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Scritto da Roberto Di Monte, 30-11-2009

Il tempo trascorre inesorabile e le operazioni della messa in sicurezza dell’edificio ex Burgo dall’amianto procedono regolarmente. Amianto, una parola che evoca paura, è un materiale che è stato accertato in modo inequivocabile essere causa di alcune patologie incurabili a carico dei polmoni. Se le operazioni di bonifica dell’ex Burgo dall’amianto non dovessero essere eseguite correttamente, il pericolo per la nostra salute potrebbe raggiungere livelli di allerta elevatissimi, non dimentichiamo che le patologie causate dall’amianto possono manifestarsi anche dopo 20 anni dalla inalazione di una sola particella.

Il timore di ciò che potrebbe accadere ha spinto un gruppo di cittadini a cercare di saperne di più e a rivolgersi alle autorità competenti per ottenere una risposta che tranquillizzi tutti. Un esposto depositato nei giorni 14 e 15 ottobre al protocollo di una decina di diversi Enti, tra cui Comune di Chieti, Provincia di Chieti, ASL, Arta, Questura, Prefettura, ecc. ha avuto fino ad oggi solo due risposte ufficiali, la prima dall’ARTA che dice di non poter intervenire senza una richiesta ufficiale da altri Enti, la seconda dal Presidente della Provincia che dichiara di aver passato la documentazione all’Ufficio Provinciale preposto.

Per il resto solo delle rassicurazioni verbali circa l’azione di controllo di ASL e Vigili Urbani, ma nulla di certo, solo parole di cui dobbiamo fidarci. Un ristretto gruppo di cittadini in data 2 novembre è stato in riunione con il Sindaco Ricci, il quale in quell’occasione con fare molto sicuro tranquillizzò tutti dicendo che avrebbe messo in atto tutto quanto in suo potere per fare in modo che tutto proceda per il verso giusto.

In effetti il Sindaco è la massima autorità in casi del genere, è colui che con un’ordinanza può fare in modo che vengano rispettate tutte le misure di sicurezza necessarie ed anche che ASL ed ARTA intervengano per effettuare tutti i monitoraggi previsti dalla legge. E’ quasi passato un mese da quel 2 novembre, il silenzio del Sindaco, così come la lentezza della burocrazia, cominciano a preoccupare i cittadini ancor di più dell’amianto stesso. Comincia a crescere il senso di angoscia e di impotenza di chi, agendo in nome di un sacrosanto diritto, si rivolge alle autorità ed in cambio riceve solo una pacca sulla spalla e null’altro.



Adesso non è il momento di pacche sulla spalla, presto l’edificio dell’ex cartiera verrà demolito e non sappiamo come, ed il timore che venga buttato giù col tritolo così come è stato già per altri edifici ex Burgo comincia a farsi strada prepotentemente. Allora sarebbe un bel guaio, l’edificio è praticamente farcito di amianto ed in particolare di quello friabile utilizzato per la coibentazione delle tubature, e se anche incolpevolmente una parte dell’amianto rimanesse all’interno dell’edificio, in caso di esplosione il pericolo di contaminare una grossa area sarebbe esageratamente probabile.

Perché nonostante le richieste formulate in via ufficiale non si riesce ad avere nessuna risposta concreta?
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