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Ecco il nuovo show di Radio ChietiScalo.it, da oggi in onda sulla nostra web-radio


PILLOLE...
pochi minuti per stare in compagnia e tenersi informati.
Brevi flash di notizie tratte direttamente dal sito www.chietiscalo.it, in studio con la redazione di Chietiscalo.it ogni giorno, dal lunedì al venerdì, alle 16.00 una nuova puntata per discutere delle ultime notizie e dare spazio ai vostri commenti.
Buon Ascolto su RadioChietiScalo.it

Clicca nel player per ascoltare l'ultima puntata registrata dello show o clicca su: "...pillole!" per scegliere la puntata da ascoltare

...PILLOLE! on Spreaker


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Reazioni: 
MM

Da un po’ di tempo sono in corso le prove tecniche di trasmissione di Radio Chietiscalo.it. Ora bolle in pentola un nuovo show, si chiamerà Radio Racconta dedicato al mondo del libro, ai racconti, alla fantasia e alle poesie, una idea curata da Maurizio Cantatore, Mara Miccoli e Paolo Miscia, con la gradita partecipazione della splendida voce di Anna Di Lena, autrice e interprete de “Il teatro dell’invenzione” e de “Il piccolo museo delle meraviglie”. Aspettiamo i vostri racconti e poesie, in tutti i formati che vorrete, anche audio, allegando una foto e la biografia.

Le prime due puntate sono già disponibili sul nostro canale radio. Sono dedicate alla lettura di alcuni racconti di Paolo Miscia, tratti dal libro Novanta metri quadrati.

A presto e buon ascolto su radio chietiscalo.it!


Clicca sul player per ascoltare:

RADIO RACCONTA on Spreaker


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MM
Nuova puntata di radio chietiscalo.it: after the election's day

http://www.spreaker.it/show/candidati_sindaco_chieti

CANDIDATI SINDACO CHIETI su Spreaker


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MM
Ecco la puntata pilota del nuovo "esperimento" di chietiscalo.it: la web-radio!
Buon ascolto!


CANDIDATI SINDACO CHIETI su Spreaker
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MM
Via L'Aquila, un quartiere senza via d’uscita
Scritto da Roberto Di Monte, 17-03-2010
via L'Aquila
Via L’Aquila, sconosciuta ai più, si trova a Chieti Scalo nella zona tra le strade parallele di viale Abruzzo e via Amiterno. Vi si arriva imboccando via Sulmona e percorrendola per una cinquantina di metri, svoltando poi a destra. E’ una strada strettissima di circa 2,50 metri nel punto più largo, non è di proprietà comunale ma è in gran parte di un costruttore che non volle cedere i diritti di quel suolo, mentre la restante parte è di un residente che, anche lui, non ha voluto disfarsi di quella proprietà (per conservare una cubatura che ha poi sfruttato per l’inopportuno ampliamento di una delle palazzine). Attraverso via L’Aquila si accede ad un quartiere densamente popolato dove risiedono circa 300 famiglie per un totale di oltre un migliaio di abitanti. Queste persone vivono da tempo un profondo disagio che, nonostante più volte segnalato con lettere ed esposti, non è mai stato affrontato. Come detto, via L’Aquila è una strada molto stretta, troppo considerando che viene impegnata ogni giorno da un paio di centinaia di autovetture. Troppo stretta e per troppe auto, dato anche che viene utilizzata a doppio senso per forza di cose. Non a caso il titolo di questo articolo è “Un quartiere senza via d’uscita”.

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MM
CHIETISCALO.IT - Una realtà
Scritto da Vittorio Ramundi, 16-03-2010
Ho avuto la fortuna (dipende dai punti di vista) di militare in un partito politico. Ho avuto la fortuna di fare un esperienza come candidato nelle elezioni provinciali del giugno 2009. Ho avuto la fortuna di fare una campagna elettorale di basso livello (ma non di minor importanza) che mi ha portato ad avere un’interazione stretta con le persone a cui andavo a proporre il mio nome.
È stata un esperienza di vita, una bella esperienza, nulla di più.
Mi sono reso conto realmente della situazione in cui versano molte persone nel quotidiano. Quell’esperienza mi è servita per capire che essere un politico non serve a risolvere i problemi, quell’esperienza mi ha fatto capire che i problemi possono essere portati alla luce anche in altri modi; infatti con i ragazzi di Chietiscalo.it in tre anni di attività abbiamo segnalato e mostrato i REALI disagi del cittadino.
Siamo in piena campagna elettorale, un po’ al sapor di camomilla come la nostra Chieti. Una campagna elettorale che non si sente, non si vive.
Manca veramente poco al giorno delle elezioni. Il pensiero dei candidati a Sindaco l’ho ascoltato molto attentamente, ho ascoltato le loro intenzioni per il futuro.
Staremo a vedere quale sarà l’esito di queste elezioni.
In qualsiasi caso, considerando l’efficienza dei partiti e dei politici, Chietiscalo.it sarà sempre vigile ed ancor di più presente.
Solo ed esclusivamente per i cittadini.

Vittorio Ramundi

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MM
Scritto da Mara Miccoli, 08-03-2010

Su facebook sta girando un video di “tanti” anni fa, tratto dalla trasmissione “il rosso e il nero”, precisamente dell'11 marzo 1993. Questa data vi ricorda qualcosa?
A giudicare dalla campagna elettorale in corso non sembra che i teatini se li ricordino quegli anni...

I teatini hanno la memoria corta...

Ci sono liste candidate che rivedono gli stessi nomi, gli stessi volti di allora...

Si usa ancora telefonare agli “amici” per chiedere il voto, o meglio, ora ci sono gli sms, facebook e tutte le nuove tecnologie che sono utilizzate all'occorrenza...

Sono tornati i faccioni esposti sui manifesti, attaccati dappertutto, e tutti dicono che loro saranno bravi, loro saranno migliori, loro “faranno”... Cosa cambierà?
Ricci ha governato cinque anni dopo “secoli” di amministrazioni di centro e di destra qui a Chieti. Ricci ha fatto tanti errori, è vero, e molti sono scontenti per quello che non è riuscito a fare in questi cinque anni.
Ma il passato un po' più lontano è stato forse dimenticato?

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MM
Scritto da Vittorio Ramundi, 06-03-2010
Come sempre le elezioni mettono in luce l’aspetto più brutto e squallido della politica. Le promesse.
Non sono certo nuove le promesse fatte in campagna elettorale.
La città di Chieti ha tanti problemi che questo spazio web, dedicato al cittadino, ha messo in luce più volte.
Alcuni esempi.
Piazza Carafa allo Scalo, (anche se ci hanno detto che vi è un progetto per quella piazza che dovrebbe partire a breve…ma quando?!); la zona di via Amiterno che va fino allo Stadio, Brecciarola, San Martino, Madonna del Freddo etc…
Insomma i problemi sono molteplici e sono seri.
Ho letto oggi su un quotidiano locale che vi è stato un battibecco tra il Sen. Legnini ed il Sen. Di Stefano sulla questione Teatro.
Capisco che il teatro Marrucino debba essere di interesse pubblico e quindi al centro di un confronto politico ma, quando si parla dei cittadini? Non si può fare sempre finta di niente!

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 06-03-2010

Hanno la faccia come il culo

Questo era il titolo del quotidiano satirico “Cuore” che nel lontano 8 aprile 1991 così esordiva dopo l’ennesimo rimpasto di governo che lasciava immutato il panorama politico dopo l’ennesima esperienza fallimentare. Ma erano altri tempi. Oggi, a quasi 20 anni di distanza, quella frase è più che attuale, siamo alla mortificazione assoluta delle regole che, in nome della ormai inflazionata parola “democrazia”, vengono cambiate a proprio piacimento nelle stanze del potere senza porsi alcun problema. Ed invece il problema c’è eccome, siamo di fronte a due grossolani errori di chi poi potrebbe essere al governo delle due più importanti Regioni d’Italia, la Lombardia ed il Lazio. In Lombardia hanno presentato le liste senza avere sufficiente numero di firme, mentre nel Lazio sono andati in ritardo alla consegna della documentazione, si sono presentati a tempo scaduto perché dovevano “mangiare un panino”. Immaginiamo che in caso di vittoria sia nel Lazio che in Lombardia ci troveremo governatori che non sanno neanche come si presenta una lista, e questo nonostante i partiti che sostengano i due candidati abbiano strutture incredibilmente organizzate. Pertanto perdonate la mia riflessione: in mano a chi metteremo Lombardia e Lazio, a gente incompetente?
A questo punto, si tratta di una svista oppure semplicemente di una cosa del tipo “tanto c’è chi aggiusta le cose?”
Il decreto Salvaliste dice che sia in Lombardia che nel Lazio si tratta di errori formali.
Le firme non bastano? Errore formale.
Sei arrivato in ritardo? Errore formale. 

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 23-02-2010
Il secondo incontro del direttivo di Chietiscalo.it con i candidati a Sindaco della città di Chieti si svolge nella sala della Pasticceria Veronese a Chieti Scalo. Questa volta è il turno dell’avv.Umberto Di Primio, candidato del Centro Destra e si parla naturalmente del documento “le nove richieste di chietiscalo.it ai candidati a Sindaco di Chieti” ma anche di altro. Si vede che ha studiato bene la sua parte è preparato, parla con grande serietà ma non disdegna qualche battuta simpatica che lascia trasparire un aspetto più umano dietro la scorza di uomo tutto d’un pezzo.
Umberto Di Primio parla a ruota libera per oltre 90 minuti di ciò che è oggi Chieti ma anche di tutto ciò che vorrebbe per Chieti una volta eletto Sindaco. Porta con se una copia del suo programma che verrà presentato ufficialmente sabato prossimo e discute dei nove punti proposti da chietiscalo.it trovandone alcuni simili a quelli presenti nel suo programma. Sembrerebbe una specie di clonazione, dice col sorriso sulle labbra (sarebbe solo da capire chi ha clonato, visto che il suo programma non è stato ancora presentato mentre il nostro “Papello” sì) se non fosse che i punti pensati da chietiscalo.it non sono riferibili ad alcuna parte politica, essendo stati elaborati dai suggerimenti di tanti lettori del network. Per questo sembra quasi che anche il programma del Centro Destra, ronde a parte, sia ideologicamente trasversale. Il programma che intende presentare alla città è composto di 11 punti, di cui 10 già scritti ed uno a disposizione dei cittadini che potranno dare il loro contributo con le loro idee. La parte di programma già scritta è stata elaborata con il contributo di tutte le forze del Centro Destra che sostengono Di Primio e sottolinea con forza che “il programma non va imposto ma condiviso”.
Come vorrà impostare la propria campagna elettorale? 

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 21-02-2010
Puntuale come un orologio svizzero, accompagnato da suo figlio Vincenzo, l’Ing.Giustino Angeloni si presenta all’incontro con il Direttivo dell’Associazione Culturale Chietiscalo.it presso l’Enoteca Il Trionfo di Bacco a Chieti Scalo per un confronto sul documento “le nove richieste di chietiscalo.it ai candidati a Sindaco di Chieti. La sciarpa neroverde al collo è il simbolo che Angeloni porta gelosamente con se e che lascia trasparire la fierezza di essere stato il Presidente della Chieti Calcio. Parla di Chieti con grande orgoglio, ma nello stesso tempo le sue parole non celano l’enorme dispiacere per cosa sia diventata la città oggi. Questo è il principale motivo che lo ha spinto a concorrere per la poltrona di Sindaco alla prossima tornata elettorale, la voglia di mettersi al servizio della collettività per ridare dignità alla città ed ai cittadini. Giustino Angeloni, ingegnere chimico, vive adesso a Chieti, dove è tornato dopo anni di permanenze nel Nord Italia, dove ha ricoperto cariche di grande responsabilità in seno ad imprese di grande importanza nel panorama nazionale e non solo. Grande esperienza, voglia di fare ed amore per Chieti sono al servizio della città.
Un particolare, l’amore per Chieti traspare anche dal nome che ha dato alla propria società: Theate Consult.
Uomo pragmatico con notevole capacità dialettica, riesce ad affascinare con il suo fare alla mano, di chi sa quello che dice nella piena convinzione di sapere quello che intende fare e realizzare.
La conversazione entra subito nel vivo, il documento proposto da chietiscalo.it con le nove richieste rivolte ai candidati alla poltrona di Sindaco della città di Chieti è già nelle sue mani, prelevato dal figlio Vincenzo direttamente dal sito www.chietiscalo.it.

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MM
di Paolo Miscia
Il direttivo di Chietiscalo.it è riunito intorno ai tavoli (anch’essi uniti) della vineria “Il trionfo di Bacco” per ascoltare i commenti al nostro “papello di richieste” da parte del candidato sindaco di Chieti Ingegner Giustino Angeloni. Puntuale all’appuntamento, accompagnato dal figlio Vincenzo, talmente somigliante al padre da sembrarne lo specchio (ringiovanito).
Esulo dai commenti politici, ma vi descrivo il clima leale e interattivo che da subito si è creato con quest’uomo di sessantuno anni, dalle idee politiche palesate e da un curriculum professionale da enciclopedia Treccani. Biasima le ideologie, santifica le idee, ma soprattutto è un uomo del dunque. La forte personalità e il coraggio di aver vissuto un lungo periodo della sua vita lontano dall’ambiente colloso di Chieti, gli permettono di svincolarsi dalle logiche non sempre chiare dei partiti. Siamo stati insieme oltre un’ora e non ho mai sentito un’offesa verso i suoi concorrenti, anzi ho ascoltato lodi personali appaiate però a motivate critiche politiche: “Francesco ha doti umane ma non manageriali, che l’hanno portato a commettere tanti errori politici”, oppure “Di Primio è giovane, ma poco coerente, brindava il 03/02/1993 all’arresto dell’allora sindaco Andrea Buracchio e adesso si presentano alleati!”

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MM
LOGOQuesta mattina ho letto sul giornale dello scontro tra il Sindaco uscente, Francesco Ricci ed il Senatore del Pdl Di Stefano, sul possesso della Teatinità.
Vorrei dire solo due parole.
La Teatinità non dipende dalla residenza o dal domicilio, la Teatinità una persona o la possiede o non la possiede.
Non ci sono mezze misure.
La Teatinità è quell’aspetto di una persona che le fa amare questa città, la Teatinità è la caratteristica di un amministratore nel risolvere i problemi di questa città!
Si gioca troppo, a mio avviso, su questa cosa.
Chi non è di Chieti, chi non fa niente per Chieti, chi parla e basta, non si può considerare Teatino, non sarà mai Teatino.
Teatinità significa affrontare questa città in tutte le sue sfaccettature, descrivere la realtà del luogo, significa avere un attaccamento a questa città.
La Teatinità ce l’hai dentro, ci nasci….non è cosa che si può acquisire!
Vittorio Ramundi
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MM
Chietiscalo.it chiede un impegno solenne ai candidati a Sindaco:
L’associazione culturale Chietiscalo.it è un libro indipendente e aperto che raccoglie le idee, i commenti, le lamentele e le iniziative di oltre seimila lettori ogni mese. I programmi elettorali sono dei bellissimi contenitori di sogni, realizzabili, ma comunque sogni, che a volte restano tali per molti cittadini. Il nostro contributo di idee finora è stato un fattore determinante per migliorare l’efficienza della macchina amministrativa; ma la città ha ancora bisogno di tanto per essere vivibile. Ci sono problemi che non saltano all’occhio di chi ci governa. Noi di Chietiscalo.it siamo diventati i loro occhi e per questo continuiamo a portare alla loro attenzione le nostre indicazioni.
Ecco le nove richieste che rivolgiamo
ai candidati a sindaco della città di Chieti
Invitiamo i candidati seriamente responsabili a sottoscrivere pubblicamente il loro impegno a esaudire questo elenco di sogni.
Noi saremo pronti a verificare che le promesse diventino fatti concreti.
Questo è il nostro impegno.



Il documento sottoscrivibile è scaricabile qui di seguito:




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MM
"Da oggi" la demolizione sarà controllata e verranno usati tutti gli accorgimenti per tutelare gli abitanti dalle polveri e dall'amianto. Queste le parole dell'Assessore De Cesare, che si è interessato, interpellato dalle associazioni e dai cittadini firmatari dell'esposto Burgo, delle problematiche relative all'impatto ambientale ed urbanistico del progetto In.Te. Progetto ancora campato in aria, visti gli innumerevoli punti interrogativi che insistono sia sulle imprese coinvolte nel progetto stesso, sia sugli impianti che saranno effettivamente realizzati sull'area. L'Accordo di programma cambia volta per volta, si modifica e si modella sulla base delle esigenze che man mano saltano fuori.
Prima esigenza quella di ricollocare i lavoratori della ex-Cartiera, che però vengono utilizzati come "scusa" per proporre impianti di dubbia utilità ed incerto impatto ambientale.
Con l'"arma" degli operai si mettono cittadini, lavoratori e ambientalisti l'uno contro l'altro, strumentalizzando la "questione Burgo" dall'una o dall'altra parte a seconda delle esigenze dei "capoccioni". Tutto è in mano ai privati, allo studio di ingegneria che propone il progetto stesso. A loro la scelta di quale tipo di insediamento proporre.
All'urbanistica il compito di verificare se verranno rispettate tutte le "regole" comunali, sempre compatibilmente con le direttive della legge regionale. Legge regionale che, tutelando i lavoratori e vincolando l'area a rimanere "produttiva", di fatto contrasta con le esigenze effettive del territorio, ormai in pieno centro urbanizzato, fortemente inquinato dai vecchi insediamenti, che certo non avrebbe bisogno di ulteriori fonti di inquinamento.
Regione contro Comune, lavoratori contro cittadini, politici che "usano" l'arma Burgo per fini elettorali. E gli abitanti della zona? E le scuole, i bambini, le famiglie che abitano nei dintorni? Loro non contano niente, a quanto pare. Le decisioni sulla loro salute e sul loro quartiere non spettano a loro. Loro possono solo stare a guardare, e sperare che veramente tutto venga fatto "in regola".
Il Comitato spontaneo nato per la paura scaturita dalla immensa quantità di amianto presente in Cartiera si è fatto portavoce di quei cittadini, nel timore che gli interessi economici potessero sovrastare la logica tutela della salute. L'amianto è un pericolo subdolo, gli effetti di una seppur minima esposizione si avvertono dopo anni dall'esposizione stessa. Quindi chi potrà risalire alla causa-effetto se qualcosa dovesse "uscire" da quel cantiere? Vista la confusione generata sul progetto i dubbi sono legittimi. I cittadini hanno allora chiesto alle autorità documentazione e controlli, per poter vedere con i propri occhi se effettivamente tutto fosse realizzato nel rispetto delle norme. Le demolizioni vanno avanti, mentre le "carte" ancora non si vedono. I controlli sollecitati dal comitato finalmente ci sono stati, sotto pressioni politiche e non effettuate sugli enti che sono per legge deputati a farlo: ASL e ARTA. Ma l'Arta non si muove se non è la ASL a richiederlo. L'Urbanistica e il Comune "non hanno titolo" di intervenire, a quanto loro stessi dicono. L'Assessore De Cesare si è comunque mosso a favore dei cittadini e ha cercato di sopperire alle mancanze burocratiche. Si è messo in prima fila nella opposizione al paventato impianto di pirolisi (incenerimento? impianto di trattamento rifiuti? Impianto di recupero energetico da biomasse? Ci siamo già espressi su questo punto...), ma questo non basta. 
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MM
Ex-Burgo: Demoliscono in barba all'art.153 del Testo Unico sulla Sicurezza
Scritto da Roberto Di Monte, 29-01-2010
Adesso si che fanno veramente sul serio! La demolizione degli edifici dell’ex Burgo procede alla grande e sotto gli occhi di coloro che passano per via Piaggio tutti i giorni, ad ogni passaggio ci sono sempre meno edifici e più macerie. Oggi è stato il momento dei vecchi serbatoi dell’acqua, quelli enormi in cemento ben visibili da via Piaggio, appena dietro l’edificio della portineria, li hanno demoliti per mezzo di grandi mezzi meccanici dotati di pinze all’estremità dei lunghi bracci meccanici.
La Cartiera scompare un po’ alla volta, un pezzo di storia della città che se ne va definitivamente nel silenzio generale.
Troppo silenzio a dire il vero, la dismissione di un sito industriale comporta una serie di problemi che toccano il ricollocamento delle forze lavoro andate perse con la chiusura dell’attività produttiva, ma anche il tema dell’inquinamento e della bonifica del sito oltre che l’impatto che tutto questo può avere sul territorio, in particolare quando, come nel caso dell’ex Burgo, il sito si trova nel bel mezzo del centro abitato. 

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MM
Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo. L'autore ha chiesto di rimanere anonimo.

Il problema più importante? Il lavoro. Tutto dipende da questo perchè un cittadino che non lavora non consuma, grava sulle casse dello stato, si ammala di più (anche di depressione!), e naturalmente non "produce".
Precari sui tetti, precari in strada, e disoccupati, una marea di disoccupati senza futuro.
Precari statali, precari privati, ma anche occupati senza stipendio (Villa Pini insegna...).
E i politici teatini sono in piena campagna elettorale, battibeccando su inutili questioni...
Se ogni politico adottasse un precario, o un disoccupato, se si autotassasse o facesse stanziare aiuti concreti da parte delle istituzioni a chi è in difficoltà invece che fare solo chiacchiere...
Anche solo un precario in meno sarebbe una conquista!
Forse quando si "arriva in alto", quando si conquista un posto di prestigio ci si dimentica di cosa vuol dire fare la gavetta...
Forse tutta quella assurda burocrazia che sta dietro le decisioni "importanti" ha sovrastato i principi primari: la dignità umana, il diritto al lavoro, alla retribuzione.
"L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro" (precario, aggiungerei...)
Forse ci si scorda che dietro quei conti, quelle fatture, quegli affidamenti di incarichi esistono uomini e donne che sperano e aspettano pazienti di poter pagare le loro bollette...
Forse non si considera che acquistare una casa è diventato un privilegio, non un diritto, e migliaia di persone la perdono per non poter pagare il mutuo, dopo essere riusciti con molto sforzo ad andare dal notaio e ad ottenere quel tetto sulla testa.
I precari non hanno neanche questo. A loro il mutuo non lo concede nessuno!
E allora ci si "inventa" una soluzione, magari "in nero", per sbarcare il lunario, sperando di non essere "beccati" dai finanzieri, che forse chiudono gli occhi sui grandi evasori, ma sicuramente non su coloro che sono costretti dalle circostanze ad evadere il fisco per poter mangiare.
Campateci voi con 500, 600 o 800 euro al mese, quando ci si arriva!!!
Campateci voi senza stipendio, continuando ad andare a lavorare ogni mattina, facendo i debiti per poter mettere la benzina necessaria a recarsi sul posto di lavoro!
Lavoratori senza dignità, senza speranza, senza futuro.
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MM
di: Vittorio Ramundi
Gestisco da circa due anni e mezzo il blog chiamato Ragazzi di Chieti e spesso ho attaccato il mondo giovani.
Lo farò anche in questa occasione; questa volta rivolgendomi a quei ragazzi che hanno la fortuna e l’onore di sedere in Consiglio Comunale.
Nel Consiglio Comunale di Chieti c’è una bella rappresentanza di giovani dai 25 ai 30 anni. Ragazzi in gamba, capaci, ben inseriti nella vita sociale della città.
Potrebbero fare tanto per questa città, potrebbero impegnarsi a fondo per creare una Chieti più bella, potrebbero dare di più per il ruolo che hanno e rivestono.


Nell’ultima legislatura, ancora in corso, però si sono sentiti poco. Hanno tutte le carte in regola per prendersi un po’ più di spazio, però fin ora, a me è parso il contrario. Lo spazio non se lo sono preso.
Questo spazio web ha sempre cercato di individuare i temi cittadini ed ha sempre cercato di trattarli dal punto di vista di un giovane. Anche in questa occasione farò lo stesso!
Ragazzi che sedete in Consiglio di cosa avete bisogno ancora? Avete un opportunità che non hanno tutti. Ci diamo una mossa?

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MM
Scritto da Vittorio Ramundi, 22-01-2010

Assisto da diversi giorni a scontri, polemiche e battibecchi assurdi ed inutili che non servono alla città di Chieti.

È anche vero che siamo sotto elezioni, nel pieno della campagna elettorale, quindi diventa quasi fisiologico iniziare a “strillare” sui soliti temi che NON riguardano la città!
Purtroppo c’è da constatare che non si trattano i veri problemi. Pensate che nessuno dei candidati, finora, ha espresso il proprio pensiero verso la Ex – Burgo.
Esiste un comitato di cittadini che se ne interessa.
Pensate che nessun candidato ha espresso il proprio pensiero sulla realtà giovanile e su come inserirli nel mondo del lavoro.
Pensate che nessun candidato ha espresso il proprio pensiero verso l’aumento degli spazi verdi in città. Potrei andare avanti ancora ma preferisco fermarmi. Non sono un politico.
Lancio questa proposta (sicuro del fatto che nessuno la raccoglierà): i candidati sindaci e consiglieri dovrebbero, da adesso, esporre il proprio pensiero su questi temi per iscritto.

Cosa volete per la vostra città? Rendetelo pubblico sui siti di informazione locali e sui quotidiani.
“Verba volant, scripta manent”.

Non servono proclami o romanzi, bastano 4 o 5 punti fondamentali. È inutile proclamare, su un palchetto, opere enormi e fare promesse che poi non saranno mai mantenute.
Spero vivamente che si inizi a parlare di programmi e di intenti per Chieti, allo stesso tempo spero vivamente che si finisca con questi “litigi” che al cittadino non interessano più ormai da diversi anni!
Vittorio Ramundi
Ragazzi di Chieti
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MM
L'art. 3 comma 4 della 2000/76/CE (direttiva sull'incenerimento) stabilisce che anche la pirolisi e la dissociazione sono forme di incenerimento dei rifiuti.

- 4) «impianto di incenerimento»: qualsiasi unità e attrezzatura tecnica fissa o mobile destinata al trattamento termico dei rifiuti con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. In questa definizione sono inclusi l'incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti nonché altri procedimenti di trattamento termico, quali ad esempio i procedimenti del plasma, sempreché le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite.
La definizione include il sito e l'insieme dell'impianto di incenerimento, comprese le linee di incenerimento, i luoghi di ricezione e di stoccaggio, le installazioni di pretrattamento in loco, i sistemi di alimentazione in rifiuti, in combustibile e in aria, la caldaia, le installazioni di trattamento dei gas di scarico, le installazioni di trattamento o stoccaggio in loco dei residui e delle acque reflue, il camino, i dispositivi e i sistemi di controllo delle operazioni di incenerimento, di registrazione e di sorveglianza delle condizioni di incenerimento; -

Nell'area della Ex-Burgo l'ipotesi di un impianto di pirolisi o di biomasse (che di bio non hanno proprio niente!) ogni tanto torna alla ribalta. Il progettista e l'Assessore De Cesare ribadiscono che questi impianti sono stati esclusi dal nuovo Accordo di Programma, ma comunque se ne continua a parlare. Giorni fa, su un articolo sul Parco Scientifico Tecnologico, si parlava di un fantomatico impianto nel quale i fanghi di depurazione dovrebbero essere "cotti" a microonde, senza, a dir loro, emissioni di alcun genere. Che l'asino vola lo sanno tutti, no?
Tutto quello che brucia inquina. Emissioni di particelle che inquinano aria, terra e soprattutto noi esseri umani, direttamente o indirettamente. Aumento di tumori, di allergie, e di tantissime altre patologie.
Chieti Scalo anche oggi è alla ribalta per la scoperta dell'ennesima discarica abusiva. Tantissimi impianti di "recupero" rifiuti si trovano qui. La situazione non è forse già abbastanza critica per proporre nuovi impianti a rischio???


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MM
Parco Paglia: da oggi è cantiere, non più discarica

Scritto da Roberto Di Monte, 17-01-2010

Una volta tanto una nota positiva! La discarica nel Parco Paglia a Chieti Scalo, a sole poche decine di metri dal prestigioso Hotel Parco Paglia, è stata rimossa o almeno è in fase di rimozione. Da un paio di giorni l’area che prima era recintata solo in parte ora lo è interamente e ci sono operai al lavoro. Stamattina, sabato 16 gennaio i lavori di pulizia della discarica (abusiva?) erano a buon punto e là dove c’erano cumuli di rifiuti non meglio identificati (principalmente calcinacci ed altri residui probabilmente inerti) ora si respira aria di pulizia.

L’intervento di bonifica segue una segnalazione di chietiscalo.it resa pubblica sul sito www.chietiscalo.it e sul canale di chietiscalo.it su facebook in data 10 gennaio e ripresa dal quotidiano “Il Centro” del 14 gennaio, prontamente raccolta da Silvano Primavera, presidente della società Parco Paglia spa.

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MM
Parco Paglia: cantiere o discarica?

Scritto da Roberto Di Monte, 10-01-2010

Parco Paglia in via Piaggio a Chieti Scalo, un gruppo di capannoni destinati ad artigiani e piccole imprese in cerca di nuovi spazi per espandere la propria attività. Decine di capannoni sono già pronti, tanti già occupati ed altri che verranno occupati a breve. Nel frattempo la domanda di nuovi spazi cresce ed è tutto pronto, presto inizieranno i lavori per la costruzione di nuovi (orrendi) cubi. Tutto pronto si fa per dire, per adesso di pronto c’è solo una barriera di lamiere che impedisce a chi percorre via Piaggio di scorgere quanto stia accadendo all’interno del sito.

Quello che non si vede da via Piaggio si vede però benissimo una volta entrati tra i capannoni già esistenti ed il panorama non è dei migliori. Siamo ad un centinaio scarso di metri dall’Hotel Parco Paglia e quello che i clienti dell’hotel possono vedere dalle finestre delle proprie camere non è certamente un bello spettacolo: gran lusso e sistemazione in quattro stelle circondati da orrendi capannoni, dallo scempio dell’area dell’ex zuccherificio e da una discarica di non meglio identificati materiali. Non è certamente il massimo.

Quanto alla discarica, non so se è stato autorizzato l’accumulo di rifiuti in quell’area, si tratta principalmente di materiali edili, cumuli di calcinacci, piastrelle di diverso materiale, mattoni, cemento, barattoli di vernice vuoti, sabbia, ghiaia, e lastre di altri materiali non meglio identificabili, che per disposizioni di legge non possono essere abbandonati sul terreno, anche se appartenente a privati, ma devono essere necessariamente smaltiti in discarica. C’è anche un piccolo cumulo di detriti di colore rosa, che potrebbe essere formato una qualsiasi porcheria, magari di materiale pericoloso per l’ambiente e per la nostra salute. Il tutto ai confini con il sito dell’Ex-Burgo che ricordo essere in fase di bonifica dall’amianto e da chissà quali altri residui.

“Vox Populi, Vox Dei” si dice in questi casi, e la gente dice che il sito dell’Ex-Burgo, quindi anche del terreno destinato a Parco Paglia, nel corso degli oltre 50 anni di vita dello stabilimento è stato oggetto di interramento di rifiuti di scarto della lavorazione della carta perché prima si faceva così, ma a parte le voci di popolo e le dichiarazioni di qualche vecchio dipendente Burgo, nessuno ha prove sufficienti per fare in modo che qualcuno intervenga.

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MM
Scritto da Redazione, 08-01-2010

È rinato quel fermento giovanile che Chieti, forse, non ha mai conosciuto!

Ragazzi normalissimi che parlano, propongono, discutono, analizzano.

Chi meglio dei giovani ha la freschezza e la voglia di migliorare la propria realtà?!

Oggi questo accade. A Chieti!

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 06-01-2010

In questi giorni si fa un gran parlare di cosa diverrà l’ex-Burgo una volta terminati i lavori di bonifica del sito. In.Te. è il nome del progetto in fase di realizzazione, ma nessuno sa di cosa si tratti di preciso. Pannelli solari, scuola di volo, biomasse, pirolisi, tradotto in unica parola: confusione. E’ certo che c’è in atto una operazione che porterà a creare qualcosa di innovativo nell’area e che in qualche modo si cercherà di reimpiegare i lavoratori dell’ex-Burgo, ma quello che è incerto è il come verranno riutilizzate le forze lavoro ex-Burgo e se si tratterà eventualmente di lavoro a termine o di assunzioni a tempo indeterminato. Oppure se finirà come per la Ginori, che alla chiusura ha visto assumere in zona, da parte di chi ha rilevato il sito industriale dismesso, meno di una decina di lavoratori (nel silenzio dei sindacati).

Il clima di incertezza è stato creato ad arte, dire che verrà creato un impianto per la produzione di energia mediante pannelli solari è cosa ben diversa dal dire che l’energia verrà prodotta con biomasse o pirolisi; nel caso di pannelli solari sarebbero d’accordo cittadini e lavoratori, nel caso di biomasse o pirolisi sarebbero contenti i lavoratori (pochi, per un impianto di pirolisi ne servirebbero non più di una trentina) ma soprattutto gli imprenditori. A questo punto una cosa è chiara, con biomasse e pirolisi gli imprenditori guadagnerebbero tanto denaro e non possono permettersi di perdere l’occasione, anche a discapito di salute ed ambiente.

Allora cosa fare per non perdere il treno in corsa?
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