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Scritto da Roberto Di Monte, 04-10-2009

La ex Cartiera Burgo non smette di far parlare di se. Dopo le tristi vicende che hanno lasciato per lunghi mesi con il fiato sospeso i dipendenti e le loro famiglie, preoccupate per la possibile chiusura della fabbrica, e dopo che le preoccupazioni si sono trasformate in sgomento, rabbia ed incertezza del futuro in seguito alla chiusura definitiva dello stabilimento, adesso a preoccupare sono le operazioni di smantellamento già iniziate da qualche giorno.

Chi non è mai entrato nella fabbrica non può rendersi conto di quale potenziale bomba ecologica possa trattarsi, tante sono le sostanze chimiche utilizzate per la produzione della carta in oltre 50 anni di attività. E non può neanche rendersi conto di quale pericolo possa correre tutta la città se le operazioni di bonifica necessarie prima dello smantellamento non venissero eseguite a regola d’arte secondo le norme di legge.

La preoccupazione peggiore viene dalla grande quantità di amianto presente all’interno dello stabilimento e se qualcuno volesse permettersi di minimizzare la cosa dicendo che si tratta di eternit ancora in buono stato, allora non sa di cosa parla. A parte la grandissima quantità di eternit presente come manufatti di diverse forme, dalle classiche coperture ondulate ai serbatoi o anche a condotte per fumi ed acque presenti da oltre mezzo secolo, si trovano quintali e quintali di amianto friabile, utilizzato per la coibentazione di tubature.

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