Vittorio Ramundi
Un articolo su “Il centro” del 30 giugno titolava: “Il centro oli approda in consiglio”; in realtà sono ben due volte che l'interrogazione sul centro oli appare nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Chieti, ma viene però puntualmente saltata o rimandata ad altra data. La prima volta, il 17 giugno, perchè mancavano i consiglieri che avevano presentato l'interrogazione, e questa volta perchè dopo la pausa-buffet delle 14, in occasione del matrimonio di uno degli assessori, alla ripresa del Consiglio è mancato il numero legale. Sui 13 punti della convocazione ben 6 sono saltati, per varie motivazioni. Nell'aula e nei locali adiacenti il solito chiasso e il solito fumo passivo, conditi da una accesa discussione con i Vigili Urbani presenti, i quali sostenevano di non avere titolo per intervenire se non chiamati dal Presidente del Consiglio Comunale. Il Presidente è seduto in fondo alla sala, dalla parte opposta a quella riservata agli “spettatori”, e mi chiedo come possa controllare le stanze attigue se deve necessariamente essere seduto al proprio posto per presiedere il consiglio. In effetti il Presidente stesso è stato attento a richiamarmi perchè stavo facendo una fotografia alla sala, e mi chiedo come mai, se il Consiglio Comunale è aperto al pubblico (il Regolamento Comunale, all'art. 46, recita: “Le sedute del Consiglio sono pubbliche. La pubblicità è garantita anche con l'ausilio di strumenti audiovisivi, secondo le modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza) non sia possibile documentare fotograficamente ciò a cui si assiste. Con l'aiuto di un consigliere mi sono recata quindi in un ufficio interno per chiedere spiegazioni in merito, ma ho ottenuto risposte molto contraddittorie. Lì infatti sostenevano che l'impiego di fotocamere o telecamere è permesso a tutti, ma il Presidente e il Regolamento, in un altro punto, sostengono il contrario: “Le emittenti radiofoniche o televisive accreditate che intendono effettuare trasmissioni in diretta o registrazioni dei lavori del Consiglio comunale devono darne preventiva comunicazione alla Presidenza del Consiglio”. A questo punto la mia domanda: se un cittadino, e non un giornalista, vuole assistere al Consiglio Comunale della propria città e riportare ciò che ha visto e sentito ad altri cittadini, e corredare il suo “racconto” con le “prove” fotografiche di ciò a cui ha assistito, come deve fare? Come e a chi formulare questa richiesta? Questa è una risposta che purtroppo non sono riuscita ad avere, nonostante abbia espresso questo quesito anche all'interno dell'Ufficio preposto. La discussione con i Vigili Urbani invece è scaturita dal fatto che a causa del chiasso nei corridoi diventa troppo spesso impossibile seguire la discussione dall'area riservata agli spettatori, purtroppo molto ristretta ed adiacente ad una saletta-corridoio molto frequentata, con le macchinette per le bevande, l'accesso alle toilette, una scrivania con un telefono che spesso squilla ed un notevole via vai di persone. Da lì c'è anche l'accesso al corridoio dell'aula consiliare, vietato al pubblico, nel quale il passeggio dei fumatori con la sigaretta accesa è diventato una costante. Chi deve controllare in questi locali? I Vigili pare di no, a quanto essi stessi sostengono. Il Presidente deve fare il suo lavoro e non può certo avere occhi anche nelle stanze adiacenti, la referente indicata nel cartello del divieto di fumo è anch'ella impegnata all'interno del Consiglio, e allora chi deve vigilare? Forse dovrebbero essere gli stessi consiglieri ed utenti che dovrebbero autocontrollarsi, ma purtroppo non lo fanno...
Faccio parte del Meetup di Chieti, e nel nostro gruppo ci siamo assunti l'impegno di assistere, a turno, ai Consigli Comunali per poi “raccontare” agli altri membri, ed eventualmente alla stampa, ciò che vediamo e sentiamo da “semplici cittadini”. Questo compito, date le circostanze, è davvero molto arduo. Impossibilitati a documentare fotograficamente anche le “trasgressioni” al divieto di fumo, per esempio, o a fotografare, secondo le nostre descrizioni, l'aula immancabilmente semideserta durante i singoli interventi dei consiglieri, ci vediamo costretti a fare le nostre domande attraverso la stampa, sperando che ad una maggiore diffusione di questa squallida realtà si accompagni una sensibilizzazione del problema da parte degli organi preposti. Il Consiglio Comunale, infatti è e dovrebbe essere il diritto referente del cittadino, e la sua trasparenza un dovere fondamentale dell'amministrazione.
Il Meetup di Chieti si chiede infatti da tempo come mai il Consiglio non si sia applicato più approfonditamente del problema dell'acqua potabile, come mai non abbia richiesto un consiglio straordinario in merito, come mai ci ritroviamo a luglio 2008 con, di nuovo, le interruzioni idriche
nella città e i probabili aumenti delle bollette, con le indagini epidemiologiche non ancora avviate, con le condutture colabrodo che troppo spesso subiscono rotture improvvise, e con i temi ambientali, come per es. il centro oli su menzionato, sempre in fondo alle discussioni o addirittura non discussi affatto. A Chieti c'è il problema del traffico, dei parcheggi, delle antenne, dell'amianto, quindi del conseguente inquinamento dell'aria e dell'acqua... Cosa fa il Comune di Chieti? Come fanno i cittadini di Chieti ad avere le loro risposte??
Il Meetup in questi giorni ha espresso numerose domande. Ora vogliamo le risposte.
01/07/2008
M.M.
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