MM
Dove sono i risultati delle analisi? Quali sono gli accertamenti fatti e quelli ancora da fare? Cosa si sta facendo per "la prossima volta", sperando che non ci sia, una "prossima volta"?...
Queste e tante altre domande si pongono i cittadini di Chieti, mentre le istituzioni tacciono. La settimana scorsa c'è stato un consiglio comunale "informativo" sull'incendio, al quale erano stati invitati i rappresentanti della ASL di Chieti (Dipartimento di Prevenzione-Servizio igiene degli alimenti di origine animali- SIAN), dell' ARTA, della Provincia di Chieti, della Confagricoltura e della Coldiretti.
Dopo una breve introduzione del Sindaco, che ha illustrato cronologicamente come si sono svolti i fatti, e gli interventi di ASL e ARTA, il dibattito si è subito acceso, ma con i soliti battibecchi tra maggioranza e opposizione e con la disapprovazione del pubblico presente.
Molti quindi i dubbi rimasti sulla tempestività degli interventi e sulla gestione delle emergenze, nonchè sulle procedure ancora da applicare e sulla relativa comunicazione ai cittadini.
Abbiamo il diritto di sapere, di vedere i risultati delle analisi, di conoscere cosa e quanto si sta facendo dopo un evento di tale importanza e gravità.
A Chieti Scalo abbiamo ben 17 impianti (su 34 dell'intera regione) relativi al trattamento di rifiuti, alcuni di questi abilitati al trattamento di rifiuti speciali e pericolosi. Le autorizzazioni vengono dalla Regione, e il Comune non può "interferire" nei permessi e nei controlli. Ma sono i cittadini a stare a diretto contatto con queste "bombe ad orologeria", e sono loro che vogliono e devono sapere cosa c'è a due passi dalle loro case e cosa rischiano in caso di incidenti.
Alcune di queste aziende hanno tutte le certificazioni in regola; la SEAB stessa ha la certificazione ambientale ISO 14001 e la certificazione europea EMAS, secondo quanto affermato nel corso del consiglio. Quanto valgono queste certificazioni? Quanto sono sicure queste aziende? Rispettano tutte le prescrizioni ed i regolamenti per la sicurezza e per la tutela dell'ambiente e della salute???
Non è il primo incendio avvenuto a Chieti Scalo. Non è il primo incendio avvenuto in una azienda di trattamento rifiuti. Non è il primo incendio a non essere stato seguito da una opportuna gestione dell'emergenza. Quanti eventi come questo devono ancora avvenire prima che impariamo a gestirli?
Il Sindaco ha promesso di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento legale. Anche per l'acqua aveva fatto analoga promessa, e il processo è appena all'inizio. Il Comune ha mantenuto la promessa? Il Sindaco è la massima autorità per la salute, suo malgrado, ha quindi una responsabilità diretta verso i suoi cittadini.
Il WWF, presente e chiamato a partecipare, ha esposto le sue richieste, già diffuse a mezzo stampa, ed è stato elogiato da molti per il suo operato.
In particolare la richiesta di dotare l'Arta dei mezzi necessari alle analisi e dei fondi per poter lavorare con tranquillità. Il rappresentante dell'ARTA ha infatti ribadito che la regione ha effettuato di recente numerosi tagli, che naturalmente incidono sulla possibilità di lavorare con efficienza.
Le analisi sui terreni sono ancora in corso. Il modello di ricaduta è stato fatto, ma non ci è dato vederlo. Le informazioni sul sito dell'ARTA Abruzzo sono ferme al 28 luglio e su quello della ASL non ci sono riferimenti all'incendio. Anche l'Istituto Zooprofilattico di Teramo, che ha effettuato le prime analisi, non dà ulteriori informazioni su quelle ancora in corso.
Sul sito del Comune di Chieti l'unico documento inserito on line riguarda le analisi sui 4 campioni vegetali prelevati il lunedì dopo l'incendio, in luoghi non specificati.
Speriamo che le altre analisi saranno presto messe a disposizione dei cittadini, nel frattempo non ci resta di aspettare e sperare che le nostre domande abbiano presto una risposta.
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