MeetupChieti
Chieti , 4 ottobre 2008

C O M U N I C A T O S T A M P A

L’Assessore all’Ecologia del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

«E’ stato dato rilievo dalla Stampa all’interrogazione presentata dai Consiglieri Comunali di di Chieti Alleanza Nazionale in esito alla ordinanza Provinciale per lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio di Fara Filiorum Petri nella discarica di Casoni.

Poiché dalla stessa interrogazione risulterebbero esservi chissà quali foschi accordi in danno della Città di Chieti è doveroso chiarire i termini dell’intervento anche ai fini di una corretta informazione e, ovviamente, per evitare falsi allarmismi tra i cittadini.

Probabilmente alcuni degli odierni interpellanti, facendo finta di dimenticare che quando erano Amministratori del Comune di Chieti, della Provincia di Chieti e della Regione Abruzzo hanno:

modificato il contratto con il Gestore della Discarica di Casoni spostandone il termine da “determinato” – ovvero cinque anni – ad “indeterminato” – fino ad esaurimento della capacità dell’impianto stesso;

approvato accordi con il Gestore della Discarica di Casoni per cui l’accettazione dei rifiuti non è vincolata alla autorizzazione Comunale ma solo al riconoscimento di un benefit (eco ristoro) tra l’altro non stabilito nel minimo (vedasi accordo per Trattamento Meccanico Biologico).

per cui è assurdo che oggi quegli stessi interpellanti vadano all’attacco dell’operato dell’Amministrazione Comunale, incitando per altro alla chiusura dell’impianto e predicendo chissà quali catastrofi.

Nel caso in oggetto, qualcuno degli interpellanti dovrebbe chiarire a se stesso :

se vuole che l’impianto sia chiuso al più presto.
Nel qual caso dovrebbe avere il coraggio di dire alla Città e, soprattutto, agli abitanti di Contrada Casoni, che quando era al governo locale ha firmato uno “sciagurato” contratto che si esaurirà solo con l’esaurimento della capacità del sito e che, quindi, qualsiasi intervento tendente a ridurre la quantità di rifiuti avviati all’impianto (compresa la Raccolta Differenziata), comporterà un allungamento della vita dell’impianto stesso;

se vuole che nell’impianto vengano conferiti solo ed esclusivamente i rifiuti di Chieti senza alcuna possibilità per gli altri Comuni .
Nel qual caso dovrebbe avere l’onestà di dire che dopo Chieti detti rifiuti saranno smaltiti presso l’impianto del Comune di Lanciano (che mi risulta essere governato dal Centro Destra); Comune che, con ammirevole spirito di solidarietà, ha accettato anche i rifiuti da Napoli dell’aquilano e del teramano.

A tal proposito, vale la pena ricordare, che per colpa di una prolungata opposizione di AN in Consiglio Provinciale, relativamente alla modifica del Piano Provinciale dei Rifiuti, che prevedeva l’ampliamento della discarica di Fara, c’è stato un inutile allungamento dei tempi per la realizzazione delle opere di ampliamento della medesima discarica.

Fatta questa doverosa premessa, ed entrando nel merito dei quesiti posti, si rileva quanto segue:

a)l’ecoristoro di sette euro, è stato applicato sulla base di un rapporto di solidarietà nei confronti di Comuni che fanno parte, sulla base delle leggi Regionali in essere, della stessa Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale e nei confronti di Comuni viciniori che condividono con il territorio di Chieti attività e servizi.
E questo indipendentemente dal colore politico delle singole Amministrazioni;
b)lo smaltimento dei rifiuti è un problema sociale e non una occasione di business, per cui, per il Comune di Chieti, eticamente, non può essere motivo di lucro senza limiti approfittando della momentanea debolezza dell’altro;
c)per quanto concerne l’incremento di traffico e la relativa valutazione d’impatto ambientale nonché quant’altro richiesto sull’argomento, come si legge nell’interrogazione, trattasi di circa 8.000 tonnellate di rifiuti in quattro mesi (2.000 Tonnellate al mese), ovvero di circa 700 quintali al giorno cioè la portata di due o tre TIR a fronte di un traffico medio esistente sull’area di circa 250 TIR al giorno.
Diversa è invece la pressione da traffico derivante dalle autorizzazioni della precedente Amministrazione di Centro Destra valutabile in circa 30 TIR al giorno.
Pressione che al momento dell’accordo è stata ritenuta ininfluente proprio da chi oggi chiede la valutazione di impatto per due o tre mezzi per quattro mesi;
d)per quanto concerne l’eventuale prolungamento oltre il 31 gennaio 2008 del conferimento , come concordato, con Consorzio e Provincia, entro tale termine dovrebbe essere approvata la variante al Piano Provinciale dei Rifiuti che prevede, tra l’altro, un ampliamento della discarica di Lanciano e, pertanto, il conferimento dovrebbe avvenire in tale discarica.
Mi auguro che AN, con la sua attività di prolungata opposizione in Consiglio Provinciale, questa volta non rallenti l’iter approvativo del piano in parola (come fatto in precedenza) consentendo, quindi, lo smaltimento dei rifiuti di Fara nell’impianto di Lanciano e non in quello di Chieti;
e)per quanto concerne l’impianto di riduzione volumetrica con parziale selezione (indicato impropriamente come tritarifiuti) l’utilizzo dello stesso comporta una riduzione dell’ecotassa regionale da 25 a 7,5 Euro per tonnellata di rifiuti avviati in discarica.
Il risparmio per il Comune, in caso di utilizzo di detto impianto ed al netto delle spese di trattamento, sarebbe di circa un paio di Euro a tonnellata (circa 140 Euro al giorno da aggiungere alle circa 490 Euro al giorno di ecoristoro).
Allo stato, proprio per non caricare ulteriormente l’area di sistemi che comunque producono rumore ed un minimo di emissioni, si è ritenuto di non fare installare l’impianto nell’area di Casoni;
f)per quanto concerne invece il costo dello smaltimento del percolato e la durata della discarica, gli interpellanti già dichiarano cifre e numeri, (presi da quale fonte non si sa) per cui sembra un strano che di fronte a tanta conoscenza, si venga a chiedere la riduzione temporale o la produzione di percolato.
In effetti, essendo nel periodo corrente la produzione del Consorzio di Fara Filiorum Petri all’incirca equivalente a quella del Comune di Chieti (in estate la produzione è notevolmente più alta a fronte dei flussi turistici in località montane e marine), si può ritenere che la durata della discarica diminuirà di quattro mesi.
Per quanto, infine, concerne il percolato prodotto, lo stesso inciderà per circa 2,5 Euro a tonnellata conferita ma, contestualmente, si avrà una maggiore produzione di biogas con produzione di energia elettrica con un bonus a favore del Comune valutabile in 0,8 – 1,2 Euro per tonnellata conferita.

Il problema dei rifiuti deve essere affrontato con la massima serietà sia da parte di chi amministra sia da parte di chi fa opposizione che deve fornire soluzioni serie e non sterili polemiche evitando un inutile scontro politico e demagogie tipiche da campagna elettorale.»

L'interogazione alla quale il comunicato fa riferimento è la seguente:


INTERROGAZIONE

Chieti, lì 03 ottobre 2008

Al Signor Sindaco
per il tramite del Presidente del Consiglio Comunale


I sottoscritti Consiglieri comunali, tutti iscritti al gruppo di Alleanza Nazionale, ai sensi dell’art.71 del vigente Regolamento per il Funzionamento del Consiglio

Premesso

Che da qualche giorno, in ragione dell’accordo ripassato tra Comune, Provincia e Consorzio Rifiuti del Chietino (CONSAC), il pattume che dai venti comuni della provincia aderenti al predetto consorzio veniva conferito nella discarica di Fara Filiorum Petri (Colle San Donato), posta ai confini con Roccamontepiano, verrà scaricato nella discarica di Chieti (Casoni);
che tale accordo dovrebbe rimanere in vita fino al 31 gennaio 2009 con deposito presso la discarica di Chieti di almeno 8 mila tonnellate di rifiuti provenienti dai comuni aderenti al detto Consorzio;
che a detta del sindaco di Bucchianico Mario di Paolo, presidente del Consorzio de quo, la emergenza dovrebbe risolversi nella primavera del 2009;
che, pertanto, il massimo rappresentante del Consorzio di comuni da cui arrivano i rifiuti, non è in grado di dare indicazioni circa il momento in cui, effettivamente, non sarà più necessario trasportare il pattume dei 20 comuni consorziati presso la discarica di Chieti;
che, verosimilmente, il Consorzio in parola prima di un anno, non potrà avere a disposizione un nuovo luogo dove smaltire i rifiuti raccolti nei 20 comuni;
che annualmente il Consorzio smaltiva nella discarica di Fara una quantità di rifiuti pari a 35 mila tonnellate;
che la capacità residua della discarica di Chieti, dove annualmente vengono stoccate 25.000 tonnellate di rifiuti, è di circa 5,6 anni (225.000 tonnellate);
che ove venissero conferiti per un anno i rifiuti del Consorzio (35.000 tonnellata), circostanza molto probabile in considerazione della lentezza con cui procedono i processi per l’attivazione della nuova destinazione, la capacità della discarica di Chieti si ridurrebbe a 2,5/3 anni;
che in ragione dell’accordo con il Consorzio a Chieti arrivano circa 20 camion al giorno di rifiuti provenienti dai comuni consociati e prima conferenti a Fara;
che per tale concessione, nonostante il Comune fosse autorizzato dalla Provincia a chiedere fino a 10 € a tonnellata a titolo di “ecorisotoro”, ha chiuso l’accordo chiedendo solo 7 €/t;
che il Comune deve comunque farsi carico della eliminazione del percolato il cui costo è di 4 € per tonnellate;
che nel caso in cui il “tritarifiuti” fosse trasferito da Fara a Chieti, come dichiarato sulla stampa dall’Assessore Bassam, tutti i comuni del consorzio farebbero arrivare su Chieti il pattume al fine di tritutarlo;
che l’Assessore ha prospettato un abbattimento della ecotassa in caso di trasferimento del “tritarifiuti”;
che, però, l’Assessore ha omesso di dichiarare i reali benefici economici per il Comune ed i conseguenti svantaggi per i cittadini (aumento del movimento di camion, maggiore presenza di rifiuti non trattati, etc.).
Tutto quanto sopra premesso, i sottoscritti consiglieri, ai sensi del vigente Regolamento, dello Statuto e del TUEL
Interrogano
Il sig. Sindaco, che vorrà rispondere alla presente, con urgenza in aula, entro il prossimo Consiglio, al fine di sapere:
1)per quale ragione si è deciso di applicare un “eco ristoro” di soli 7€/t. (a Teramo furono richiesti 10€) pur sapendo che per lo smaltimento del percolato prodotto dai rifiuti che proverranno dal Consorzio è necessaria una spesa di 3-4€/t;
2)a fronte del trasferimento a Chieti del “tritarifiuti” di Fara, con conseguente lavorazione del pattume a Chieti, a quanto ammonta il beneficio economico per la Città in termini di ecotassa;
3)perché, dopo aver dichiarato che finita l’esperienza del conferimento dei rifiuti da parte di Teramo ed Atri non sarebbero più arrivati rifiuti, si è accettato di far arrivare su Chieti la spazzatura del Consorzio;
4)se è intenzione dell’Amministrazione prorogare, in caso di richiesta da parte del Consorzio, il termine del 31 gennaio 2009;
5)se è stata effettuata una valutazione dell’impatto che hanno sull’ambiente i camion che dai comuni della provincia arrivano a Casoni per scaricarvi i rifiuti;
6)se è stata esaminata e valutata la capacità della viabilità esistente, rispetto al nuovo carico di traffico rappresentato dai camion della Consac da parte dell’Ufficio Traffico;
7)se è stato calcolato di quanto si ridurrà la capacità in anni della discarica di Chieti in ragione del conferimento di rifiuti che verrà dal Consorzio;
8)per quale ragione, in sede di incontro con Provincia ed altri soggetti istituzionali, il Comune di Chieti non ha chiesto che i rifiuti del Consorzio fossero indirizzati su altre discariche più grandi e capienti di quella di Casoni.
In attesa, salutano cordialmente.-

Umberto Di Primio Mario Colantonio
Marco D’Ingiullo Gianfranca Mancini
Share/Save/Bookmark
Etichette: , | edit post
Reazioni: 
Questo blog non è una testata giornalistica in quanto aggiornato senza periodicità. Non può considerarsi quindi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Alcune foto, prese dal Web, sono ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione sono pregati di segnalarcelo.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.