MM
Scritto da Roberto Di Monte, 06-01-2010

In questi giorni si fa un gran parlare di cosa diverrà l’ex-Burgo una volta terminati i lavori di bonifica del sito. In.Te. è il nome del progetto in fase di realizzazione, ma nessuno sa di cosa si tratti di preciso. Pannelli solari, scuola di volo, biomasse, pirolisi, tradotto in unica parola: confusione. E’ certo che c’è in atto una operazione che porterà a creare qualcosa di innovativo nell’area e che in qualche modo si cercherà di reimpiegare i lavoratori dell’ex-Burgo, ma quello che è incerto è il come verranno riutilizzate le forze lavoro ex-Burgo e se si tratterà eventualmente di lavoro a termine o di assunzioni a tempo indeterminato. Oppure se finirà come per la Ginori, che alla chiusura ha visto assumere in zona, da parte di chi ha rilevato il sito industriale dismesso, meno di una decina di lavoratori (nel silenzio dei sindacati).

Il clima di incertezza è stato creato ad arte, dire che verrà creato un impianto per la produzione di energia mediante pannelli solari è cosa ben diversa dal dire che l’energia verrà prodotta con biomasse o pirolisi; nel caso di pannelli solari sarebbero d’accordo cittadini e lavoratori, nel caso di biomasse o pirolisi sarebbero contenti i lavoratori (pochi, per un impianto di pirolisi ne servirebbero non più di una trentina) ma soprattutto gli imprenditori. A questo punto una cosa è chiara, con biomasse e pirolisi gli imprenditori guadagnerebbero tanto denaro e non possono permettersi di perdere l’occasione, anche a discapito di salute ed ambiente.

Allora cosa fare per non perdere il treno in corsa?
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