MM
Non bastano i malati di cancro, non bastano gli studiosi che evidenziano in modo inequivocabile la nocività degli inceneritori, non bastano le mobilitazioni di cittadini e associazioni contro questa idea malsana di guadagnare a costo della salute delle persone.
Anche qui in Abruzzo vogliono "concedere" questi "importanti impianti"....
Ora "ufficialmente" i cosiddetti "termovalorizzatori" verranno anche qui.
Finora li hanno mimetizzati con nomi altisonanti come "impianti di recupero energetico a biomasse" e simili, e si moltiplicano le domande di concessioni, dappertutto.
Guadagnare con i rifiuti pare che sia l'idea "geniale" del momento, senza considerare che l'errore di un momento può rivelarsi fatale per anni e anni...
Siamo pieni di rifiuti, questo è vero, e non possiamo certo nasconderli sotto il cuscino. Le discariche sono pericolose, anche quelle hanno molti fattori di rischio, ma se si incentivassero comportamenti virtuosi, se si spingesse verso le valide alternative (come la raccolta differenziata spinta), se si riuscisse finalmente a capire che il recupero, il riuso, il riciclo e la riduzione dei rifiuti sono le strade da seguire, questi maledetti cancrovalorizzatori non avrebbero più modo di esistere.
Vogliono incentivare la raccolta differenziata, così ,"per legge", sono autorizzati a costruire queste fabbriche di morte. Esiste infatti una norma per la quale se non arrivi almeno al 40% di raccolta differenziata non puoi costruire questo "mostro". In pratica, se sei bravo e differenzi, per premio ti danno un bell'inceneritore!!!
E' assurdo... Com'è assurdo che mettano a fare gli assessori all'ambiente quelli che l'ambiente lo vogliono distruggere, quelli che per il problema del petrolio in Abruzzo non hanno mosso un passo e che, al contrario, incentivano cemento su cemento con la scusa del turismo.
L'Abruzzo era la regione verde d'Italia. Ora è solo una regione martoriata da mille problemi, con la discarica tossica più grande d'Europa che a distanza di quasi tre anni non è ancora stata messa in sicurezza, con problemi ambientali e sanitari da far paura...
Siamo noi i diretti responsabili della terra su cui viviamo. Siamo diventati noi, singoli cittadini, quelli che, anche attraverso le associazioni, devono studiare e imparare quelle "leggi ambientali" che i politici stessi redigono, ma che poi non applicano!
Associazioni come il WWF si battono da anni per la lotta per l'ambiente, a volte anche "contro" quei cittadini che non ne vogliono sapere di queste cose, che si definiscono "disinteressati" all'argomento.
Tu, che sei stato a casa quando i tuoi concittadini manifestavano anche per te per la tutela del tuo territorio, quando critichi "quegli sciocchi ambientalisti", quando dici che l' "ambientalismo è di sinistra", quando cerchi di delegittimare il WWF dicendo che "è troppo politicizzato", quando davanti all'evidenza più sfacciata ancora dici "non lo sapevo", che fai, aspetti che un tuo amico o parente si ammali per renderti conto del danno che fai a te stesso e agli altri?
Purtroppo chi dovrebbe tutelarci non lo fa, e dobbiamo essere noi stessi a spingerli a fare il proprio dovere.
Con chietiscalo.it cerchiamo di dare "suggerimenti" all'amministrazione per quanto riguarda la vivibilità cittadina, con il WWF per la vivibilità ambientale.
Faccio parte di queste due associazioni e me ne vanto. Faccio del mio meglio e mi metto in gioco anche per quelli che non lo meriterebbero... Ma la lotta è dura, bisogna unire le forze.
Le associazioni hanno bisogno di persone volenterose che collaborino insieme per fini comuni.
Hanno bisogno di fondi. Hanno bisogno di persone competenti.
"Muovi il c..." dalla tua poltrona e vieni anche tu!
Share/Save/Bookmark
Questo blog non è una testata giornalistica in quanto aggiornato senza periodicità. Non può considerarsi quindi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Alcune foto, prese dal Web, sono ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione sono pregati di segnalarcelo.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.