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Un gesto politico di enorme importanza quello del consigliere comunale del PD, Arch. Renato Di Salvatore, il fatto di chiedere ufficialmente al Presidente del Consiglio Comunale cittadino, di svolgere uno o più Consigli Comunali allo Scalo. Con il documento depositato presso la Segreteria della presidenza in data 25 giugno, Di Salvatore evidenzia come la naturale sede comunale sia inagibile a seguito dell’evento sismico del 6 aprile scorso e che attualmente, di volta in volta, bisogna chiedere “in prestito” la sala consiliare della Provincia.

E questo mentre ci sarebbero edifici di proprietà comunale a disposizione, sicuramente adatti allo scopo, ed in particolare individua l’edificio che attualmente ospita la delegazione in via Ortona allo Scalo.

Oltre alla motivazioni di natura pratica, l’inagibilità di Palazzo d’Achille, sottolinea anche una ragione di natura politica, cioè la necessità di dare un diverso segnale ai cittadini ed in particolare a quelli dello Scalo, con la possibilità per un più ampio numero di cittadini, di una più fattiva partecipazione alla vita politica locale; questo consentirebbe all’Amministrazione Comunale di essere più vicina alla cittadinanza, in un momento in cui l’indice di gradimento della Giunta Ricci ha toccato il minimo storico.



Oltre questo, bisogna sottolineare che finalmente qualcuno si è accorto che Chieti non è solo il Colle ma che esistono altre realtà altrettanto importanti che vanno prese nella giusta considerazione. Con la sempre crescente sfiducia verso la politica, c’è più che mai necessità di riportarla a portata di mano dei cittadini.

In realtà sono tanti i cittadini di Chieti che non sanno come si svolge un Consiglio Comunale, di cosa si parli e soprattutto chi e come questi possa intervenire nelle decisioni importanti sul futuro della città. In tanti sono i cittadini lontani dalla politica che non sanno neanche chi siano i Consiglieri Comunali e non conoscono nomi e volti degli Assessori e quali competenze abbiano, sarebbe una buona occasione per allargare gli orizzonti ed avvicinarsi agli altri, quelli che per svariati motivi non hanno mai assistito per pigrizia o solo per non dover arrivare sul colle nelle stanze del potere cittadino.

I Consigli sono aperti al pubblico, chiunque potrebbe assistere, solo che di solito intervengono poche persone, quasi sempre le stesse Consiglio dopo Consiglio.

Restiamo in attesa della decisione del Presidente Raimondi, sperando che questi decida presto ma che soprattutto sia lungimirante nella considerazione che le comunali 2010 sono molto più vicine di quanto si possa credere.

Roberto Di Monte
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