MM
Si parla di “biomasse”, di pirolisi, ma alla fine, dove c'è fuoco c'è fumo, dove c'è fumo ci sono inquinanti. Si parla di una soluzione per la vicenda Burgo, di una nota positiva per il problema lavoro a Chieti. Se però il lavoro vuol dire inquinamento e malattie c'è qualcosa che non torna.
E' cominciato il processo per Bussi, per la megadiscarica che ha avvelenato la nostra acqua e che sta avvelenando il nostro territorio. Chissà quanti morti ha provocato il polo chimico di Bussi in tutti questi anni, visto che con tutte quelle sostanze chimiche gli operai ci lavoravano senza troppi accorgimenti e tutele, negli anni in cui le leggi contro l'inquinamento non esistevano ancora.
I morti per l'amianto fanno scuola, operai costretti a lavorare in mezzo alla “polvere” che li uccideva, persone che stanno ancora morendo per aver lavorato con una sostanza prima tanto apprezzata ed utilizzata, e poi tanto odiata per il suo carico di morte.
L'ambiente è la nostra casa, la terra la nostra principale risorsa, perchè inquinare volontariamente il nostro ambiente quando ci sono alternative possibili? Esistono studi scientifici che propongono alternative ecologiche per ogni aspetto della nostra vita, perchè non impegnarci a seguire questa strada, invece della cementificazione selvaggia e di vecchi sistemi di industrializzazione?
L'incenerimento è nocivo. Checchè ne dicano le grandi aziende è studiato che le particelle sprigionate dai fumi sono cancerogene, ed i residui altrettanto. Esistono altri metodi, perchè non utilizzarli?
La pirolisi viene illustrata come una “nuova” idea per la Burgo. Fatto sta che anche la pirolisi implica una combustione, e dove c'è combustione ci sono inquinanti. E' sicuramente meno inquinante di un inceneritore, ma perchè continuare ad inferire in una zona già così toccata dal problema inquinamento? La zona industriale di Chieti Scalo è già stata oggetto di una ordinanza di divieto d'uso di acqua, per la situazione del Pescara che porta con sé tante sostanze dai nomi impronunciabili. Le vecchie fabbriche hanno già dato il loro carico di morti, sotterrando alla meno peggio i loro residui, sempre quando questo non era ancora vietato dalle leggi ora in vigore.
L'aria a Chieti Scalo è spesso irrespirabile, come hanno più volte segnalato gli abitanti della zona industriale. Serve anche qualche altra fonte di fumi? Credo di no!
Il sito AmbienteFuturo sta promuovendo in questi giorni una mobilitazione contro la truffa dei sussidi all'incenerimento (http://ambientefuturo.org/?p=762). Nel documento allegato si parla anche di pirolisi, e di torcia al plasma.

IL TAVOLO SULLO SMALTIMENTO DEL PULPER DI CARTIERA: UN “SILURO” CONTRO
LA VOLONTA’ DI REALIZZARE L’INCENERITORE AL PLASMA.
Il “gruppo tecnico” istituito da Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca con all’interno gli “stati maggiori” della potente industria cartaria lucchese, entro luglio chiuderà i propri lavori consegnando ai “decisori politici” il “ventaglio” di soluzioni in grado di risolvere la questione della soluzione del problema dello “scarto di pulper”. Ebbene, dalla ricognizione avvenuta e curata in particolare dal professor Paul Connett e da Rossano Ercolini, incaricati dall’OSSERVATORIO VERSO RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI la scelta dei “trattamenti termici” ( il locale Centro Servizi LUCENSE spinge per il sistema di ARCO AL PLASMA targato PLASCO ENERGY) NON E’ AFFATTO OBBLIGATA visto l’esistenza di sistemi “a freddo” che hanno già operato con buon successo attraverso impianti “prototipo”.
In particolare, uno di questi impianti ( capacità di 2 tonnellate/ora) è in grado di recuperare la parte di fibra cellulosica contenuta nel pulper ( formato grosso modo dal 45% da acqua , dal 27% da fibre cellulosiche, dal 25’9% da plastiche e per il resto 2-3% da metalli, legno, tessuti ecc) suddividendola addirittura per fibra lunga e per fibra corta e la parte costituita dalle plastiche eterogenee, di cui risulta possibile la separazione tra plastiche pesanti e plastiche leggere. E’ ovvio che il RECUPERO DI MATERIA ( anziché la sua combustione-distruzione) garantisce prestazioni ambientali nettamente migliori se confrontate con l’impianto al plasma. E questo riferendolo alle “EMISSIONI EVITATE DI PERICOLOSI INQUINANTI” (comprese le “emissioni di CO2 evitate”) e ai MINORI CONSUMI IDRICI ED ENERGETICI. Per “toccare con mano” questo impianto è prevista una visita in provincia di Udine prima della “consegna delle proposte”.

IN PREPARAZIONE UN SINTETICO CASO STUDIO SUI COSIDETTI “IMPIANTI DI ARCO AL PLASMA. IL “CASO CAMPI BISENZIO”.
A seguito della insistenza con cui anche in Italia cominciano a “balenare” le proposte di tali impianti ( vedi il caso di Genova, il su citato caso delle cartiere lucchesi e la stessa proposta del Sindaco del Comune di Campi Bisenzio che “vuole” il “plasma” ) occorre dettagliare meglio quanto QUESTI IMPIANTI ( rarissimi in quanto ad effettive “realizzazioni industriali”) NON SIANO ALTRO CHE IMPIANTI DOTATI DI TRATTAMENTI TERMICI CHE LA STESSA NORMATIVA ASSIMILA AD INCENERIMENTO.
Per questo segnaliamo quale strumento utile un recentissimo lavoro di DAVE CIPLET di GAIA (disponibile in inglese su www.no-burn.org) che in modo completo dimostra che “torce al plasma”, gassificatori e/o pirogassificatori” ripropongono gli stessi pericoli sanitari ed ambientali tipici dell’incenerimento tradizionale (emissione di metalli pesanti, nanopolveri, diossine). Strumento di cui terremo conto per un lavoro di divulgazione conoscitiva ancor più sintetico che sostanzialmente è anticipabile nell’affermazione secondo cui QUESTI IMPIANTI ( fortemente proposti negli USA MA FORTEMENTE RESPINTI DALLE POPOLAZIONI al punto da non farne ancor oggi realizzare alcuno) non solo ripropongono le “doglie” dell’incenerimento ma che a differenza di questo NON POSSONO NEMMENO ESIBIRE ESEMPI DI REALIZZAZIONE INDUSTRIALE CREDIBILI.
Infatti gli unici impianti operanti ( a singhiozzo in alcuni casi) sono comunque di piccola taglia (come quello in funzione a Taiwan di meno di 10 tonnellate/g) arrivando in Giappone ad un massimo di trattamento ( in Impianti Hitachi Metals con tecnologia Westinghouse) rispettivamente di 200 tonnellate nominali/giorno ( in massima parte costituite da rottami plastici di automobili e solo in piccola parte da RSU- ma adesso tale impianto tratta solo 82 T7 giorno) e di 24 t/giorno.
Diverso il “caso” dell’impianto- pilota di OTTAWA ( Plasco Energy) che funziona a singhiozzo anche per la forte opposizione dei cittadini.
Anche per questo appare TRISTE la presa di posizione del Consiglio Comunale di Campi Bisenzio che nell’ordine del giorno approvato nella seduta del 29 giugno ( a seguito del Consiglio Comunale Aperto in cui sono state presentate anche le “BUONE PRATICHE A FREDDO”) assume l’impianto al plasma quale “alternativa” all’inceneritore previsto a Firenze a Case Passerini
Insistere su QUESTA FALSA ALTERNATIVA RIVELA LA VOLONTA’ DI NON VOLER DISTURBARE REALMENTE LA VOLONTA’ DI REALIZZARE L’INCENERITORE. MA RIVELA IN PRIMO LUOGO UNA “IMBARAZZANTE” NON VOLONTA’ DI ASSUMERE IL MANDATO DERIVANTE DALL’ESITO SCHIACCIANTE DEL REFERENDUM ANTINCENERITORE CHE CHIEDEVA DI PUNTARE SULLE ALTERNATIVE A FREDDO.
Quelle alternative, marcate con concrete “buone pratiche”anche di tipo impiantistico ( TMB) e riassunte dettagliatamente in cifre in grado di ridurre sotto il 15% gli “smaltimenti stabilizzati” in discarica.
Vedi articoli su www.ambientefuturo.org
Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferri.

LA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SARA’ IL 30 SETTEMBRE.

Quest’anno questo ormai tradizionale appuntamento voluto dalla Global Alliance for Incinerator alternatives (GAIA) ed in Italia coordinato dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero è previsto il 30 settembre e si articolerà per tutta la settimana successiva. Come al solito l’invito a tutte le realtà locali è quello di “mettere in agenda” questo appuntamento che da anni fornisce anche alle più sperdute realtà territoriali che lottano contro l’incenerimento dei rifiuti ( in tutte le sue forme e varianti: combustione di biomasse, Gassificazione e trattamenti al plasma ecc) la consapevolezza di essere “parte” di un IMPONENTE MOVIMENTO INTERNAZIONALE impegnato, tra l’altro, a promuovere l’ alternativa verso RIFIUTI ZERO. A breve invieremo tutti gli aggiornamenti e le consuete “istruzioni per l’uso”. www.ambientefuturo.org


GIORNATE NAZIONALI DI PROTESTA CONTRO I SUSSIDI ALL'INCENERIMENTO.
http://www.dirittoalfuturo.it/primopiano.html
L'Associazione DIRITTO AL FUTURO ha indetto 3 settimane di mobilitazione in tutta Italia. Aumenta di giorno in giorno la presenza di gruppi di raccolta adesioni alla vertenza contro la truffa dei sussidi regalati all'incenerimento. Chiunque voglia farsi carico di questa iniziativa può richiedere la necessaria modulistica a:
informazioni@dirittoalfuturo.it
Oltre alla nuova modulistica utilizzabile durante gli incontri pubblici organizzati dai gruppi locali, sara' anche disponibile un modulo PER L'ADESIONE ON-LINE alla vertenza (occorrera' inviare copia della bolletta elettrica e di documento di riconoscimento agli appositi indirizzi ed versare 10 euro per le spese legali, sul conto corrente di DIRITTO AL FUTURO. A brevissimo verranno comunicate sul sito dell'Associazione i dettagli per questa modalita' di adesione.
Invitiamo tutti i gruppi che in questi mesi hanno condiviso (e sono tantissimi) questa iniziativa, a segnalarci eventuali occasioni di diffusione presso le proprie realtà locali in modo da poterle inserire sul questo sito.
Dal 20 giugno, tutti i pomeriggi dalle 15,30 alle 19,00 presso la Sede Operativa Nazionale in via per S. Alessio 87, Monte San Quirico (Lucca) un gruppo di volontari sarà disponibile per fornire informazioni e supporti a favore delle iniziative. I contatti sono 0583.33.10.70 (dalle 15,30 alle 19), 338.28.66.215 o 338.755.87.75. Durante gli orari segnalati sarà possibile anche organizzare brevi incontri su skype.
Ad oggi possiamo gia' elencare iniziative di raccolta adesioni a Paceco (TP), il 20 giugno organizza l'Associazione Rifiuti Zero di Trapani, Pistoia, dove gli Amici di Beppe Grillo oltre a tavoli informativi che si svolgeranno per tutto fine giugno organizzano la raccolta delle adesioni durante lo svolgimento dell'importante appuntamento musicale "Pistoia Blues" ed in particolare il 2 luglio; Lucca dove presso la Sede Nazionale tutti i pomeriggi dal 22 giugno sara' possibile aderire alla vertenza; sempre a Lucca presso la Sede Nazionale il 27 giugno, dalle 15,30 in poi, si svolgerà una Riunione Regionale Toscana di tutte le realtà impegnate operativamente nella vertenza che prevede gia' iniziative a Pisa, Pontedera, Firenze, Pietrasanta, Borgo a Mozzano, Grosseto. Altre iniziative gia' segnalate si svolgeranno a Brescia, Aosta, Torino, Parma, Asti, Colleferro, Ponticelli (NA), Lecce, Taranto ecc.
AIUTATECI AD ALLUNGARE QUESTO ELENCO!
http://www.dirittoalfuturo.it/vertenza.html
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