MM
L'ingegner Merlino risponde alle domande dei cittadini con uno "sfogo" pubblicato sui giornali: "Se continua così il progetto lo andiamo a fare altrove", "Abbiamo controlli dalle autorità competenti ogni giorno", "stiamo facendo tutto secondo regola, con l'ausilio di ditte certificate. Abbiamo già rimosso l'amianto compatto e conferito il materiale in una discarica autorizzata, la Zetadi srl di Ferno di Varese, avvalendoci di un trasportatore autorizzato, l'Ecologia ambientale srl. Agiamo in piena trasparenza. Allo scalo ci sono oltre 600mila metri quadrati con l'amianto, noi siamo gli unici a preoccuparci di bonificare la zona, ce ne sia dato merito. Da quando abbiamo fatto l'istanza di demolizione sono iniziati i problemi. Non si riesce ad approdare a una certezza di comportamento. Le aziende perdono fiducia. Se continua così vado altrove, a Rosciano o Cepagatti. Spero di non essere costretto a farlo. Mercoledì presenterò il progetto completo in Comune che deve darci al più presto il permesso a demolire"
- "Andiamo quasi ogni giorno sul cantiere in sorveglianza edilizia", ribadisce il sindaco Ricci, "non mancheremo di tornare, per tranquillità di tutti".
Tutto ciò non basta a tranquillizzare i cittadini, visto che altre Burgo sono state già abbattute con l'esplosivo, nonostante la presenza del pericoloso amianto, e purtroppo solo "dopo" ci si è "accorti" che c'era ancora amianto nelle strutture.
Che Merlino sia attento all'ambiente gliene diamo atto, certo, ma noi vogliamo stare sicuri, vedere le carte, vedere quello che stanno facendo con i documenti alla mano, e non con le chiacchiere. A Roma è stato abbattuto il Velodromo dell'Eur con l'esplosivo, e ne è nato un comitato (Comitatoamiantovelodromo) per le conseguenze di questo scellerato abbattimento. L'amianto è pericoloso, va trattato e smaltito secondo tutte le regole del caso, e noi vogliamo soltanto che queste regole vengano rispettate.
Lo "sfogo" di andare a costruire da qualche altra parte, vista l'attenzione suscitata dal problema amianto, e la dichiarazione di Merlino "il Comune deve darci al più presto l'autorizzazione a demolire" non tranquillizzano certo i cittadini, vittime di questa bagarre tra grandi interessi economici. Il Sindaco sostiene che i controlli si stanno facendo: dove sono i risultati? Come fanno i cittadini a visionarli?
Se per un "accesso agli atti" ci vogliono giorni, e Merlino stesso ha dichiarato che gran parte dell'amianto "compatto" è già stato rimosso (il più pericoloso è quello friabile...), quale speranza hanno i cittadini di sapere se tutto è "in regola"?
Le leggi parlano chiaro. Quando si tratta di amianto vanno seguite determinate procedure e fatti i monitoraggi, quotidiani, sia nei luoghi di lavoro che all'esterno. Dove sono i dati? Dove sono i risultati di questi controlli?
Il Sindaco dice che stanno controllando: Chi? Come? Con quali competenze?
Vogliamo saperlo!
L'amianto è un killer silenzioso, capace di uccidere anche a 40 anni di distanza. Dobbiamo aspettare di ammalarci tutti per avere delle certezze?
Le leggi sono chiare.
Nel Decreto Ministeriale 06 settembre 1994 è specificato, nell'Allegato 1:


11) Monitoraggio ambientale
Durante l'intervento di bonifica dovrà essere garantito a carico del committente dei lavori un monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica al fine di individuare tempestivamente un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree incontaminate.
Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall'inizio delle operazioni di disturbo dell'amianto fino alle pulizie finali. Devono essere controllate in particolare:
- le zone incontaminate in prossimità delle barriere di confinamento;
- l'uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello spogliatoio.
Campionamenti sporadici vanno effettuati all'uscita degli estrattori, all'interno dell'area di lavoro e durante la movimentazione dei rifiuti.
I risultati devono essere noti in tempo reale o, al massimo, entro le 24 ore successive.


I cittadini non vogliono impedire i lavori, ma solo stare tranquilli che la propria salute venga tutelata. Si deve agire con chiarezza e trasparenza, con disponibilità da parte degli enti e della proprietà, e non con inutili e sottili "inviti" a far presto "altrimenti andiamo da qualche altra parte..."
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