MeetupChieti
Molti teatini trascorrono le loro vacanze al mare, a Francavilla o nelle località vicine. La situazione di degrado dell'ambiente in quei luoghi è davvero preoccupante, per mille problemi vecchi e nuovi. Le conferenze sul Centro Oli si susseguono, per fortuna, e diffondono tra la popolazione le necessarie informazioni su questo insediamento che contribuirà ancora di più ad inquinare la nostra zona, già tartassata dai problemi dell'acqua, per esempio, e purtroppo da tanti altri.
Di seguito riporto il comunicato stampa del WWF, Abruzzo Social Forum e Marelibero sull'inquinamento dei fiumi Saline ed Alento. Leggete ed indignatevi...


COMUNICATO STAMPA DEL 23 LUGLIO 2008

Sito di Bonifiche nazionale Saline-Alento:
situazione vicina al punto di non ritorno.
Ritardi, discariche illegali, lavori incontrollati. WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum: 10 azioni da attivare immediatamente contro l’inquinamento.

I Fiumi Saline e Alento sono ormai in una crisi ambientale quasi senza ritorno. Ad affermarlo sono oggi WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum che hanno presentato un dossier, due esposti e alcuni dati relativi al sito di Bonifiche Nazionale “Saline-Alento”, uno dei 56 siti italiani inclusi nell’elenco delle aree fortemente inquinate da bonificare.
Circa un mese fa le analisi contenute nel Piano di Caratterizzazione dell’area che l’ARTA sta realizzando nei territori percorsi dai due fiumi ha evidenziato la presenza di diossina nella porzione superficiale del suolo in diversi punti lungo entrambi i fiumi. Altri pericolosi composti chimici pericolosi, come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e il Dicloropropano sono stati trovati nei terreni e nella falda. Rifiuti industriali interrati (anche a 5 metri di profondità) sono stati trovati in un’altissima percentuale delle aree di saggio.
WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum, hanno realizzato a Luglio diversi sopralluoghi per verificare le modalità di gestione del Sito di Bonifiche. E’ emersa una situazione del tutto fuori controllo, con decine di discariche abusive su entrambi i fiumi (in un caso proprio durante un sopralluogo le associazioni hanno dovuto chiamare i Vigili del Fuoco per spegnere un incendio di un cumulo di rifiuti) ed estesi interventi sul territorio che stanno comportando la movimentazione di terreno potenzialmente contaminato. Sia lungo il Saline che lungo l’Alento sono attivi decine di cantieri per i quali sarebbe necessaria sia la preventiva caratterizzazione (esami approfonditi e validati dall’ARTA per accertare il livello di eventuale contaminazione) sia l’approvazione da parte della Conferenza dei Servizi che si svolge presso il Ministero dell’Ambiente.
Per questa ragione il WWF ha presentato due esposti alle Procure di Chieti e Pescara, alla Corte dei Conti, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione e al Corpo Forestale dello Stato, in cui si chiede di accertare se quanto sta accadendo lungo i due fiumi sia debitamente autorizzato e se siano state seguite attentamente le procedure previste per un Sito di Bonifiche di Interesse Nazionale. Si chiede, altresì, di verificare le modalità di gestione del depuratore di Montesilvano, visto che per l’ARTA ben 18 controlli su 22 realizzati durante il 2007 sono risultati non regolari. Nell’esposto si ricorda che i cittadini dei tre comuni serviti dal depuratore di Montesilvano hanno pagato contestualmente le quote della tariffa destinate alla depurazione. Nel Fiume Saline, nel 2007 si è registrato un picco di 2400000 coliformi fecali, nell’Alento 91000 (il valore di riferimento è 5000). Infine si chiede di intervenire per accertare le responsabilità per i numerosi depositi di rifiuti e per chiarire le cause dei ritardi nell’avvio dei lavori per la messa in sicurezza della Discarica di Villa Carmine di Montesilvano.

WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum stigmatizzano il generale immobilismo che finora ha caratterizzato la gestione del Sito di Interesse Nazionale e che ha acuito i problemi già gravissimi di quest’area. In questi anni, oltre ai ripetuti allarmi rimasti inascoltati delle associazioni ambientaliste, lo stesso Ministero dell’Ambiente ha individuato ritardi e reiterate omissioni soprattutto da parte delle amministrazioni locali ma anche da parte di molti privati che si oppongono (o neanche rispondono) alle richieste del Ministero dell’Ambiente. Solo recentemente qualche passo in avanti è stato fatto, come l’avvio della messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine (per i risultati nel cambiamento di gestione del depuratore ci riserviamo di verificarli nel medio periodo), ma per ogni passo in avanti molti se ne stanno facendo indietro, come dimostra in maniera incontrovertibile il materiale raccolto dalle associazioni. WWF, Abruzzo Sociale Forum e Marelibero lanciano un appello a tutte le associazioni e organizzazioni attive nei comuni interessati dal SIN affinché spingano verso la bonifica delle aree inquinate. Ai balneatori e agli imprenditori turistici che si lamentano per i divieti di balneazione le associazioni chiedono che lo stesso impegno che stanno mettendo in campo per contestare i provvedimenti sulla balneazione sia profuso per risolvere alla radice le criticità che mettono a rischio il loro lavoro. Consigliamo loro di percorrere lo stesso “Horror tour” fatto dalle associazioni in un territorio devastato e degno di uno slum della periferia di una metropoli del terzo mondo. Il pericolo maggiore per l’Abruzzo e i turisti non è l’immagine dell’inquinamento ma l’inquinamento stesso!

LE 10 RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI
Le organizzazioni ribadiscono quanto già richiesto durante le riunioni che si sono svolte presso la Regione Abruzzo:
1) un’immediata verifica sul campo da parte di Regione Abruzzo ed ARTA degli interventi in atto nel SIN;
2) che i Comuni seguano l’esempio di Torrevecchia Teatina che ha inserito le procedure nell’ambito dell’iter attuativo del Piano Regolatore del Comune;
3) che siano immediatamente chiuse le stradine di accesso ai due fiumi per evitare lo scarico di rifiuti e siano approntati sistemi di sorveglianza, anche remota;
4) siano convocati i due Comitati per la Sicurezza Pubblica provinciali per coordinare l’azione preventiva e di repressione delle forze dell’ordine per evitare un peggioramento ulteriore della situazione ambientale delle due aree;
5) sia sospesa la pesca lungo i due fiumi, considerato che i pesci sono bio-accumulatori eccezionali;
6) siano predisposti dalle ASL competenti piani di monitoraggio sui prodotti agricoli coltivati nel Sito di Interesse Nazionale;
7) siano organizzate assemblee in tutti i comuni interessati per spiegare alla popolazione la situazione ambientale dei due fiumi e le regole che riguardano un Sito di Bonifiche Nazionale;
8) si proceda con il Commissariamento o con la denuncia all’autorità giudiziaria per tutte quelle omissioni che sono emerse o stanno emergendo;
9) i sindaci facciano rispettare le ordinanze sanitarie riguardanti quest’area, visto che si tratta della salute delle persone; durante i diversi sopraluoghi svolti nell’area della foce del Saline in territorio di Città S. Angelo è emerso che decine di persone, compresi molti bambini, utilizzavano l’area per fare il bagno nonostante il divieto di balneazione;
10) che l’ARTA sia dotata della strumentazione adeguata per condurre tutte le analisi necessarie, visto che, ad esempio, per le diossine è costretta a rivolgersi all’esterno.

INFO: 3683188739



IL SITO DI BONIFICHE DI INTERESSE NAZIONALE “SALINE-ALENTO”
Il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Ministeriale 3 marzo 2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.121, serie generale del 27 maggio 2003, ha identificato e perimetrato il Sito di Bonifiche Nazionale denominato “Saline-Alento”. Con tale Decreto il Ministero ha inserito l’area tra quelle a rilevanza nazionale per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito derivante dalla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e dalla presenza di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella di rifiuti solidi urbani di Montesilvano.
L’area si estende per 1080 ettari su 8 comuni, di cui 800 sul Fiume Saline e 280 sul Fiume Alento. Per le aree costiere si tratta, invece, di 780 ettari.
Il WWF ha partecipato ad alcune delle conferenze di servizio promosse fin dal 2004 dal Ministero dell’Ambiente, al fine di provvedere a tutte le attività previste per la messa in sicurezza di emergenza dell’area, per la caratterizzazione necessaria ad identificare le tipologie di inquinanti e le matrici interessate (suolo, acqua superficiale, falde) e per la definitiva bonifica.
In questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di Servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell’espletamento delle procedure previste dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni (ex D.M. n. 471/99).

Informazioni sul procedimento sul sito

http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/index.asp?modello=bonificheSalineAlento&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=bonifich2


COMPOSTI CHIMICI NEI TERRENI (con superamenti dei limiti di legge)
-dalla relazione ARTA disponibile sul sito indicato

Trincee effettuate Composti con superamenti
Alento 42 Diossine (5 punti) Fitofarmaci (6 punti)
Saline 82 Arsenico (1 punto) Cadmio (1 punto) Rame (1 punto) Fitofarmaci (9 punti) Idrocarburi pesanti (10 punti) Diossine (11 punti)


COMPOSTI CHIMICI NELLE ACQUE SOTTERRANEE (con superamento limiti di legge)
-dalla relazione ARTA disponibile sul sito indicato

Saline: IPA, Triclorometano, Nitriti, Azoto ammoniacale
Alento: Dicloropropano, Nichel, Manganese, Azoto ammoniacale, Manganese
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