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COMUNICATO STAMPA DEL 25/07/2008

Ieri due buone notizie per il disastro di Bussi: il Ministero dell’Ambiente istituisce il Sito di Bonifiche nazionali e il TAR del Lazio non concede la sospensiva alla Montedison

Ieri è stata una buona giornata sul fronte della bonifica delle aree inquinate a Bussi e Piano d’Orta. Proprio nel giorno in cui la Gazzetta Ufficiale pubblicava il decreto che istituisce il Sito di Bonifiche Nazionale (il n.56 per il nostro paese) il TAR del Lazio rigettava la richiesta di sospensiva presentata dalla Montedison avversa agli atti ingiuntivi del Commissario Goio per la messa in sicurezza d’emergenza delle aree occupate dalle discariche.

Dichiara l’Avv. Fabio De Massis, vicepresidente regionale del WWF “Nel buio del disastro finalmente possiamo vedere un barlume di luce, una speranza, quella della completa bonifica di uno dei siti più inquinati d’Europa. Queste due decisioni offrono allo Stato e agli enti locali gli strumenti per garantire ai cittadini l’avvio degli interventi utili a trovare una soluzione ai veleni dell’area, sia quelli sotterrati a Bussi sia quelli del sito industriale dismesso di Piano d’Orta. I dati drammatici raccolti in questi anni dalla Magistratura e dal Corpo Forestale dello Stato, con il supporto dell’ARTA, sono il punto da cui partire per un percorso di disinquinamento che deve durare il meno possibile. Infatti, per gran parte del sito esiste già una caratterizzazione degli inquinanti presenti e questo facilita il lavoro che deve portare alla definitiva bonifica. Ora si tratta di completare velocemente la caratterizzazione per le aree ancora non indagate e, nel frattempo, di mettere in sicurezza le aree inquinate scoperte a Bussi che ad ogni pioggia riversano in falda e nei Fiumi Tirino e Pescara pericolosissime sostanze. Gli Enti coinvolti, insieme ad associazioni e cittadini, dovranno redigere e attuare un progetto di bonifica definitiva il più condiviso possibile. Per far ciò è assolutamente necessario coinvolgere le migliori intelligenze italiane ed europee sul tema delle bonifiche, confrontandosi con le comunità che hanno dovuto già affrontare problemi così rilevanti. Infine è assolutamente necessario proseguire con l’indagine epidemiologica che dovrà chiarire l’impatto sanitario sulla popolazione”.

Per il WWF per diradare dubbi e incertezze che ancora esistono sul percorso di risanamento dell’area si tratta ora di:
-bocciare il progetto di insediamento della ORIM che vorrebbe installare nell’area un impianto per il trattamento di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dai petrolchimici e dalle industrie chimiche di tutta Italia;
-dimostrare che l’Abruzzo sa affrontare problemi di questa portata traendo insegnamento dagli errori compiuti finora nella procedura di bonifica in corso da 5 anni nell’altro sito di bonifiche nazionali presente in Abruzzo, quello del Saline-Alento, dotandosi di strutture adeguate finanziariamente e scientificamente.

INFO: 3683188739
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