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Mercoledì 29 Luglio 2009 Il messaggero.it
Il messaggero Abruzzo


Alcuni passi della relazione dei Nas: «Nell’ex Paolucci esiste un solo ascensore, piccolo e di tipo condominiale. Gli ospiti ricoverati circolano nei corridoi e sostano nella piccola sala tv, in promiscuità; molti di essi fumano indisturbati ed in tutti gli ambienti si avverte la presenza del fumo passivo. Sui muri macchie di umidità e muffa». E così si dice delle Vallette: «Nel complesso emergono pessime condizioni igienico-sanitarie: pavimenti luridi e appiccicosi, servizi igienici sporchi, rotti e malfunzionanti. Ci sono macchie diffuse di umidità alle pareti e ai soffitti di molti ambienti, quadri elettrici danneggiati e prese con fili scoperti. Le suppellettili sono danneggiate».
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Ieri c'è stata l'assemblea pubblica del WWF relativa all'incendio SEAB di Chieti Scalo.
Repetita juvant... come l'anno scorso di nuovo a sentire che a Chieti manca una gestione corretta delle emergenze, che le analisi fatte non sono state abbastanza accurate per tranquillizzare i cittadini, che sarebbe molto più logica una delocalizzazione degli impianti industriali, specie quelli speciali, visto che ormai zona industriale e case di abitazione sono un tutt'uno.
Grande la partecipazione. I teatini si svegliano quando succedono queste "emergenze". Tutti arrabbiati e preoccupati, per un incendio che non è il primo, ma ben il terzo in un anno. Si è parlato di diossine, di benzene, di idrocarburi policiclici aromatici ecc... Tutti nomi che fanno paura, e che abbiamo respirato con la nube sprigionatasi dal fuoco.
Di nuovo coinvolta una azienda di smaltimento rifiuti.
Pochi i rappresentanti del Comune presenti. Soltanto l'Assessore Bassam El Zohbi, che non manca mai in queste occasioni, e Giustino Angeloni, consulente del Comune per la certificazione ambientale.
A spiegare passo passo l'accaduto i rappresentanti del WWF teatino e regionale, insieme all'Abruzzo Social Forum.
Il WWF ha dato una descrizione dettagliata ed esaustiva di come si sono svolti i fatti, e ha paragonato l'accaduto con analoghi incendi in altre parti d'Italia (Es. incendio De Longhi), dove l'emergenza è stata più accuratamente affrontata.
Qui, nella nostra tranquilla Chieti, sembra che tutto ci scivoli addosso, e Renato Di Nicola, dell'Abruzzo Social Forum, ha esortato i cittadini "arrabbiati" a riprendere in mano la città e ad imparare a farci sentire, a gran voce, quando qualcosa non va. "Dobbiamo far sì che le istituzioni diano concretezza a ciò che dicono, e per far questo dobbiamo essere noi a vigilare e a protestare all'occorrenza". WWF e Abruzzo Social Forum si attivano, da volontari, da cittadini, contro molte cosiddette "emergenze" e da sempre combattono per le questioni ambientali (vedi centro oli, acqua, traforo del Gran Sasso, ecc.).
Come l'anno scorso De Sanctis ha esposto le possibili conseguenze dell'incendio, con la inevitabile ricaduta degli inquinanti, e ha ribadito la necessità di più attenzione e di maggiori controlli. Come l'anno scorso si è sottolineata la mancanza di centraline per l'analisi dell'aria, promesse dall'amministrazione ma mai attivate.
Come l'anno scorso si è ripetuto che l'Arta non ha i mezzi per effettuare le dovute analisi. Laboratori esterni hanno provveduto a sostituirsi, ma, per quanto riguarda i vegetali, per esempio, sono stati solo 4 i campioni esaminati, certamente insufficienti per una valutazione approfondita.
Non è stata istituita una unità di crisi, non sono stati allertati i cittadini, non si sono mossi per tempo tutti gli enti coinvolti. Tutti pronti a "rassicurare" i cittadini, ma con scarse prove alla mano. I presenti hanno fatto gran chiasso quando ha parlato il Sig. Angeloni, ribadendo la disapprovazione per una macchina comunale che si è mossa a rilento e con molte lacune. Nonostante Angeloni abbia ribadito che "tutto è stato fatto secondo legge", la protesta ha ad un certo punto alzato i toni, poi smorzatisi lievemente quando ha preso la parola El Zohbi, che si è offerto di collaborare con le associazioni per una comune partecipazione.
Queste le richieste del WWF e dell'Abruzzo Social Forum:
- effettuare analisi sul sangue su campioni di cittadini per capire l'esposizione ai diversi inquinanti (diossine; PCB; benzene ecc.), attraverso un piano di monitoraggio che tenga conto del differente grado di esposizione alle ricadute (campionando cittadini a diversa distanza ecc.);
- procedere all'individuazione delle aree di ricaduta non solo attraverso modelli matematici, comunque utili, ma anche attraverso l'uso delle foto satellitari disponibili durante l'evento (il WWF ha messo in contatto l'ARTA con enti esperti in tal senso):
- analizzare la presenza nel terreno e sui vegetali dei diversi inquinanti a varie distanze dal sito e nelle diverse direzioni, anche per valutare il “fondo” già presente dei diversi inquinanti;
- verificare le autorizzazioni in possesso della SEAB e degli altri impianti presenti a Chieti Scalo, attivando eventualmente anche procedure di revoca per via amministrativa in caso di inadempienze;
- verificare lo stato di attuazione dell'Ordinanza Comunale del 2008 che perimetra tutta l'area di Chieti Scalo quale area a rischio ambientale in cui dovevano essere effettuate tutta una serie di iniziative volte alla caratterizzazione e alla tutela dei cittadini, con divieti e prescrizioni per l'uso dell'ambiente;
- attivare immediatamente un sistema di monitoraggio in continuo della qualità dell'aria in Val Pescara;
- disporre l'immediata reperibilità per i tecnici dell'ARTA;
- dotare l'ARTA di tutta la strumentazione necessaria per intervenire secondo le procedure standard internazionali in caso di incidente nonchè della strumentazione per l'analisi delle diossine affinchè non ci si debba rivolgere più a laboratori esterni (l'università di Siena è stata segnalata dal WWF l'anno scorso a tal proposito);
- attivare procedure amministrative per capire le responsabilità di singoli funzionari dei vari enti per la la mancata attivazione di quanto previsto dalle normative in materia di protezione civile procedendo alla loro sostituzione.
Lunedì prossimo ci sarà un consiglio comunale sull'incendio SEAB. Forse sarebbe ora che i cittadini partecipassero ai consigli comunali, e vedessero con i loro occhi chi ci governa e come.
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Lunedì, 27 luglio alle 20.30,presso la sala della Carichieti in via colonnetta, 24 è indetta dal WWF una assemblea pubblica relativa all'incendio della SEAB.
Al momento i risultati delle analisi su frutta e verdura per quanto riguarda le diossine rivelano che i valori sono tutti nella norma.
Restano i dati diffusi dall'ARTA relativi alle acque di spegnimento.
C'è da domandarsi cosa hanno respirato le persone esposte ai fumi e cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo incendio.

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Chieti , 24 luglio 2009

C O M U N I C A T O S T A M P A

Il Sindaco del Comune di Chieti, Francesco Ricci,

I N F O R M A

che in data di oggi ( 24 luglio 2009 ), i dati pervenuti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise , provenienti dai campioni vegetali destinati all’alimentazione umana e degli animali prelevati, nelle aree coinvolte dall’incendio allo stabilimento SEAB di Chieti, nella notte tra il 18 e il 19 luglio scorsi , non hanno riscontrato livelli di contaminazione da diossina o PCB diossina-simili superiori alla normale presenza dovuta alle attività antropiche.

E’ questo l’importante dato che emerge dalle analisi compiute sui predetti campioni dagli esperti dell’Istituto “G. Caporale” di Teramo, Laboratorio Nazionale di Riferimento per Diossine e PCB .

Le ricerche già completate, relative alla determinazione di diossine o simili sui campioni prelevati dal Servizio di Prevenzione e dal Servizio Veterinario della Asl di Chieti il 21 luglio, hanno evidenziato la presenza di contaminanti nella misura normalmente riconducibile alle attività di coltivazione e che quindi non costituiscono alcun pericolo per la salute pubblica.

I risultati sulle ulteriori ricerche analitiche atte a determinare la presenza di metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici saranno comunicati entro la giornata di domani.

Pertanto , il Sindaco di Chieti , Franceso Ricci , alla luce dei dati diffusi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise “G. Caporale” di Teramo , ha emesso un’apposita Ordinanza per revocare la precedente Ordinanza nº 686 del 22 luglio 2009 , prot. 47413.


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[wikipedia]Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism o open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet.

I gradi del giornalismo partecipativo

Le forme del giornalismo partecipativo sono variegate e si possono distinguere anche per il grado di coinvolgimento dei lettori. Steve Outing, senior editor del Poynter Institute for Media Studies, ha proposto una classificazione basata su 11 livelli di profondità. Si va dal livello più superficiale, la possibilità per gli utenti di inserire commenti agli articoli, alla sollecitazione dei racconti degli utenti su determinati argomenti, dalla consultazione durante la creazione dei contenuti ai blog ospitati o aggregati sul sito, fino ai siti interamente costruiti grazie ai contributi degli utenti, che possono essere a loro volta sottoposti a controllo editoriale o completamente liberi.

Le polemiche

In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei siti web debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetta solo ad una autoregolamentazione, oppure in alternativa se debbano essere applicate le norme sulla stampa.

Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i siti l'obbligo della registrazione. La dura replica del momdo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. [5]

La disputa si è trasferita sul piano giudiziario quando il tribunale di Modica ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina[6]



Chietiscalo.it riceve e pubblica "articoli" di giornalismo partecipativo, senza vincoli e senza censure, fin quando tutto questo sarà ancora possibile.
Molti timori infatti stanno prendendo piede sul web, per antonomasia luogo "libero", ma di recente minacciato da decreti ed emendamenti (vedi "obbligo di rettifica" nel decreto sicurezza).
Anch'io spesso mi autocensuro e mi limito a scrivere opinioni invece che notizie. Le fonti non sono sempre "ufficiali", e non sempre verificabili, quindi è difficile districarsi tra i meandri "legali" della "libertà di stampa".
Chietiscalo.it non è una testata giornalistica, ma ci piace pensare che siamo utili a qualcosa e a qualcuno. Ci piace giocare ai giornalisti, e scrivere da blogger.
Fino a quando questo ci sarà possibile non è dato saperlo.
Vorremmo dare di più ai nostri lettori, vorremmo fare di più, ma i nostri pochi mezzi a disposizione ce lo impediscono. Comunque facciamo del nostro meglio.
Questo "sfogo" è stato dettato da un recente episodio: siamo andati come "inviati" in un luogo, portando con noi la telecamera, sperando di fare qualche intervista.
Non ci hanno accolto granchè bene: "che siete venuti a fare?" "Adesso vi presentate?"
"Siete dei giornalisti?" "scrivete questo, scrivete! (e poi ci negavano l'intervista, accollando su di noi la responsabilità di quanto avremmo scritto)".
L'articolo l'abbiamo scritto, ma è "in attesa" di essere pubblicato. A coloro che hanno criticato la nostra presenza voglio dire che se persone normali, normali cittadini, arrivano a prendersi a cuore un argomento e ad avere voglia di scriverne e di divulgarlo non è certo negativo, e non è certo criticabile.
Stiamo cercando la strada per far arrivare le dirette lamentele dei cittadini a chi dovrebbe risolverle, o quantomeno farne tesoro. Ci prendiamo la briga di fare da tramite tra chi vorrebbe parlare ma non sa a chi rivolgersi, o ha paura di farlo.
Grazie a chi ci legge, grazie a chi partecipa inviandoci i suoi articoli.
Grazie anche a chi ci chiama e ci invita a scrivere, e anche a chi ci critica, perchè dalle critiche nasce il miglioramento.
(L'articolo su chietiscalo.it)
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Scritto da Nadia Miriello, addetta stampa ARTA

PESCARA (23/07/2009) – L’ARTA Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, non è al momento in possesso di dati che giustifichino l’allarmismo diffusosi in merito all’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della ditta S.E.AB. di Chieti Scalo.

I tecnici del Dipartimento provinciale di Chieti hanno effettuato a partire dalla notte stessa del rogo uno screening analitico ad ampio raggio sulle acque di spegnimento, sui fumi derivati dalla combustione e sul materiale bruciato nello stabilimento di via Penne, per poi procedere in modo mirato alla ricerca degli inquinanti nelle falde acquifere, nei terreni circostanti e negli alimenti di origine vegetale presenti nei campi intorno alla fabbrica.

Tutte le informazioni tecniche acquisite sono state trasmesse all’uni

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Comunicato stampa WWF 22 luglio 2009

Comunicato stampa wwf 23 luglio 2009

Ordinanza Sindaco di Chieti
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Ddl su amianto passa all'unanimità in commissione
Fonte: PrimaDaNoi (www.primadanoi.it)

E’ stato approvato all'unanimità il disegno di legge sullo smaltimento dell’amianto in regione. L'assessore regionale all'Ambiente, Daniela Stati, ha espresso soddisfazione per l'approvazione avvenuta oggi in IV Commissione consiliare del disegno di legge "Norme per la protezione dell'ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto.
«Va dato atto - ha proseguito - al Presidente della Commissione Argirò e a tutti i componenti di avere svolto un egregio lavoro. Si tratta di un passo importante per instaurare un nuovo clima politico di condivisione e collaborazione. Ora il provvediemento attende il pronunciamento del Consiglio Regionale, ma visto l'esito della commissione, sono fiduciosa su una sua rapida approvazione».
14/07/2009


Una notizia come questa è passata inosservata...
La pericolosità dell'amianto è ben nota da tempo, e noi a Chieti, ed in particolare a Chieti Scalo, purtroppo siamo pieni di tettoie in eternit ed altri manufatti.
Restiamo in attesa di leggere questo DDL, sperando che siano contemplate tutte le necessarie soluzioni a questo problema.

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MM
Scritto da WWF Abruzzo
COMUNICATO STAMPA DEL 20/07/2009

Incendio SEAB: decine i comuni potenzialmente interessati dalle ricadute di inquinanti nelle province di Chieti e Pescara
Il WWF: estendere i provvedimenti cautelari adottati a Chieti anche agli altri comuni del pescarese e del chietino
L'Associazione: negli incendi di rifiuti non esistono solo le diossine, pericolosi molti altri inquinanti come benzene, Idrocarburi Policiclici Aromatici e altri.

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Comunicato ARTA Abruzzo:
Incendio alla S.E.AB. di Chieti Scalo: ARTA al lavoro per primi rilievi ambientali

Scritto da Nadia Miriello, addetto stampa ARTA Abruzzo, 20-07-2009 13:40

Effettuati dal Dipartimento provinciale i campionamenti di acque di spegnimento, fumi e rifiuti inceneriti

Incendio alla S.E.AB. di Chieti Scalo: ARTA al lavoro per primi rilievi ambientali

In attesa di conoscere la ricaduta delle ceneri l’Agenzia ha chiesto alle autorità competenti di Chieti, San Giovanni, Francavilla, Torrevecchia e Ripa di vietare l’uso di acque sotterranee e la raccolta di vegetali nei campi



PESCARA (20/07/2009) – Tecnici dell’ARTA Abruzzo al lavoro per verificare le conseguenze di carattere ambientale dell’incendio divampato nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno della ditta S.E.AB. di Chieti Scalo.

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Noi c'eravamo:




L'articolo di EmergenzAmbienteAbruzzo


La galleria fotografica
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Scritto da: Vittorio Ramundi
Perché i ragazzi, le nuove generazioni sono tagliate fuori da tutto?

A questa domanda non può rispondere nessuno. Perché? Noi siamo i primi a dover rispondere. È colpa nostra.

Si è colpa nostra.

Vediamo cose che non vanno bene sia nelle piccole realtà sia al livello nazionale e non facciamo niente, lasciamo passare tutto.

La risposta più brutta che ho sentito è “A me cosa importa?”. Questa è la nostra generazione.

La generazione dei disinteressati volontari.

Sicuramente è colpa nostra che non ci interessiamo, sicuramente è colpa nostra che permettiamo tutto a tutti.

Però non tutto è da imputare sulle nostre spalle. La classe dirigente che abbiamo e che abbiamo avuto in passato non si è mai dimostrata disposta ad allargare gli orizzonti a quelli che poi avrebbero dovuto guidare il Paese, non hanno voluto dare spazio a chi era capace.

Oggi ne stiamo pagando ancora di più le conseguenze.

Purtroppo più si va avanti e più i giovani vengono messi in disparte oppure vengono messi in una condizione per la quale si vedono costretti ad emigrare per poter sfruttare al meglio le proprie risorse e facoltà.

Nel ’68 ci fu la rivolta degli studenti e fu veramente una rivoluzione culturale e sociale. Oggi? Avremo mai le capacità e soprattutto la voglia di farne un’altra?

Io penso proprio di no!

C’è troppo permissivismo, c’è troppo benessere, siamo stati trattati sempre come dei “figli di papà” e così abbiamo perso la lucidità, quella consapevolezza per la quale un tempo ci fu una rivoluzione giovanile!

Allora si, è colpa nostra perché questa è una condizione che accettiamo anche noi, ce lo stiamo cercando l’isolamento culturale e sociale.

Sicuramente non verrà un aiuto dall’alto. Se iniziamo ad aprire gli occhi ed iniziamo a renderci conto che ci stanno imbottigliando forse potremmo avere una possibilità, altrimenti cresceremo e vivremo così come siamo nati: culturalmente e socialmente precari.
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