MeetupChieti
Diossina e altri inquinanti nei fiumi Saline e Alento in Abruzzo.
Il WWF: territorio regionale alle mercè degli inquinatori,
totale la disattenzione degli amministratori.

Il WWF interviene sulle drammatiche notizie sullo stato ambientale del Sito nazionale per le Bonifiche del Saline-Alento, con la scoperta di numerosi inquinanti pericolosissimi per la salute umana e per l’ambiente tra cui la diossina.

Il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Ministeriale 3 marzo 2003, ha identificato e perimetrato, su proposta della Regione Abruzzo, il Sito di Bonifiche Nazionale denominato “Saline-Alento” che comprende i corsi fluviali del Saline, in provincia di Pescara, e Alento, in provincia di Chieti. Con tale Decreto il Ministero ha inserito l’area tra quelle a rilevanza nazionale (con Priolo, Manfredonia, Marghera per intendersi, i siti riconosciuti sono 56) per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito derivante dalla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella degli Rifiuti Solidi Urbani di Montesilvano.

Il WWF ha partecipato ad alcune delle conferenze di servizio promosse fin dal 2005 dal Ministero dell’Ambiente sul sito, al fine di provvedere a tutte le attività previste per la messa in sicurezza di emergenza dell’area, per la caratterizzazione necessaria ad identificare le tipologie di inquinanti e le matrici interessate (suolo, acqua superficiale, falde) e per la definitiva bonifica del sito.

In questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di Servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell’espletamento delle procedure previste dalla Legge 152/2006 (ex 471/99). Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha dovuto stigmatizzare le numerosissime inadempienze e omissioni nelle procedure seguite dagli enti locali e dai privati reiterando le prescrizioni.

Più recentemente, nell’ultima conferenza di servizi svoltasi il 16 marzo 2008 presso il Ministero dell’Ambiente, conferenza a cui il WWF ha partecipato, sono emersi i seguenti fatti:
a)PIANA DEL SALINE: le analisi effettuate dall’ARTA nella piana del Saline hanno portato ad accertare la presenza di rifiuti interrati in 40 aree di saggio su 72 e numerosi superamenti dei limiti di legge in diverse matrici ambientali e per diverse sostanze (ad esempio, nelle acque sotterranee del Saline, superamenti per Solfati, Manganese, Nichel, Benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, Sommatoria IPA, Triclorometano, Tetracloroetilene) nonché un inquinamento di tipo microbiologico derivante da scarichi non depurati;
b)PIANA DELL’ALENTO: la situazione sembrava meno compromessa rispetto al Saline anche se vi erano superamenti dei limiti di legge per il Manganese e inquinamento microbiologico;
c)L’EX DISCARICA DI MONTESILVANO: le reiterate richieste del ministero dell’Ambiente circa la messa in sicurezza d’emergenza della Discarica di Montesilvano erano rimaste del tutto inevase;
d)LE INADEMPIENZE: permanevano, secondo il Ministero, numerosissime inadempienze sia da parte delle amministrazioni locali sia da parte dei privati, alcuni dei quali non avrebbero ottemperato alle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente (un lungo elenco di ditte è stato fornito durante la conferenza dei servizi).

Il quell’occasione il rappresentante del WWF, rilevando la gravità dei fatti, aveva invitato il Ministero dell’Ambiente a procedere all’invio del verbale alla Procura della Repubblica e la Regione Abruzzo a pubblicare sul suo sito tutti i materiali necessari alla divulgazione dei dati per l’informazione dei cittadini.

Ora arriva la drammatica notizia della presenza di diossina e Policlorobifenili oltre i limiti di legge nei sedimenti del sito. Per la diossina in particolare, data la rilevanza dell’allarme, è bene aspettare i risultati delle controanalisi. In ogni caso la situazione ambientale dei due corsi d’acqua e in particolare del Saline è molto critica. Il WWF chiede agli amministratori regionali e locali risposte immediate e all’altezza della situazione sulla questione della caratterizzazione e dell’impatto sulla salute di questa situazione di inquinamento ambientale.

La totale disattenzione per il territorio e per la prevenzione dell’inquinamento da parte degli amministratori oggi si paga duramente. Basta pensare che ancora oggi l’ARTA regionale non è dotata della strumentazione per rilevare le diossine e si deve rivolgere all’esterno. Il Consiglio regionale pochi giorni fa ha stanziato ben 5 milioni di euro per ripianare i buchi degli Europei di Basket svoltisi a Chieti l’anno scorso: non era meglio rafforzare l’ARTA per il monitoraggio e la prevenzione dell’inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini?

INFO: 3683188739, disponibili su richiesta alcune fotografie del sito raccolte ad aprile 2008 dagli attivisti del WWF
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