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amianto ad Ortona ?

Coordinamento per la tutela della costa teatina

Comunicato stampa del 30 dicembre 2008
(qui l'articolo)

Discarica di amianto, no degli ambientalisti!!

Si estende il fronte del no alla discarica di amianto, dopo l’avvio della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte della Regione Abruzzo. Il progetto è quello presentato dalla Smi (Società meridionale inerti), nel giugno 2007 con l’obiettivo di adeguare la discarica di inerti esistente e già autorizzata, di contrada Pincione, (Comune di Ortona), alla normativa di riferimento, il D.L.vo n.36/03; da impianto di rifiuti pericolosi in discarica di rifiuti non pericolosi monodedicata contenenti amianto in matrici cementizie. Arriva un “no” motivato degli ambientalisti aderenti al Coordinamento della Costa Teatina, che nei giorni scorsi si sono recati alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi, per un summit con il responsabile dell’ufficio rifiuti Franco Gerardini, il quale ha illustrato i complessi passaggi dell’iter autorizzativi. Gli ambientalisti, hanno poi esaminato lo SIA (Studio di Impatto ambientale) presentato dalla società Smi, e pubblicato sul sito della Regione Abruzzo lo scorso 23 dicembre. “In base a quanto esposto dalla società Smi nello studio, si può tracciare una fotografia inquietante delle modalità gestionali dello smaltimento di amianto che si intende realizzare- spiegano Pasquale Colantonio e Fabrizia Arduini, rappresentanti del coordinamento per la Tutela della Costa Teatina- per cui i documenti attualmente messi a disposizione per la visione, ci inducono ad essere chiaramente contrari all’apertura della discarica. Lo SIA- aggiungono- è l’atto fondamentale in base al quale si rilasciano i pareri tecnici da parte degli Enti; ebbene lo studio oltre a violare palesemente i criteri di localizzazione di cui all’Allegato 1 del D.Lgs 36/03, non rispetta neanche alcune direttive in materia di realizzazione e gestione di discariche per rifiuti costituiti da materiali di matrice cementizia contenenti amianto emanati ultimamente, dalla Giunta Regionale. Nello SIA, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, non è stato allegato uno studio riferito alla direttrice dei venti dominanti; tale direttrice è stabilita sulla base di dati statistici significativi dell’intero arco dell’anno e relativi ad un periodo non inferiore a cinque anni. Inoltre, abbiamo riscontrato una incoerenza con l’art.4 del D.L.vo n°59/05, riferito alle Migliori Tecniche Disponibili adottate, nell’allestimento della barriera geologica di fondo. Lo studio elaborato dalla Smi, prevede solamente una ricopertura delle superfici della discarica esistente, con uno strato di argilla, senza prevedere nessuna intervento al piano di posa, posto al di sopra del tetto dell’acquifero. In sostanza, è insufficiente l’intervento previsto dalla Smi, per evitare rischi di impatto sull’ambiente idrico. Inoltre,-aggiungono gli ambientalisti-
La zona è a vocazione agro-alimentare, e quindi la discarica metterebbe a rischio oliveti e vigneti. Lo Sia, in aggiunta è incoerente anche con il nuovo Piano Regionale Rifiuti adottato lo scorso anno, rispetto ad alcuni indicatori, come la distanza dell’impianto dai centri e nuclei abitati, le prime abitazioni distano infatti 600 metri. Infine, viene enunciato in modo approssimativo, nello studio, l’iter da seguire nelle operazioni di smaltimento. La normativa, di riferimento, la L.257 del marzo 92, prevede che il primo insaccaggio venga effettuato all’interno dell’area rossa (sacchi R con etichetta amianto), una uscita a 3 stadi con lavaggio nel 2° stadio,il doppio insaccaggio nel 3° stadio e posa nei BIG BAG, poi il trasporto nel deposito temporaneo (max 3 mesi di permanenza). I cittadini-concludono Colantonio e Arduini- devono essere gli attori principali di questa faccenda, in realtà sino adesso sono stati scarsamente informati e stimolati alla partecipazione attiva. L’apertura di una discarica di amianto è una questione molto complessa: L’UNICA FIBRA DI AMIANTO INNOCUA è QUELLA CHE NOI NON RESPIRIAMO. Informiamo che il progetto è a disposizione di qualsiasi cittadino in Comune, Provincia e Regione e che ognuno ha 6° giorni di tempo dall’avviso pubblico (23 dicembre scorso) per presentare le osservazioni.

Firmato
Pasquale Colantonio
Fabrizia Arduini



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