, i cittadini hanno potuto scoprire come i pozzi inquinati erano già stati chiusi una volta nel 2005 per inquinamento; che le analisi dell’ARTA da anni presentavano valori altissimi di diverse sostanze tossiche; che si miscelava l’acqua di diversa provenienza per diluire gli inquinanti presenti; che i filtri a carbone attivo montati sui pozzi erano inefficaci e peggioravano addirittura la situazione aumentando la concentrazione del Tetracloruro di carbonio.
Catena continua a ripetere che tutto si baserebbe su un’unica analisi condotta privatamente dal WWF: in realtà, da due anni abbiamo divulgato documenti ufficiali, alcuni dei quali dell'ACA stessa, che ammettevano l’inquinamento dei pozzi. Per l’ennesima volta dobbiamo richiamare l’autorevole parere dell’Istituto Superiore di Sanità che ha dichiarato che l’acqua non era idonea al consumo umano. Chiunque può verificare come l’Istituto Superiore di Sanità abbia basato il suo parere sulle analisi ufficiali dell’ARTA che erano state prodotte negli anni precedenti. Basta voler leggere il parere dell’Istituto per verificare come esso richiami testualmente anche l’inefficacia dei filtri, cosa che si sa solo grazie alle analisi ufficiali dell’ARTA.
Si chiude ora un ciclo: i nostri amministratori hanno la possibilità di ripartire in maniera nuova, improntando la gestione dell’acqua su criteri di trasparenza, partecipazione e sostenibilità, sia ambientale che economica.

Dante Caserta
Presidente WWF Abruzzo



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Ma®aM

Al Comune della mia città sono diventata “famosa” come la “rompiscatole del fumo”.
Ho cominciato a relazionare sui consigli comunali, e le mie relazioni erano purtroppo piene della descrizione delle trasgressioni al divieto di fumo, all'interno dell'edificio comunale.
Purtroppo, nonostante la legge sia in vigore ormai da alcuni anni, la salute del non fumatore non è ancora abbastanza tutelata, perchè la legge non viene rispettata in tantissimi luoghi.
Il fumatore pensa di avere il “diritto” di fumare, a discapito di chi gli sta accanto.
Protestare significa “rompere le scatole”, senza peraltro ottenere nessuna soddisfazione.
Chi fuma continua a fumare, chi deve fare i controlli non li fa, chi deve fare le multe si gira dall'altra parte.
Ma ve l'immaginate un addetto al centralino del 113 ricevere una chiamata per qualcuno che fuma?
Dubito proprio che qualcuno possa rispondere positivamente. Già immagino quali scuse prenderebbero, pur di non intervenire.
Quindi, la legge c'è, ma si fuma lo stesso.
Si fuma negli uffici, sia pubblici che privati, ed in tantissimi altri luoghi.
Cosa si fa? Ci si gira dall'altra parte, si fa finta di non guardare...e di non sentire la puzza!
Ma se di mezzo non ci fosse la salute si potrebbe anche soprassedere a questa “abitudine”, e alla noncuranza dilagante. Il problema è che il fumo passivo fa male alla salute, è accertato da innumerevoli studi, e non si capisce per quale motivo sono proprio i fumatori ad essere tutelati, in un certo senso, visto che protestare equivale soltanto ad una “nuvola di fumo”.
Si allontana chi protesta, non chi fuma.
Chi protesta è il rompiscatole, chi fuma è coperto dal suo ruolo o dalla sua importanza.
D'altra parte siamo in un paese nel quale regna l'omertà e l'illegalità...
Tante volte mi è stato risposto che sono esagerata, che devo pensare “alle cose serie”.
Ho anche scritto al Sindaco, pregandolo di occuparsi di questo problema, almeno all'interno degli edifici comunali.
Cosa ho ottenuto? Niente!
Ho ottenuto soltanto il mio appellativo, affibbiatomi sicuramente da un fumatore...
Ma io continuerò ad essere la solita “rompiscatole”, fino a quando non vedrò tutelati i miei diritti, fino a quando davanti a me vedrò finalmente esercitare il dovere di imporre le dovute sanzioni a chi trasgredisce il divieto.
Il giorno che succederà farò grande festa, perchè vorrà dire che nel nostro paese esistono ancora i diritti.
La “rompiscatole del fumo”
Mara Miccoli


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Ma®aM

Il 10 dicembre è il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, ma nel nostro paese c'è un assordante disinteresse su questa ricorrenza. I diritti umani sono continuamente violati in tutto il mondo, e noi non esuliamo da questa realtà, anche in Italia, pur se in modo meno eclatante, meno plateale, tutti i giorni tanti diritti vengono calpestati nel silenzio più assoluto. Piccole e grandi tragedie si consumano tra le mura di casa, tra l'omertà e l'indifferenza. Lo slogan delle associazioni che promuovono e sostengono questa ricorrenza è: “se non li difendi, te li tolgono”Ma come difenderli? Come difendersi quando tutti girano la testa dall'altra parte, quando tutti fanno finta di non sentire e molti, troppi, fra quelli che vorrebbero parlare devono aver timore di avere ritorsioni? Questo è un paese che non ha voce, dove la magistratura viene indagata, dove i colpevoli rimangono impuniti, dove le leggi non vengono rispettate o se ne fanno troppe ed anche a volte assurde ed incomprensibili per noi comuni mortali. Tutto è precario: il lavoro, la libertà di opinione e di pensiero, nonché la libertà di stampa. I lettori sono talmente scoraggiati che non leggono più, e chi scrive deve aver timore di farlo. Qualche giorno fa la notizia che la testata on line PrimaDaNoi è stata querelata in merito all'inchiesta sull'acqua inquinata, perché si era battuta per far emergere questa assurda vicenda. Parlare non è più lecito? Dare le notizie non è più possibile? E' il giornalista che deve stare attento? Intanto non sappiamo niente dell'indagine epidemiologica che si sarebbe dovuta fare, e chissà quanti malati dovremo ancora contare prima che qualcosa venga alla luce. La nostra città si sta adoperando per avere la certificazione ambientale e nel frattempo il decreto “anti-crisi” taglia gli incentivi sul risparmio energetico.Intanto Chieti è piena di amianto, di antenne, di discariche abusive, che hanno portato alla recente ordinanza della zona lungofiume a Chieti Scalo, però si continua a costruire, a gettare cemento su cemento, mentre nelle case non si riesce neanche più a mangiare per la crisi che incalza...Le fabbriche chiudono, il lavoro non c'è, e i “fortunati” che ancora hanno un lavoro sono costretti a cedere a mille ricatti per mantenerlo, ad essere sottopagati, precari, o ad aspettare mesi per uno stipendio che spetterebbe loro di diritto. Tante persone devono passare il Natale contandosi i soldi in tasca, e guardando il telegiornale hanno solo voglia di spegnere la TV (così si risparmia anche sulla bolletta della luce!)Dove sono quindi i diritti umani?Chi ha soldi e potere può anche violare le leggi, tanto sa di rimanere impunito. I tempi della giustizia sono lunghi, e poi c'è sempre la prescrizione!Anche per i reati ambientali c'è la prescrizione, ma le conseguenze si pagano per tantissimi anni dopo...E poi c'è il marito che maltratta la moglie, il padre che picchia i figli, l'ex che taglia gli alimenti, il datore di lavoro che non paga, per parlare solo dei piccoli “crimini”...La nostra dignità viene calpestata ogni giorno!E il cittadino continua a non avere voce.Avete mai provato a dire qualcosa in una occasione “ufficiale”? Avete mai assistito ad un Consiglio Comunale o ad una conferenza stampa della vostra città? Il singolo cittadino non può parlare, non può dire niente, e se anche riesce a dire qualcosa non viene ascoltato. Qualche giorno fa c'è stata la conferenza stampa sulla giornata nazionale della disabilità, ed il quella occasione una cittadina ha provato a dire la sua per quanto riguarda le barriere architettoniche, chiedendo all'amministrazione comunale cosa avesse intenzione di fare per i divieti e le limitazioni al traffico in centro storico, che indirettamente tutelano anche chi “cammina” su rotelle. Sindaco e Assessore erano assenti, ma i presenti non hanno ugualmente ascoltato né risposto a questa semplice domanda. Nel consiglio comunale sull'acqua, di qualche tempo fa, alcuni cittadini avevano chiesto di intervenire. Anche lì niente, perché il “regolamento” non prevede che i cittadini possano dire la propria.
Allora, chi può parlare e quando? Come dobbiamo fare per avere finalmente voce?
Cosa possiamo fare per veder tutelati i nostri sacrosanti diritti?
M.M.


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Ma®aM


Gli oltre 9.000 soci della Confcommercio operanti nella provincia teatina saranno invitati ad aderire all’iniziativa con il motto “Investire nel sociale conviene”

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DD News, 05.12.2008 – Venerdì 5 dicembre 2008, Confcommercio Chieti e Diritti Diretti ONLUS hanno presentato il protocollo d’intesa che legherà le due realtà nei prossimi 5 anni.

L’associazione del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e della Piccola e Media Impresa della provincia di Chieti sosterrà, infatti, Diritti Diretti ONLUS: associazione senza scopo di lucro costituita con il proposito di promuovere l’idea che stato sociale non significhi carità, ma libertà e diritti concreti per le categorie svantaggiate, al fine di contrastare la diffusione di pregiudizi o stereotipi e incoraggiare la presa di coscienza delle loro diverse abilità e del loro contributo sociale.
Il Presidente della ConfCommercio Chieti, dott. Angelo Allegrino, ha subito abbracciato la mission di Diritti Diretti ONLUS: sostenere iniziative volte a garantire uguaglianza e dignità alle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari al pari delle altre persone; migliorare l’accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti e all’informazione; favorire lo sviluppo della persona e della sua identità, salvaguardando i diritti civili, siano essi “diritti naturali” o “diritti umani” (diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, diritto all’autodeterminazione, diritto a un giusto processo, diritto ad un’esistenza dignitosa, diritto alla libertà religiosa, diritto alla protezione dei propri dati personali - privacy); far riconoscere la capacità di scelta autonoma e indipendente delle fasce di popolazione poco rappresentative, altrimenti dette “minoranze”; dare impulso al dialogo tra culture diverse.

«Non potevamo – ha affermato il dott. Allegrino – rimanere indifferenti al motto “It’s up to you!”, cioè: “Dipende da te!”. Per questo, ci siamo impegnati in prima persona e abbiamo concretizzato un protocollo d’intesa con il quale ci uniamo a Diritti Diretti ONLUS al fine di: far conoscere ai nostri associati i suoi obiettivi attraverso i media cartacei e on-line che abbiamo a disposizione; stimolare i nostri soci a sostenere i suoi progetti tramite convenzioni, donazioni in denaro, eventi di raccolta fondi, raccolta mediata ecc.; offrire ai suoi soci le convenzioni stipulate per i nostri associati; concedere ai suoi soci uno sconto sulla quota di iscrizione ai nostri percorsi formativi e agli eventi erogati da Confcommercio Chieti o da istituti formativi ad esso convenzionati; offrire, gratuitamente e attraverso il suo patronato Enasco, servizi previdenziali e fiscali ai suoi soci».

Dal canto suo, Diritti Diretti ONLUS si impegna a: concedere uno sconto pari al 30% per la Confcommercio Chieti e al 15% per tutti i suoi associati rispetto al normale tariffario applicato per l’erogazione dei suoi servizi; concedere uno sconto pari al 30% per la Confcommercio Chieti e al 15% per tutti i suoi associati sulla quota di iscrizione e ai percorsi formativi e agli eventi erogati da Diritti Diretti ONLUS; offrire visibilità alla Confcommercio Chieti durante i suoi eventi, in base alla natura del suo contributo al progetto e della durata dello stesso (da stabilire di volta in volta); presentare il presente protocollo d’intesa sul suo blog e sul suo futuro sito web.

«Alle sue attività istituzionali – ha dichiarato Simona Petaccia, Presidente di Diritti Diretti ONLUS – la nostra associazione collega, infatti, servizi personalizzati e altamente qualificati di progettazione, realizzazione e comunicazione inerenti: campagne informative, comunicative e/o pubblicitarie; progetti di editoria (tradizionale ed elettronica); iniziative ed eventi (convegni, meeting, convention, conferenze, assemblee ecc.). Questo perché crediamo che tali eventi non possono essere affidati solo ai “volontari”, soprattutto se rivolti alle categorie svantaggiate. Per ottenere risultati positivi e a lungo termine, invece, essi devono essere guidati da metodi e professionalità che contribuiscono a generare modi di fare corretti, al fine di salvare le cosiddette “fasce deboli” della popolazione da un vortice regressivo caratterizzato da pietà, assistenzialismo o donazioni fatte una volta l’anno per evitare di pensare al problema. Non posso che ringraziare la Confcommercio per il suo futuro impegno verso tutto questo. In ogni caso, credo che sia importante evidenziare quanto iniziative come queste abbiano un notevole impatto sul turismo e sull’immagine...



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MeetupChieti

Il seminario del 13 dicembre

Il blog Press-Compost ha quasi un anno di vita. Così anche il progetto di monitoraggio “Organico a parte”, iniziato il 17 dicembre 2007, che sta verificando il quantitativo di organico che, nell’arco di un anno, una famiglia campione ha conferito in compostiera piuttosto che al servizio pubblico di raccolta . In occasione di questo primo giro di boa, la redazione di Ri-media.net, in collaborazione con l’Ecoistituto Abruzzo, organizza un seminario di presentazione dei risultati, con l’ulteriore obiettivo di aprire un tavolo regionale di confronto e di discussione sul tema della pratica del compostaggio domestico, sia come opportunità di “gestione casalinga” degli scarti di cucina, o dell’orto o del giardino, che come occasione di didattica formativa, anche scolastica, sul ciclo della materia organica.
Il sito del seminario
partecipa al seminario


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Ma®aM

In Abruzzo è emergenza ambiente, incontro pubblico a Montesilvano per
presentare l'altra campagna
con passeggiata "HORROR TOUR" sule rive
del fiume SALINE

Il fiume Saline è uno dei 57 siti di bonifica
nazionale per il grave inquinamento in cui versa, recentemente è stato
sequestrato l'impianto di depurazione affidato all'ACA (le acque di
fogna di un bacino di 100.000 persone finivano direttametne nel fiume
senza rispettare gli standard di legge) ed un mese fa è stato sequestro
l'impianto della ECoest sempre a ridosso del fiume per traffico di
rifiuti tossici che coinvolgeva diverse regioni italiane; in città
tutto tace tranne alcune voci coraggiose, noi abbiamo deciso di
parlarne.

PARTECIPA E PASSAPAROLA

BONIFICA DEL FIUME SALINE,
DISCARICA E DEPURATORE: LA PAROLA AI CITTADINI

VENERDÌ 5 DICEMBRE 2008
ORE 20.30
ITC E. ALESSANDRINI - Via C. D'Agnese, MONTESILVANO


Proiezione speciale di BIUTIFUL CAUNTRI
di Esmeralda Calabria, Andrea
D'Ambrosio, Peppe Ruggiero
Docu-film su emergenza rifiuti ed ecomafia
in Campania

DOMENICA 7 DICEMBRE 2008 ORE 10.00
HORROR TOUR sulle rive
del Fiume Saline
PARTENZA: Ponte Europa - MONTESILVANO (davanti
Calcestruzzi Saline)
Informazioni al 334.6976124

PARTECIPA PER
DIFENDERE L'ABRUZZO www.nonlasciamolifare.org


organizza
EMERGENZAMBIENTE ABRUZZO - RETE DI ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI,
COMITATI E CITTADINI
ABRUZZO SOCIAL FORUM - MARE LIBERO - WWF ABRUZZO








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Ma®aM


COMUNICATO STAMPA

Duro colpo del Governo alla normativa fiscale per ottenere lo sgravio del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici e che stava in termini di risparmi energetici e riduzione delle emissioni. Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, chiede la cancellazione in sede di conversione delle nuove norme inserite nella manovra cosiddetta anticrisi approvata con Decreto Legge n. 185 in data 28/11/2008.

La manovra cosiddetta “anticrisi” approvata con Decreto Legge n.185 in data 28/11/2008, porta un’altra novità, in negativo, che sino ad ora era passata inosservata. Dalla data di emanazione del citato decreto, infatti, sarà molto più difficile per chi voglia accedere agli sgravi fiscali pari al 55% relativi agli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici per il 2008-2009-2010.
Ancora una volta, di fatto, il Governo attuale effettua tagli in settori che avevano portato concreti benefici in termini di risparmi energetici e riduzione delle emissioni, in quanto il provvedimento approvato solo 2 anni or sono, aveva permesso a più di 200 mila, tra aziende e privati, di fare qualcosa nel concreto, per risparmiare energia e rispettare gli impegni siglati con il Protocollo di Kyoto.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, unendosi al coro di dissenso di Associazioni ed Enti contro questo assurdo provvedimento, ne chiede la cancellazione immediata o da parte del Parlamento in sede di conversione.
Lecce, 02 dicembre 2008.

Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA


Questa notizia è passata un po' in sordina, e già ci sono i primi "passi indietro"... Il risparmio energetico bisogna incentivarlo, e non penalizzarlo!!! M.M.


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C O M U N I C A T O S T A M P A

Il Capogruppo del PD al Comune di Chieti , Tiziano Viani , ha emesso la seguente nota.

« Gianni Chiodi ha gettato la maschera, è l’unico dei candidati alla presidenza della regione ad essere favorevole al’insediamento del Centro Oli ad Ortona.

Ritengo emblematica la risposta che Gianni Chiodi ha dato alla domanda formulatagli dai giornalisti Michele Tozzi ed Alessandra Farias riguardo la propria posizione rispetto l’insediamento del centro oli ad Ortona: “bisogna rendere l’Abruzzo più autorevole nel rapporto con l’Eni, salvaguardando l’interesse generale, progettando il futuro, costruendo il progresso, sono favorevole…”.

Risposta che denota, semmai ce ne fosse stato bisogno l’orientamento del candidato presidente ma di tutto il centrodestra che si presenta alle elezioni regionali: invece di stare dalla parte delle piccole e medie aziende che valorizzano le peculiarità del nostro territorio e salvaguardano la qualità delle produzioni, invece di preoccuparsi della salute di tutti i cittadini abruzzesi, Chiodi e il centrodestra ritengono che istallare un centro per la desolforizzazione del petrolio ad Ortona sia indice di progresso e caratterizzi la programmazione futura della nostra regione, massacrando di fatto l’esistente. diciamocelo chiaramente qualcuno di noi acquisterebbe prodotti agricoli coltivati in terreni a ridosso di una raffineria petrolifera?

Oppure sceglierebbe di trascorrere le proprie vacanze a pochi metri da un impianto come quello di Falconara Marittima?

Queste sono le domande che Chiodi, candidato alla poltrona di governatore della nostra regione e tutti i suoi accoliti dovrebbero farsi prima di dichiararsi favorevoli alla creazione di simili strutture che non sono compatibili con le vocazioni storiche del nostro territorio.

Vorrei ricordare all’ex sindaco di Teramo la contrarietà più volte manifestata verso l’ecomostro che si vorrebbe realizzare ad ortona dai sindaci dei piccoli comuni del comprensorio, dal Consiglio Comunale di Chieti compresi i Consiglieri che fanno parte della sua stessa parte politica, dalla confcommercio della provincia, dai gruppi spontanei di cittadini che si sono attivati direttamente per scongiurare questa sciagura, ma pare che questo non basti a chiodi e compagni, loro continuano a difendere l’indifendibile anche contro l’evidenza.

Speriamo che l’Abruzzo non debba fare i conti con questa cecità e gli abruzzesi rimpiangere la gestione Del Turco..»



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Ma®aM

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