MM
Ieri sera la puntata di Presa Diretta, dedicata al Terremoto.
Grande risalto agli studi del 2001 (Rapporto Barberi, un librone enorme sulle criticità degli edifici pubblici nelle regioni sismiche) e del 2005 (Abruzzo Engineering, indici di vulnerabilità sismica degli edifici pubblici abruzzesi), commissionati, eseguiti e consegnati agli Enti, di cui si sono perse le tracce nei meandri della burocrazia.
Studi importanti, che non sono stati neanche presi in considerazione.
A Chieti ci sono stati parecchi danni conseguenti al terremoto. Sabato c'è stata una assemblea pubblica sui contributi e le agevolazioni per le riparazioni. Non so cosa si è detto perchè non ero presente. Da dove prenderanno i fondi? Non sarebbe stato meglio pensarci prima?
La stampa si era già occupata di questi studi, pubblicando anche l'elenco degli edifici "a rischio sismico" di Chieti.
Ovviamente dopo il terremoto.
La puntata di Presa Diretta ha evidenziato come di queste cose se ne parla sempre "dopo"... e di come la mancanza fondi pubblici impedisce queste ristrutturazioni.
Senza fondi, infatti, non si può fare mai niente...
E continuiamo a restare in questi edifici "a rischio", a vederli cadere a pezzi, ad aspettare (e sperare) che, prima o poi, vengano ristrutturati e "adeguati"...
Si è di recente tanto discusso del Liceo Masci, per esempio. Staticamente "Sicuro" solo se la terra non trema...
Le scuole stanno per iniziare, i nostri figli rientreranno in quegli edifici ancora in piedi, anche se alcuni lesionati. Quelli inagibili resteranno chiusi, e gli studenti quindi affolleranno le aule di altre scuole, rendendo ancora più difficile rispettare i criteri di sicurezza già sottovalutati. In alcune scuole ci saranno classi di oltre 30 alunni: mi spiegate come faranno, in caso di emergenza, a far rispettare l'ordine e la calma?
Non aspettiamo ancora che accada qualcosa prima di intervenire. La cultura è importante, ma la vita lo è di più. Vogliamo scuole sicure.
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