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Mercoledì 29 Luglio 2009 Il messaggero.it
Il messaggero Abruzzo


Alcuni passi della relazione dei Nas: «Nell’ex Paolucci esiste un solo ascensore, piccolo e di tipo condominiale. Gli ospiti ricoverati circolano nei corridoi e sostano nella piccola sala tv, in promiscuità; molti di essi fumano indisturbati ed in tutti gli ambienti si avverte la presenza del fumo passivo. Sui muri macchie di umidità e muffa». E così si dice delle Vallette: «Nel complesso emergono pessime condizioni igienico-sanitarie: pavimenti luridi e appiccicosi, servizi igienici sporchi, rotti e malfunzionanti. Ci sono macchie diffuse di umidità alle pareti e ai soffitti di molti ambienti, quadri elettrici danneggiati e prese con fili scoperti. Le suppellettili sono danneggiate».
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Ieri c'è stata l'assemblea pubblica del WWF relativa all'incendio SEAB di Chieti Scalo.
Repetita juvant... come l'anno scorso di nuovo a sentire che a Chieti manca una gestione corretta delle emergenze, che le analisi fatte non sono state abbastanza accurate per tranquillizzare i cittadini, che sarebbe molto più logica una delocalizzazione degli impianti industriali, specie quelli speciali, visto che ormai zona industriale e case di abitazione sono un tutt'uno.
Grande la partecipazione. I teatini si svegliano quando succedono queste "emergenze". Tutti arrabbiati e preoccupati, per un incendio che non è il primo, ma ben il terzo in un anno. Si è parlato di diossine, di benzene, di idrocarburi policiclici aromatici ecc... Tutti nomi che fanno paura, e che abbiamo respirato con la nube sprigionatasi dal fuoco.
Di nuovo coinvolta una azienda di smaltimento rifiuti.
Pochi i rappresentanti del Comune presenti. Soltanto l'Assessore Bassam El Zohbi, che non manca mai in queste occasioni, e Giustino Angeloni, consulente del Comune per la certificazione ambientale.
A spiegare passo passo l'accaduto i rappresentanti del WWF teatino e regionale, insieme all'Abruzzo Social Forum.
Il WWF ha dato una descrizione dettagliata ed esaustiva di come si sono svolti i fatti, e ha paragonato l'accaduto con analoghi incendi in altre parti d'Italia (Es. incendio De Longhi), dove l'emergenza è stata più accuratamente affrontata.
Qui, nella nostra tranquilla Chieti, sembra che tutto ci scivoli addosso, e Renato Di Nicola, dell'Abruzzo Social Forum, ha esortato i cittadini "arrabbiati" a riprendere in mano la città e ad imparare a farci sentire, a gran voce, quando qualcosa non va. "Dobbiamo far sì che le istituzioni diano concretezza a ciò che dicono, e per far questo dobbiamo essere noi a vigilare e a protestare all'occorrenza". WWF e Abruzzo Social Forum si attivano, da volontari, da cittadini, contro molte cosiddette "emergenze" e da sempre combattono per le questioni ambientali (vedi centro oli, acqua, traforo del Gran Sasso, ecc.).
Come l'anno scorso De Sanctis ha esposto le possibili conseguenze dell'incendio, con la inevitabile ricaduta degli inquinanti, e ha ribadito la necessità di più attenzione e di maggiori controlli. Come l'anno scorso si è sottolineata la mancanza di centraline per l'analisi dell'aria, promesse dall'amministrazione ma mai attivate.
Come l'anno scorso si è ripetuto che l'Arta non ha i mezzi per effettuare le dovute analisi. Laboratori esterni hanno provveduto a sostituirsi, ma, per quanto riguarda i vegetali, per esempio, sono stati solo 4 i campioni esaminati, certamente insufficienti per una valutazione approfondita.
Non è stata istituita una unità di crisi, non sono stati allertati i cittadini, non si sono mossi per tempo tutti gli enti coinvolti. Tutti pronti a "rassicurare" i cittadini, ma con scarse prove alla mano. I presenti hanno fatto gran chiasso quando ha parlato il Sig. Angeloni, ribadendo la disapprovazione per una macchina comunale che si è mossa a rilento e con molte lacune. Nonostante Angeloni abbia ribadito che "tutto è stato fatto secondo legge", la protesta ha ad un certo punto alzato i toni, poi smorzatisi lievemente quando ha preso la parola El Zohbi, che si è offerto di collaborare con le associazioni per una comune partecipazione.
Queste le richieste del WWF e dell'Abruzzo Social Forum:
- effettuare analisi sul sangue su campioni di cittadini per capire l'esposizione ai diversi inquinanti (diossine; PCB; benzene ecc.), attraverso un piano di monitoraggio che tenga conto del differente grado di esposizione alle ricadute (campionando cittadini a diversa distanza ecc.);
- procedere all'individuazione delle aree di ricaduta non solo attraverso modelli matematici, comunque utili, ma anche attraverso l'uso delle foto satellitari disponibili durante l'evento (il WWF ha messo in contatto l'ARTA con enti esperti in tal senso):
- analizzare la presenza nel terreno e sui vegetali dei diversi inquinanti a varie distanze dal sito e nelle diverse direzioni, anche per valutare il “fondo” già presente dei diversi inquinanti;
- verificare le autorizzazioni in possesso della SEAB e degli altri impianti presenti a Chieti Scalo, attivando eventualmente anche procedure di revoca per via amministrativa in caso di inadempienze;
- verificare lo stato di attuazione dell'Ordinanza Comunale del 2008 che perimetra tutta l'area di Chieti Scalo quale area a rischio ambientale in cui dovevano essere effettuate tutta una serie di iniziative volte alla caratterizzazione e alla tutela dei cittadini, con divieti e prescrizioni per l'uso dell'ambiente;
- attivare immediatamente un sistema di monitoraggio in continuo della qualità dell'aria in Val Pescara;
- disporre l'immediata reperibilità per i tecnici dell'ARTA;
- dotare l'ARTA di tutta la strumentazione necessaria per intervenire secondo le procedure standard internazionali in caso di incidente nonchè della strumentazione per l'analisi delle diossine affinchè non ci si debba rivolgere più a laboratori esterni (l'università di Siena è stata segnalata dal WWF l'anno scorso a tal proposito);
- attivare procedure amministrative per capire le responsabilità di singoli funzionari dei vari enti per la la mancata attivazione di quanto previsto dalle normative in materia di protezione civile procedendo alla loro sostituzione.
Lunedì prossimo ci sarà un consiglio comunale sull'incendio SEAB. Forse sarebbe ora che i cittadini partecipassero ai consigli comunali, e vedessero con i loro occhi chi ci governa e come.
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Lunedì, 27 luglio alle 20.30,presso la sala della Carichieti in via colonnetta, 24 è indetta dal WWF una assemblea pubblica relativa all'incendio della SEAB.
Al momento i risultati delle analisi su frutta e verdura per quanto riguarda le diossine rivelano che i valori sono tutti nella norma.
Restano i dati diffusi dall'ARTA relativi alle acque di spegnimento.
C'è da domandarsi cosa hanno respirato le persone esposte ai fumi e cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo incendio.

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MM
Chieti , 24 luglio 2009

C O M U N I C A T O S T A M P A

Il Sindaco del Comune di Chieti, Francesco Ricci,

I N F O R M A

che in data di oggi ( 24 luglio 2009 ), i dati pervenuti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise , provenienti dai campioni vegetali destinati all’alimentazione umana e degli animali prelevati, nelle aree coinvolte dall’incendio allo stabilimento SEAB di Chieti, nella notte tra il 18 e il 19 luglio scorsi , non hanno riscontrato livelli di contaminazione da diossina o PCB diossina-simili superiori alla normale presenza dovuta alle attività antropiche.

E’ questo l’importante dato che emerge dalle analisi compiute sui predetti campioni dagli esperti dell’Istituto “G. Caporale” di Teramo, Laboratorio Nazionale di Riferimento per Diossine e PCB .

Le ricerche già completate, relative alla determinazione di diossine o simili sui campioni prelevati dal Servizio di Prevenzione e dal Servizio Veterinario della Asl di Chieti il 21 luglio, hanno evidenziato la presenza di contaminanti nella misura normalmente riconducibile alle attività di coltivazione e che quindi non costituiscono alcun pericolo per la salute pubblica.

I risultati sulle ulteriori ricerche analitiche atte a determinare la presenza di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici saranno comunicati entro la giornata di domani.

Pertanto , il Sindaco di Chieti , Franceso Ricci , alla luce dei dati diffusi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise “G. Caporale” di Teramo , ha emesso un’apposita Ordinanza per revocare la precedente Ordinanza nº 686 del 22 luglio 2009 , prot. 47413.


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[wikipedia]Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism o open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet.

I gradi del giornalismo partecipativo

Le forme del giornalismo partecipativo sono variegate e si possono distinguere anche per il grado di coinvolgimento dei lettori. Steve Outing, senior editor del Poynter Institute for Media Studies, ha proposto una classificazione basata su 11 livelli di profondità. Si va dal livello più superficiale, la possibilità per gli utenti di inserire commenti agli articoli, alla sollecitazione dei racconti degli utenti su determinati argomenti, dalla consultazione durante la creazione dei contenuti ai blog ospitati o aggregati sul sito, fino ai siti interamente costruiti grazie ai contributi degli utenti, che possono essere a loro volta sottoposti a controllo editoriale o completamente liberi.

Le polemiche

In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei siti web debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetta solo ad una autoregolamentazione, oppure in alternativa se debbano essere applicate le norme sulla stampa.

Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i siti l'obbligo della registrazione. La dura replica del momdo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. [5]

La disputa si è trasferita sul piano giudiziario quando il tribunale di Modica ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina[6]



Chietiscalo.it riceve e pubblica "articoli" di giornalismo partecipativo, senza vincoli e senza censure, fin quando tutto questo sarà ancora possibile.
Molti timori infatti stanno prendendo piede sul web, per antonomasia luogo "libero", ma di recente minacciato da decreti ed emendamenti (vedi "obbligo di rettifica" nel decreto sicurezza).
Anch'io spesso mi autocensuro e mi limito a scrivere opinioni invece che notizie. Le fonti non sono sempre "ufficiali", e non sempre verificabili, quindi è difficile districarsi tra i meandri "legali" della "libertà di stampa".
Chietiscalo.it non è una testata giornalistica, ma ci piace pensare che siamo utili a qualcosa e a qualcuno. Ci piace giocare ai giornalisti, e scrivere da blogger.
Fino a quando questo ci sarà possibile non è dato saperlo.
Vorremmo dare di più ai nostri lettori, vorremmo fare di più, ma i nostri pochi mezzi a disposizione ce lo impediscono. Comunque facciamo del nostro meglio.
Questo "sfogo" è stato dettato da un recente episodio: siamo andati come "inviati" in un luogo, portando con noi la telecamera, sperando di fare qualche intervista.
Non ci hanno accolto granchè bene: "che siete venuti a fare?" "Adesso vi presentate?"
"Siete dei giornalisti?" "scrivete questo, scrivete! (e poi ci negavano l'intervista, accollando su di noi la responsabilità di quanto avremmo scritto)".
L'articolo l'abbiamo scritto, ma è "in attesa" di essere pubblicato. A coloro che hanno criticato la nostra presenza voglio dire che se persone normali, normali cittadini, arrivano a prendersi a cuore un argomento e ad avere voglia di scriverne e di divulgarlo non è certo negativo, e non è certo criticabile.
Stiamo cercando la strada per far arrivare le dirette lamentele dei cittadini a chi dovrebbe risolverle, o quantomeno farne tesoro. Ci prendiamo la briga di fare da tramite tra chi vorrebbe parlare ma non sa a chi rivolgersi, o ha paura di farlo.
Grazie a chi ci legge, grazie a chi partecipa inviandoci i suoi articoli.
Grazie anche a chi ci chiama e ci invita a scrivere, e anche a chi ci critica, perchè dalle critiche nasce il miglioramento.
(L'articolo su chietiscalo.it)
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Scritto da Nadia Miriello, addetta stampa ARTA

PESCARA (23/07/2009) – L’ARTA Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, non è al momento in possesso di dati che giustifichino l’allarmismo diffusosi in merito all’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della ditta S.E.AB. di Chieti Scalo.

I tecnici del Dipartimento provinciale di Chieti hanno effettuato a partire dalla notte stessa del rogo uno screening analitico ad ampio raggio sulle acque di spegnimento, sui fumi derivati dalla combustione e sul materiale bruciato nello stabilimento di via Penne, per poi procedere in modo mirato alla ricerca degli inquinanti nelle falde acquifere, nei terreni circostanti e negli alimenti di origine vegetale presenti nei campi intorno alla fabbrica.

Tutte le informazioni tecniche acquisite sono state trasmesse all’uni

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Comunicato stampa WWF 22 luglio 2009

Comunicato stampa wwf 23 luglio 2009

Ordinanza Sindaco di Chieti
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Ddl su amianto passa all'unanimità in commissione
Fonte: PrimaDaNoi (www.primadanoi.it)

E’ stato approvato all'unanimità il disegno di legge sullo smaltimento dell’amianto in regione. L'assessore regionale all'Ambiente, Daniela Stati, ha espresso soddisfazione per l'approvazione avvenuta oggi in IV Commissione consiliare del disegno di legge "Norme per la protezione dell'ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto.
«Va dato atto - ha proseguito - al Presidente della Commissione Argirò e a tutti i componenti di avere svolto un egregio lavoro. Si tratta di un passo importante per instaurare un nuovo clima politico di condivisione e collaborazione. Ora il provvediemento attende il pronunciamento del Consiglio Regionale, ma visto l'esito della commissione, sono fiduciosa su una sua rapida approvazione».
14/07/2009


Una notizia come questa è passata inosservata...
La pericolosità dell'amianto è ben nota da tempo, e noi a Chieti, ed in particolare a Chieti Scalo, purtroppo siamo pieni di tettoie in eternit ed altri manufatti.
Restiamo in attesa di leggere questo DDL, sperando che siano contemplate tutte le necessarie soluzioni a questo problema.

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MM
Scritto da WWF Abruzzo
COMUNICATO STAMPA DEL 20/07/2009

Incendio SEAB: decine i comuni potenzialmente interessati dalle ricadute di inquinanti nelle province di Chieti e Pescara
Il WWF: estendere i provvedimenti cautelari adottati a Chieti anche agli altri comuni del pescarese e del chietino
L'Associazione: negli incendi di rifiuti non esistono solo le diossine, pericolosi molti altri inquinanti come benzene, Idrocarburi Policiclici Aromatici e altri.

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Comunicato ARTA Abruzzo:
Incendio alla S.E.AB. di Chieti Scalo: ARTA al lavoro per primi rilievi ambientali

Scritto da Nadia Miriello, addetto stampa ARTA Abruzzo, 20-07-2009 13:40

Effettuati dal Dipartimento provinciale i campionamenti di acque di spegnimento, fumi e rifiuti inceneriti

Incendio alla S.E.AB. di Chieti Scalo: ARTA al lavoro per primi rilievi ambientali

In attesa di conoscere la ricaduta delle ceneri l’Agenzia ha chiesto alle autorità competenti di Chieti, San Giovanni, Francavilla, Torrevecchia e Ripa di vietare l’uso di acque sotterranee e la raccolta di vegetali nei campi



PESCARA (20/07/2009) – Tecnici dell’ARTA Abruzzo al lavoro per verificare le conseguenze di carattere ambientale dell’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della ditta S.E.AB. di Chieti Scalo.

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Noi c'eravamo:




L'articolo di EmergenzAmbienteAbruzzo


La galleria fotografica
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Scritto da: Vittorio Ramundi
Perché i ragazzi, le nuove generazioni sono tagliate fuori da tutto?

A questa domanda non può rispondere nessuno. Perché? Noi siamo i primi a dover rispondere. È colpa nostra.

Si è colpa nostra.

Vediamo cose che non vanno bene sia nelle piccole realtà sia al livello nazionale e non facciamo niente, lasciamo passare tutto.

La risposta più brutta che ho sentito è “A me cosa importa?”. Questa è la nostra generazione.

La generazione dei disinteressati volontari.

Sicuramente è colpa nostra che non ci interessiamo, sicuramente è colpa nostra che permettiamo tutto a tutti.

Però non tutto è da imputare sulle nostre spalle. La classe dirigente che abbiamo e che abbiamo avuto in passato non si è mai dimostrata disposta ad allargare gli orizzonti a quelli che poi avrebbero dovuto guidare il Paese, non hanno voluto dare spazio a chi era capace.

Oggi ne stiamo pagando ancora di più le conseguenze.

Purtroppo più si va avanti e più i giovani vengono messi in disparte oppure vengono messi in una condizione per la quale si vedono costretti ad emigrare per poter sfruttare al meglio le proprie risorse e facoltà.

Nel ’68 ci fu la rivolta degli studenti e fu veramente una rivoluzione culturale e sociale. Oggi? Avremo mai le capacità e soprattutto la voglia di farne un’altra?

Io penso proprio di no!

C’è troppo permissivismo, c’è troppo benessere, siamo stati trattati sempre come dei “figli di papà” e così abbiamo perso la lucidità, quella consapevolezza per la quale un tempo ci fu una rivoluzione giovanile!

Allora si, è colpa nostra perché questa è una condizione che accettiamo anche noi, ce lo stiamo cercando l’isolamento culturale e sociale.

Sicuramente non verrà un aiuto dall’alto. Se iniziamo ad aprire gli occhi ed iniziamo a renderci conto che ci stanno imbottigliando forse potremmo avere una possibilità, altrimenti cresceremo e vivremo così come siamo nati: culturalmente e socialmente precari.
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Scritto da Roberto Di Monte, 19-07-2009 07:49

Nell'attesa di poter reperire notizie certe circa l'incendio della scorsa notte nella zona industriale a Chieti Scalo, pubblichiamo alcune immagini inviate da M.C.photo.

Guarda le immagini


Aggiornamento
Continua instancabile il lavoro dei Vigili del Fuoco per spegnere l’incendio divampato la notte scorsa a Chieti Scalo nello stabilimento della S.E.A.B.srl (Servizi Ecologici Abruzzesi srl), società che opera nel campo del trattamento e smaltimento dei rifiuti. Una enorme nuvola di fumo continua a levarsi in aria, rendendosi visibile a decine di chilometri di distanza e preoccupando la popolazione.

La società si occupa di recuperare e quanto possibile di avviare al riutilizzo mediante procedimenti di separazione ed inertizzazione, una serie di rifiuti provenienti da lavorazioni industriali, spesso catalogati tra i tossici e nocivi, quindi di alta pericolosità per l’ambiente e per la salute pubblica.

Una volta lavorati i rifiuti tossici e nocivi vengono declassati come pericolosità fino ad essere assimilati agli scarti urbani, con la possibilità di smaltirli in discarica.

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Altre immagini...

Il video:


Altro aggiornamento:
Non sono bruciati rifiuti tossici ma solo ferro e pacchi di carrozzeria

Scritto da Roberto Di Monte, 19-07-2009 18:54

Bellia Walter, legale rappresentante della S.E.A.B.srl, proprietaria dell’impianto di selezione e smaltimento rifiuti incendiato la notte scorsa, è ridotto uno straccio:” a bruciare non sono stati rifiuti da portare in discarica, ma materiali destinati alla vendita, consistenti sostanzialmente in grossi cumuli di ferro, pacchi di carrozzerie di autovetture e balle di plastica e di legno destinate al riutilizzo, quindi non rifiuti che per noi costituivano un costo ma materiali da rivendere e che per noi costituivano un ricavo”.

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 19-07-2009 01:06

Ancora una azienda a fuoco nella zona industriale di Chieti Scalo. Un violentissimo incendio si è scatenato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio, da uno degli stabilimenti di via Penne, forse si tratta della soc.Servizi Ecologici Abruzzesi srl o della Mantini srl. Il forse è d’obbligo perché la zona è off-limits, per adesso è impossibile reperire notizie certe, le forze dell’ordine dotate di mascherine protettive presidiano la zona ed impediscono ai curiosi di avvicinarsi a quello che nella sua drammaticità appare uno spettacolo fuori programma.

I curiosi sono tantissimi, una lunga coda di auto con le quattro frecce si può notare lungo via Piaggio, gente a piedi che cerca di avvicinarsi il più possibile al luogo del disastro, gente che intralcia il traffico ed impedisce in qualche caso il libero spostamento di chi è impegnato nell’azione di spegnimento del fuoco.

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MM
La rete offre numerosi spunti "ecologici", con siti e blog a tema.
Jacopo Fo ne elenca alcuni, in un progetto che mira a creare più visibilità.
Uno di questi è youImpact, una sorta di youtube "ecologico".
Tra i link anche "le acque dell'etica", associazione di Francavilla al Mare.
Noi di chietiscalo.it non siamo ambientalisti in senso stretto, ma molti della nostra associazione lo sono "parallelamente". Distaccare l'amore per l'ambiente dall'amore per la nostra città infatti non avrebbe senso, perchè curare il nostro territorio significa amare la nostra terra, in tutti i sensi. Amare l'ambiente significa tutelare la salute, e così via...
Ho di recente partecipato al banchetto per la raccolta firme contro la petrolizzazione in Abruzzo. Molti hanno firmato, qualcuno è passato oltre con indifferenza, qualcuno ha contestato quello che stavamo facendo. Un ragazzo, dopo aver firmato, è tornato indietro, poco dopo, a stringerci la mano e congratularsi per quello che stavamo facendo.
A Chieti molti non conoscono il "problema petrolio", non conoscono il tipo di petrolio che abbiamo nel nostro sottosuolo, ricco di zolfo perciò altamente nocivo sia nel trattamento che nel trasporto. Molti pensano che il petrolio sia una risorsa, ma forse non sanno quello che si paga, in termini di salute, per poterlo sfruttare. Le nostre coste sono già abbastanza inquinate da quello che scende da Bussi, attraverso il Pescara. Abbiamo già abbastanza emergenze ambientali per volercene procurare delle altre. Cerchiamo di pensare al nostro futuro e al futuro dei nostri figli, facendo tutto ciò che è nelle nostre forze per impedire lo scempio del nostro territorio.
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MM

Abruzzo Libero dal Petrolio
spiaggia antistante fontana “La Nave” di Cascella
sabato 18 dalle ore 10.30 alle ore 13.30.


Una giornata per sensibilizzare i bagnanti che, ignari, non sanno delle 16 piattaforme già operanti nel nostro mare e delle numerose altre in arrivo, anche a pochi chilometri dalla costa.
Rimarranno attive per decenni: è così che vogliamo sviluppare il turismo in Abruzzo?

Una giornata per ricordare a Chiodi e al consiglio regionale che non basta dire 'no al centro oli di Ortona' sotto campagna elettorale perchè TUTTO l'Abruzzo è in pericolo.
Il 50% del territorio abruzzese e l'80% della popolazione saranno infatti interessati dalle attività estrattive di gas e petrolio e dalle infrastrutture ad esse connesse. L'Abruzzo sarà, di fatto, trasformato in distretto minerario con la distruzione di interi comparti economici e la  svalutazione del patrimonio immobiliare nelle zone direttamente  interessate.

Non vogliamo che l'Abruzzo diventi come Falconara, la Val D'Agri, Sarroch, Taranto, Priolo o Gela.

Saranno presentate in anteprima le lettere scritte ai sindaci dei 305 comuni abruzzesi, e la lettera ai Deputati e Senatori eletti in questa regione. Sarà inoltre presentata la petizione con cui comuni, associazioni e cantine chiedono di fermare quello che è secondo loro la follia del petrolio in Abruzzo.
Una follia ricordiamo, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto economico.

Hanno aderito gran parte dei sindaci  della Costa Teatina e dell'interno in cui si sono tenute le conferenze di questa estate con la scienziata Maria Rita D'Orsogna, inoltre alla giornata hanno aderito Federpesca, portatori di interesse, Cantine, associazioni e tanti cittadini.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO
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MM
COMUNICATO STAMPA DEL 15/07/2009

Grave incendio doloso distrugge un edificio, l'aula didattica appena terminata all'Oasi WWF del Lago di Alanno, in provincia di Pescara. Incendiato anche un escavatore con danni per decine di migliaia di euro.
Il più grave atto deliberato contro una struttura di un'area protetta abruzzese.
Appello del WWF alle istituzioni: dare un segnale di legalità offrendo alle classi scolastiche e ai ricercatori una nuova struttura.

Questa notte l'Oasi WWF del Lago di Alanno, in Provincia di Pescara, è stata oggetto di un grave atto contro il patrimonio. Ignoti hanno completamente bruciato quella che doveva essere da settembre l'aula didattica dell'oasi, un edificio in legno che era stata appena terminato e di cui la ditta stava completando la recinzione. Anche un piccolo escavatore della Coop. Cogecstre, che era parcheggiato ad una certa distanza, è stato incendiato deliberatamente ed è andato completamente distrutto.

L'aula didattica era stata finanziata dall'Amministrazione Provinciale di Pescara con 40000 euro messi a disposizione del Comune di Alanno, che stava realizzando l'opera. La struttura sarebbe servita per ospitare le classi scolastiche in visita alla locale stazione di inanellamento scientifico degli uccelli, attiva da anni con grandi risultati scientifici per lo studio degli uccelli migratori.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia “Questo incendio doloso è un gravissimo atto di intimidazione nei confronti dell'associazione e rappresenta un danno per l'intera collettività. In questi ultimi due anni avevamo segnalato alle autorità diversi episodi intimidatori e di vandalismo. Mai avremmo pensato che questi delinquenti sarebbero arrivati a premeditare e mettere in pratica l'incendio di un'edificio, con tetto e stanze, con un sistema mafioso. Quello di stanotte è il più grave danno mai arrecato deliberatamente ad una struttura di un'area protetta in Abruzzo. Ci preoccupa questo livello di imbarbarimento e chiediamo alle amministrazioni pubbliche una risposta ferma per ribadire che il territorio non è nelle mani di bande di violenti ma luogo dove deve regnare la legalità”.

Dichiara Enisio Tocco, sindaco del Comune di Alanno “L'aula didattica sarebbe stata inaugurata a settembre dagli gli studenti delle nostre scuole che così perdono una struttura che sarebbe stata a loro disposizione tutto l'anno per studiare la natura all'aperto insieme con i ricercatori del WWF che da anni fanno ricerca ornitologica nell'area.
E' un atto odioso che mina i valori fondamentali del vivere comune e che la comunità che guido vuole rifiutare nel modo più categorico. Ho chiesto ai Carabinieri il massimo sforzo per assicurare alla giustizia l'autore o gli autori di questi reati. Ritengo, inoltre, che dovremo presto ricostruire le opere distrutte per far sì che quanto le istituzioni avevano programmato sia realizzato nonostante tutto, dando un segnale forte di ripristino della legalità ai violenti. Questo è il messaggio che dobbiamo e vogliamo dare e ci adoperermo per questo”.
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Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.

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“Sai quanta acqua sarà passata sotto i ponti prima che si decidano a riparare questo tratto di rete idrica" (n.d.r. viale Abruzzo). Questa è la frase che mi disse un distinto signore una mattina di un paio di mesi fa, mentre ero intento a fotografare la pozza d’acqua che si era formata nei pressi del distributore Agip Tucci.

In quella occasione pensai che di ponti non ce ne erano da quelle parti e nemmeno fiumi, ma di acqua che scorreva per strada (dove proprio non doveva essere) ce n’era in abbondanza e finiva tutta nel tombino; pensai alle parole di quell’uomo ed a quanta acqua si sarebbe ancora persa prima che qualcuno intervenisse. Confidai comunque nel prossimo e nelle istituzioni, in coloro che si sarebbero messi subito all’opera per avviare le pratiche necessarie per la risoluzione del problema.

Oggi, vedendo che siamo ancora al punto di partenza, debbo dire che mi sbagliavo di grosso! Scrissi un articolo che inviai a tutti i quotidiani, sottolineando lo spreco di acqua potabile e considerandolo come un affronto, specie dopo tutti i disagi che noi cittadini abbiamo subito per alcuni anni, dopo lo scandalo acqua inquinata delle sorgenti di Bussi.

Non ritenni di dover sottolineare il menefreghismo di chi dovrebbe intervenire per risolvere i problemi della città ma, visto che ancora oggi la perdita d’acqua potabile continua copiosa, lo faccio adesso.
Roberto di Monte - chietiscalo.it
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MM


per chi vuole la versione stampabile e contribuire a volantinare :

volantino stampabile

E.. per chi volesse documentarsi:
La vicenda del Centro-Oli di Ortona

Cari amici,
il WWF, all'interno di EmergenzaAmbienteAbruzzo che riunisce oltre 70 tra associazioni e comitati che lavorano per la salvaguardia dell'ambiente della nostra regione, e' impegnato per la buona riuscita della manifestazione contro il petrolio del 18 luglio prossimo.
Dopo un periodo di pausa dobbiamo riprendere la lotta ancora piu' decisi per contrastare la deriva petrolifera e per fare in modo che l'Abruzzo ed il nostro Pianeta abbia un futuro sostenibile.
Impegnatevi tutti per far circolare questo invito e per fare in modo che sabato 18 luglio a Pescara si possa essere davvero in tanti.
Ricordatevi di portare una maglietta bianca (meglio se con un bel panda sopra): sara' utile per renderci visibili e per poter tracciare una grande scritta NO AL PETROLIO (o qualcosa del genere) sulla spiaggia antistante la nave di Cascella.
La manifestazione iniziera' alle ore 10:30, ma è bene essere lì almeno dalle 9:30 - 10 per poter dare una mano all'organizzazione.
Saluti a tutti.
Dante Caserta WWF Abruzzo

Alcuni video sul petrolio in Abruzzo:



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MM
Non ho parole... Un giorno dopo l'altro ci stanno distruggendo il nostro paese, il nostro territorio. Non passa giorno che non ci sia una "emergenza" ambientale, non ne possiamo più.
Non bastano i morti sul lavoro e l'aumento di tumori. Gli italiani vogliono il nucleare.
Ma sarà poi vero che gli italiani lo vogliono? Oppure sarebbe meglio dire "alcuni italiani" lo vogliono, ma la maggior parte no?
Qui l'articolo su "il giornale":
L’Italia torna al nucleare: il ddl Sviluppo è legge Scajola: «Sarà un affare»
Cito alcuni passi:
Roma«Abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari. C’è una maturazione rispetto a posizioni precedenti». In Italia c’è una nuova consapevolezza riguardo al tema energetico e il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha voluto rendere noto l’orientamento più maturo espresso da alcune amministrazioni.
E lo ha fatto nel giorno in cui il ddl sviluppo è legge. Ieri, infatti, il Senato ha definitivamente approvato il provvedimento che consente il ritorno dell’Italia all’utilizzo dell’energia nucleare


....Diventano legge anche l’introduzione della class action («diversa da quella del governo Prodi»), lo snellimento delle procedure per i rigassificatori, la riforma degli incentivi alle imprese e delle Camere di commercio e l’inasprimento della lotta alla contraffazione. Ma i riflettori sono tutti puntati sul nucleare. Dove saranno installate le centrali? Quando partiranno? Sarà utilizzata la forza pubblica in caso di resistenza delle popolazioni?
.....«Non credo che il popolo italiano sia fatto di persone più fesse di quelle del resto del mondo», ha aggiunto Scajola. Precisando che «individueremo i territori che hanno le caratteristiche ideali: deciderà il mercato».
Sull’ubicazione, tuttavia, nessun dettaglio in più anche per non scatenare proteste demagogiche. Si possono fare solo ipotesi: l’Italia prima dello stop disponeva di 4 centrali (Trino, Caorso, Latina e Garigliano). Quei siti sarebbero ideali perché hanno le caratteristiche adatte: sono vicine a bacini idrici (fiumi e mari), sono in zone a basso rischio sismico e sono interconnesse alla rete elettrica ad altissima tensione. Ma il nucleare alla vigilia delle amministrative 2010 con la sinistra del «no» che governa quasi tutte le Regioni potrebbe essere un’arma a doppio taglio.
In ogni caso, ha concluso Scajola, «i siti delle centrali sono di interesse e sicurezza nazionale e in caso di non condivisione la Costituzione prevede il potere sostitutivo del governo (l’impiego dell’esercito, ndr)». Ma sarebbe l’extrema ratio


... non ho la forza di fare commenti, davvero. E' assurdo che dopo tanti anni il referendum sul nucleare sia stato scavalcato senza tante formalità, e che l'opinione pubblica non conti niente di fronte ai potenti. Hanno deciso e basta. Addirittura vogliono mobilitare l'esercito per i siti che decideranno. Noi non contiamo niente. Una bella centrale sotto casa e passa la paura. La paura passa perchè diventa certezza, la certezza di morire di una qualsiasi brutta malattia provocata dall'inquinamento ambientale.
Non ho parole...
Non capisco perchè le persone si ostinino ad essere così ignoranti da accettare, ed alcune addirittura approvare, un attentato alla salute quale il nucleare. Nell'era dell'ecologia è assurdo solo pensare a soluzioni energetiche come questa.
Per chi non l'avesse vista, consiglio vivamente la puntata di Report sul Nucleare, oppure quella di Ambiente Italia.


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MM
COMUNICATO STAMPA DEL 9 LUGLIO 2009

Processo al disastro ambientale delle megadiscariche tossiche di Bussi.

Oggi l'udienza preliminare ma un difetto di notifica costringe al rinvio.

Il WWF: interessati 500000 cittadini, necessario un iter processuale preferenziale perchè contestati reati gravissimi come il disastro ambientale e l'avvelenamento di acqua destinata al consumo umano.

Stamattina il sit-in di WWF e Abruzzo Social Forum davanti al tribunale.

Oggi, giorno dell'apertura del procedimento sulle megadiscariche abusive di materiale tossico di Bussi, il WWF e l'Abruzzo Social Forum hanno promosso un sit-in per chiedere giustizia su uno scandalo ambientale di portata europea. Purtroppo la prima udienza si è conclusa con un rinvio al 29 ottobre per un difetto di notifica e perchè un indagato si è avvalso del decreto “terremoto” che prevede lo slittamento di alcune cause per i cittadini residenti nei comuni colpiti dal sisma.
Ricordiamo che sono circa mezzo milione le tonnellate di rifiuti tossici accumulate in diversi siti (due principali) lungo i fiumi Pescara e Tirino in provincia di Pescara, nei pressi del sito chimico di Bussi.
Tale accumulo di sostanze pericolose e tossiche, alcune delle quali classificate quali cancerogene e/ possibili cancerogene per l'uomo, ha portato all'inquinamento della falda profonda anche a profondità di 100 metri. Alcune di queste sostanze, come l'esacloroetano e il tetracloruro di carbonio, hanno contaminato anche i pozzi S. Angelo, destinati alla produzione di acqua potabile e situati a circa 2 km a valle del sito chimico. Queste aree e quelle ancora più a valle lungo la vallata del Pescara sono state perimetrate nel 2008 da un Decreto del Ministero dell'Ambiente quali Sito di Bonifiche nazionale al pari di Priolo e Marghera.
Dichiara Camilla Crisante, presidente del WWF Abruzzo “La nostra presenza oggi con decine di persone davanti al Tribunale di Pescara è la testimonianza dell'interesse dei cittadini ad ottenere giustizia in uno scandalo di proporzioni continentali. In questo processo la Procura contesta reati gravissimi quali il disastro ambientale e, caso unico in Europa per quantità di cittadini coinvolti, l'avvelenamento di acque destinate al consumo umano. Il WWF e i movimenti hanno dimostrato con la propria azione il fallimento dei sistemi di controllo e hanno ottenuto la chiusura di pozzi inquinati da decenni e per i quali gli enti pubblici, pur sapendo, non sono intervenuti, tenendo la popolazione all'oscuro della contaminazione. In considerazione dell'interesse generale di questo processo per centinaia di migliaia di cittadini, anche per gli eventuali risarcimenti dei danni ambientali, che si profilano dell'ordine di centinaia di milioni di euro, è del tutto evidente che deve essere assicurato un iter preferenziale al percorso giudiziario. Il rinvio di stamattina di oltre 3 mesi al 29 ottobre dell'udienza preliminare per un banale difetto di notifica non va nella direzione che si aspettano i cittadini. Rivolgiamo pertanto un appello al Presidente del Tribunale di Pescara affinchè questo processo sia trattato in maniera particolare, assicurando tutte le risorse necessarie per garantire un rapido svolgimento delle udienze con un calendario certo. Noi continueremo a vigilare affinchè sia fatta giustizia”.

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MM


Petizione contro la deriva petrolifera


Il WWF Chieti, nell’ambito della mobilitazione della rete di associazioni “emergenzambienteabruzzo” contro la minaccia della deriva petrolifera, organizza a Chieti presso i portici dell’ex Banco di Napoli, dal 6 al 12 luglio (durante la Settimana Mozartiana) dalle ore 21, una raccolta firme per la richiesta di moratoria trentennale delle attività idrocarburi, per la salvaguardia della regione Abruzzo e delle sue generazioni future.
La petizione sarà inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Abruzzo e al Parlamento Europeo.
Il WWF Chieti invita tutti i cittadini e quanti amano questa regione ad aderire.


IL PRESIDENTE
Nicoletta Di Francesco

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MM
Si parla di “biomasse”, di pirolisi, ma alla fine, dove c'è fuoco c'è fumo, dove c'è fumo ci sono inquinanti. Si parla di una soluzione per la vicenda Burgo, di una nota positiva per il problema lavoro a Chieti. Se però il lavoro vuol dire inquinamento e malattie c'è qualcosa che non torna.
E' cominciato il processo per Bussi, per la megadiscarica che ha avvelenato la nostra acqua e che sta avvelenando il nostro territorio. Chissà quanti morti ha provocato il polo chimico di Bussi in tutti questi anni, visto che con tutte quelle sostanze chimiche gli operai ci lavoravano senza troppi accorgimenti e tutele, negli anni in cui le leggi contro l'inquinamento non esistevano ancora.
I morti per l'amianto fanno scuola, operai costretti a lavorare in mezzo alla “polvere” che li uccideva, persone che stanno ancora morendo per aver lavorato con una sostanza prima tanto apprezzata ed utilizzata, e poi tanto odiata per il suo carico di morte.
L'ambiente è la nostra casa, la terra la nostra principale risorsa, perchè inquinare volontariamente il nostro ambiente quando ci sono alternative possibili? Esistono studi scientifici che propongono alternative ecologiche per ogni aspetto della nostra vita, perchè non impegnarci a seguire questa strada, invece della cementificazione selvaggia e di vecchi sistemi di industrializzazione?
L'incenerimento è nocivo. Checchè ne dicano le grandi aziende è studiato che le particelle sprigionate dai fumi sono cancerogene, ed i residui altrettanto. Esistono altri metodi, perchè non utilizzarli?
La pirolisi viene illustrata come una “nuova” idea per la Burgo. Fatto sta che anche la pirolisi implica una combustione, e dove c'è combustione ci sono inquinanti. E' sicuramente meno inquinante di un inceneritore, ma perchè continuare ad inferire in una zona già così toccata dal problema inquinamento? La zona industriale di Chieti Scalo è già stata oggetto di una ordinanza di divieto d'uso di acqua, per la situazione del Pescara che porta con sé tante sostanze dai nomi impronunciabili. Le vecchie fabbriche hanno già dato il loro carico di morti, sotterrando alla meno peggio i loro residui, sempre quando questo non era ancora vietato dalle leggi ora in vigore.
L'aria a Chieti Scalo è spesso irrespirabile, come hanno più volte segnalato gli abitanti della zona industriale. Serve anche qualche altra fonte di fumi? Credo di no!
Il sito AmbienteFuturo sta promuovendo in questi giorni una mobilitazione contro la truffa dei sussidi all'incenerimento (http://ambientefuturo.org/?p=762). Nel documento allegato si parla anche di pirolisi, e di torcia al plasma.

IL TAVOLO SULLO SMALTIMENTO DEL PULPER DI CARTIERA: UN “SILURO” CONTRO
LA VOLONTA’ DI REALIZZARE L’INCENERITORE AL PLASMA.
Il “gruppo tecnico” istituito da Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca con all’interno gli “stati maggiori” della potente industria cartaria lucchese, entro luglio chiuderà i propri lavori consegnando ai “decisori politici” il “ventaglio” di soluzioni in grado di risolvere la questione della soluzione del problema dello “scarto di pulper”. Ebbene, dalla ricognizione avvenuta e curata in particolare dal professor Paul Connett e da Rossano Ercolini, incaricati dall’OSSERVATORIO VERSO RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI la scelta dei “trattamenti termici” ( il locale Centro Servizi LUCENSE spinge per il sistema di ARCO AL PLASMA targato PLASCO ENERGY) NON E’ AFFATTO OBBLIGATA visto l’esistenza di sistemi “a freddo” che hanno già operato con buon successo attraverso impianti “prototipo”.
In particolare, uno di questi impianti ( capacità di 2 tonnellate/ora) è in grado di recuperare la parte di fibra cellulosica contenuta nel pulper ( formato grosso modo dal 45% da acqua , dal 27% da fibre cellulosiche, dal 25’9% da plastiche e per il resto 2-3% da metalli, legno, tessuti ecc) suddividendola addirittura per fibra lunga e per fibra corta e la parte costituita dalle plastiche eterogenee, di cui risulta possibile la separazione tra plastiche pesanti e plastiche leggere. E’ ovvio che il RECUPERO DI MATERIA ( anziché la sua combustione-distruzione) garantisce prestazioni ambientali nettamente migliori se confrontate con l’impianto al plasma. E questo riferendolo alle “EMISSIONI EVITATE DI PERICOLOSI INQUINANTI” (comprese le “emissioni di CO2 evitate”) e ai MINORI CONSUMI IDRICI ED ENERGETICI. Per “toccare con mano” questo impianto è prevista una visita in provincia di Udine prima della “consegna delle proposte”.

IN PREPARAZIONE UN SINTETICO CASO STUDIO SUI COSIDETTI “IMPIANTI DI ARCO AL PLASMA. IL “CASO CAMPI BISENZIO”.
A seguito della insistenza con cui anche in Italia cominciano a “balenare” le proposte di tali impianti ( vedi il caso di Genova, il su citato caso delle cartiere lucchesi e la stessa proposta del Sindaco del Comune di Campi Bisenzio che “vuole” il “plasma” ) occorre dettagliare meglio quanto QUESTI IMPIANTI ( rarissimi in quanto ad effettive “realizzazioni industriali”) NON SIANO ALTRO CHE IMPIANTI DOTATI DI TRATTAMENTI TERMICI CHE LA STESSA NORMATIVA ASSIMILA AD INCENERIMENTO.
Per questo segnaliamo quale strumento utile un recentissimo lavoro di DAVE CIPLET di GAIA (disponibile in inglese su www.no-burn.org) che in modo completo dimostra che “torce al plasma”, gassificatori e/o pirogassificatori” ripropongono gli stessi pericoli sanitari ed ambientali tipici dell’incenerimento tradizionale (emissione di metalli pesanti, nanopolveri, diossine). Strumento di cui terremo conto per un lavoro di divulgazione conoscitiva ancor più sintetico che sostanzialmente è anticipabile nell’affermazione secondo cui QUESTI IMPIANTI ( fortemente proposti negli USA MA FORTEMENTE RESPINTI DALLE POPOLAZIONI al punto da non farne ancor oggi realizzare alcuno) non solo ripropongono le “doglie” dell’incenerimento ma che a differenza di questo NON POSSONO NEMMENO ESIBIRE ESEMPI DI REALIZZAZIONE INDUSTRIALE CREDIBILI.
Infatti gli unici impianti operanti ( a singhiozzo in alcuni casi) sono comunque di piccola taglia (come quello in funzione a Taiwan di meno di 10 tonnellate/g) arrivando in Giappone ad un massimo di trattamento ( in Impianti Hitachi Metals con tecnologia Westinghouse) rispettivamente di 200 tonnellate nominali/giorno ( in massima parte costituite da rottami plastici di automobili e solo in piccola parte da RSU- ma adesso tale impianto tratta solo 82 T7 giorno) e di 24 t/giorno.
Diverso il “caso” dell’impianto- pilota di OTTAWA ( Plasco Energy) che funziona a singhiozzo anche per la forte opposizione dei cittadini.
Anche per questo appare TRISTE la presa di posizione del Consiglio Comunale di Campi Bisenzio che nell’ordine del giorno approvato nella seduta del 29 giugno ( a seguito del Consiglio Comunale Aperto in cui sono state presentate anche le “BUONE PRATICHE A FREDDO”) assume l’impianto al plasma quale “alternativa” all’inceneritore previsto a Firenze a Case Passerini
Insistere su QUESTA FALSA ALTERNATIVA RIVELA LA VOLONTA’ DI NON VOLER DISTURBARE REALMENTE LA VOLONTA’ DI REALIZZARE L’INCENERITORE. MA RIVELA IN PRIMO LUOGO UNA “IMBARAZZANTE” NON VOLONTA’ DI ASSUMERE IL MANDATO DERIVANTE DALL’ESITO SCHIACCIANTE DEL REFERENDUM ANTINCENERITORE CHE CHIEDEVA DI PUNTARE SULLE ALTERNATIVE A FREDDO.
Quelle alternative, marcate con concrete “buone pratiche”anche di tipo impiantistico ( TMB) e riassunte dettagliatamente in cifre in grado di ridurre sotto il 15% gli “smaltimenti stabilizzati” in discarica.
Vedi articoli su www.ambientefuturo.org
Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri.

LA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SARA’ IL 30 SETTEMBRE.

Quest’anno questo ormai tradizionale appuntamento voluto dalla Global Alliance for Incinerator alternatives (GAIA) ed in Italia coordinato dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero è previsto il 30 settembre e si articolerà per tutta la settimana successiva. Come al solito l’invito a tutte le realtà locali è quello di “mettere in agenda” questo appuntamento che da anni fornisce anche alle più sperdute realtà territoriali che lottano contro l’incenerimento dei rifiuti ( in tutte le sue forme e varianti: combustione di biomasse, Gassificazione e trattamenti al plasma ecc) la consapevolezza di essere “parte” di un IMPONENTE MOVIMENTO INTERNAZIONALE impegnato, tra l’altro, a promuovere l’ alternativa verso RIFIUTI ZERO. A breve invieremo tutti gli aggiornamenti e le consuete “istruzioni per l’uso”. www.ambientefuturo.org


GIORNATE NAZIONALI DI PROTESTA CONTRO I SUSSIDI ALL'INCENERIMENTO.
http://www.dirittoalfuturo.it/primopiano.html
L'Associazione DIRITTO AL FUTURO ha indetto 3 settimane di mobilitazione in tutta Italia. Aumenta di giorno in giorno la presenza di gruppi di raccolta adesioni alla vertenza contro la truffa dei sussidi regalati all'incenerimento. Chiunque voglia farsi carico di questa iniziativa può richiedere la necessaria modulistica a:
informazioni@dirittoalfuturo.it
Oltre alla nuova modulistica utilizzabile durante gli incontri pubblici organizzati dai gruppi locali, sara' anche disponibile un modulo PER L'ADESIONE ON-LINE alla vertenza (occorrera' inviare copia della bolletta elettrica e di documento di riconoscimento agli appositi indirizzi ed versare 10 euro per le spese legali, sul conto corrente di DIRITTO AL FUTURO. A brevissimo verranno comunicate sul sito dell'Associazione i dettagli per questa modalita' di adesione.
Invitiamo tutti i gruppi che in questi mesi hanno condiviso (e sono tantissimi) questa iniziativa, a segnalarci eventuali occasioni di diffusione presso le proprie realtà locali in modo da poterle inserire sul questo sito.
Dal 20 giugno, tutti i pomeriggi dalle 15,30 alle 19,00 presso la Sede Operativa Nazionale in via per S. Alessio 87, Monte San Quirico (Lucca) un gruppo di volontari sarà disponibile per fornire informazioni e supporti a favore delle iniziative. I contatti sono 0583.33.10.70 (dalle 15,30 alle 19), 338.28.66.215 o 338.755.87.75. Durante gli orari segnalati sarà possibile anche organizzare brevi incontri su skype.
Ad oggi possiamo gia' elencare iniziative di raccolta adesioni a Paceco (TP), il 20 giugno organizza l'Associazione Rifiuti Zero di Trapani, Pistoia, dove gli Amici di Beppe Grillo oltre a tavoli informativi che si svolgeranno per tutto fine giugno organizzano la raccolta delle adesioni durante lo svolgimento dell'importante appuntamento musicale "Pistoia Blues" ed in particolare il 2 luglio; Lucca dove presso la Sede Nazionale tutti i pomeriggi dal 22 giugno sara' possibile aderire alla vertenza; sempre a Lucca presso la Sede Nazionale il 27 giugno, dalle 15,30 in poi, si svolgerà una Riunione Regionale Toscana di tutte le realtà impegnate operativamente nella vertenza che prevede gia' iniziative a Pisa, Pontedera, Firenze, Pietrasanta, Borgo a Mozzano, Grosseto. Altre iniziative gia' segnalate si svolgeranno a Brescia, Aosta, Torino, Parma, Asti, Colleferro, Ponticelli (NA), Lecce, Taranto ecc.
AIUTATECI AD ALLUNGARE QUESTO ELENCO!
http://www.dirittoalfuturo.it/vertenza.html
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MM
Dal blog di Jacopo Fo:
Salva vite umane! Migliora il mondo! Dimostra che e' possibile riformare la sanita' italiana partendo dal basso!

Una nuova incredibile campagna di azione diretta a portata di un click.
Cari amici, in questo momento incasinato della vita italiana, mentre milioni di persone si chiedono se Berlusconi gode veramente o finge l’orgasmo, noi pensiamo che sia meglio occuparci di cambiare le cose subito, attraverso la famosa strategia dei piccoli passi.

E’ POSSIBILE ALZARE SPAVENTOSAMENTE IL LIVELLO DI QUALITA’ DEI SERVIZI OSPEDALIERI AGENDO DAL BASSO?
Secondo noi e' possibile.
Usando l’incredibile potere di internet e della trasparenza.
La forza dei primari incompetenti, dei servizi scadenti, delle furbate degli amici degli amici che ti passano davanti nelle liste d’attesa per le tac sta nel fatto che questi disservizi passano inosservati.
RENDIAMOLI VISIBILI!
Abbiamo creato un sito di recensioni dove abbiamo messo la lista degli ospedali italiani: www.nonfartifregare.it (link www.nonfartifregare.it/Ospedali/).
L’idea e' che per ogni reparto ci sia qualcuno che scriva come funziona, come ti trattano, quanto sono efficienti.
Se riusciamo a metterci un numero iniziale sufficiente di recensioni ai singoli reparti otterremo uno strumento formidabile di informazione che portera' altri ad aggiungere le loro recensioni.
Il difficile di un’operazione simile e' farla partire. Se ci dai una mano a inserire un primo pacchetto di recensioni poi potremmo sperare che questa iniziativa prenda quota.
Cerchiamo anche persone che vogliano costituire un gruppo di lavoro che monitori questo sito (i singoli post devono essere approvati da un amministratore prima della pubblicazione).
Ti interessa?

(Attenzione sul sito www.nonfartifregare.it trovi anche altri settori riguardanti servizi e prodotti, nel complesso si tratta di un sito di recensioni globali su merci, servizi e prodotti culturali. E’ gia' possibile aggiungere recensioni su centinaia di prodotti, aggiungerne altri e anche votare le recensioni di altre persone. Quindi sono benvenute collaborazioni in tutti i settori).
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MM

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MM
Scritto da Mirko Leandri e Vittorio Ramundi, 05-07-2009

Caro chietiscalo.it,

dopo un lungo periodo di pausa la videocamera di quei due ragazzi è tornata tra le strade della città constatando che qualcosa è cambiato e qualcosa no...

questi servizi lampo di mezza estate sono, poi, improntati sulla differenza che c'è tra le realizzazioni di pubblico interesse (assenti, lente, inefficaci) e le realizzazioni per gli interessi privati (mastodontiche, celeri, invasive e arroganti).

Una su tutte basti pensare che per rifare il ponte della Mokambo ci son voluti 10 anni (ed è già da rifare) e per fare il Villaggio Mediterraneo son bastati 10 mesi... della serie: l'utopia è quel qualcosa che l'uomo non ha l'interesse di realizzare!

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MM
Scritto da Roberto Di Monte, 04-07-2009

Giornate campali a Chieti per l’acqua. Dopo le scorse estati torride senza poterne avere una goccia dai rubinetti per notti e notti, adesso siamo alle prese con le bollette per i consumi dell’anno 2007. Sono in tanti i cittadini che si sono trovati nella buca delle lettere bollette “pazze” dell’ordine di migliaia di euro, oppure bollette calcolate con tariffa per uso domestico non residente quanto si ha solo quella utenza.

Quindi per risolvere ognuno il proprio problema file chilometriche negli uffici della Teateservizi e in quelli dell’Ufficio Acquedotto in via delle Robinie, e cittadini inferociti ed operatori sull’orlo di un esaurimento nervoso sono il risultato di questa situazione.

Ci tocca pagare il giusto per quello che abbiamo consumato, ma a sentire la gente, ci sono anche delle motivazioni che ci indurrebbero a fare il contrario. Prima di tutto le bollette, che ricordo a tutti sono delle fatture, non hanno data.

A scuola chi ha studiato un minimo di “Ragioneria”, sa bene che una fattura per essere considerata tale deve avere un imponibile ed un’iva esposta, deve avere un numero progressivo ma soprattutto una “data”.

Le bollette che stiamo pagando in questi giorni, fateci caso osservandola bene, la data non l’hanno per certo e sarei tentato di rispolverare quel vecchio detto che dice: “documento senza data non vale una cagata”.

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MM

L'articolo
Ancora sul 14 luglio
Il post di ByoBlu:



Addio alla RETE
di byoblu | del pubblicato il 03/07/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com



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MM
L'8 maggio scorso scrissi un articolo su alcune perdite d'acqua nella zona del Tricalle: "Continuiamo a fare acqua da tutte le parti".
A distanza di quasi due mesi, dopo una "sollecita" (si fa per dire) riparazione, effettuata quasi un mese dopo (vedi foto 1), ecco che il problema si ripresenta, di nuovo.
Una delle due perdite evidenziate in quell'articolo, invece, non è stata mai riparata, e continua da allora a "fare acqua"...(in via D'Angelo).
In via dei Marsi, puntualmente, si è ripresentata da un paio di giorni (Vedi foto), ora staremo a vedere quando e come verrà riparata... di nuovo!!!

foto 1: hanno riparato la perdita... notare, poco più sopra, una precedente (e recente) riparazione


Foto 2 (e seguente): la nuova perdita




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MM
Ormai siamo arrivati a quasi tre mesi dal sisma, e dai blog di informazione alternativa apprendo che tante cose sono ancora da fare e regna una disorganizzazione che viene taciuta dagli organi di informazione ufficiali. La manifestazione del 27 giugno degli aquilani è stata da molti disertata per la paventata partecipazione dei no-global, ovviamente falsa, ma nonostante questo sono stati tanti, tantissimi a protestare.
La situazione nella nostra città qual'è? Dove sono gli sfollati di Chieti? Sono ancora negli alberghi?
Le polemiche dei giorni scorsi sui terremotati che avevano seconde e terze case in proprietà e che nonostante questo risiedevano negli alberghi pagati dalla protezione civile hanno fatto scalpore, hanno evidenziato che purtroppo, anche in questi casi così tragici, c'è il furbetto di turno. Ma sono esempi isolati, e meno male, i veri terremotati ci sono, eccome!!!
Dal blog di una di loro, Anna, leggo "due conti" sulle spese per l'alloggio degli sfollati.
Cifre spaventose, molte non ancora erogate, visto che qualche tempo fa c'era stata anche una "debole" protesta degli albergatori, costretti ad anticipare dette spese.
Qual'è la situazione reale?
Anna parla del contributo per l'"autonoma sistemazione", che loro non hanno ancora mai visto. Come è possibile?
Tra loro c'è gente che ha perso tutto, ma proprio tutto, e le situazioni individuali, umane, di molti di loro sono davvero sconcertanti.
Ultima notizia quella delle pecore sfrattate per il G8, perchè troppo vicine ai luoghi militarizzati per questo evento. Ne ha parlato anche il tg regionale.
Ma non hanno già tanti problemi? Non basta?
A quanto pare no, come non basta sapere che "stanno provvedendo", quando ogni giorno devi combattere con una tenda, un bagno in comune, e addirittura il divieto di riunirsi in assemblea!
Le testimonianze dirette sono importanti per una corretta informazione, alla base della ricerca della verità.
Per tornare a noi, vorrei fare una domanda: quali e quanti giornalisti sono andati ad intervistare i nostri sfollati? Come stanno, come vivono, quando potranno tornare nelle loro case (o ci sono già tornati? voi lo sapete?).
Scriveteci direttamente, sfollati di Chieti, e pubblicheremo la vostra esperienza e la vostra testimonianza. Meglio "fare da sè"
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MM
Dal blog di "Mamma Terra", che a sua volta cita il blog di Federico Valerio per il documento sul "Corso di Compostaggio Domestico".
Da citare anche il blog PressCompost, che da tempo si occupa di questo argomento.
Il compostaggio, insieme alla raccolta differenziata, è la soluzione ideale per il problema dei rifiuti.
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Questo blog non è una testata giornalistica in quanto aggiornato senza periodicità. Non può considerarsi quindi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
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